Strage Bologna, ergastolo annunciato a Bellini
E ora vogliono processare la Polizia Scientifica


6/4/2021 – Oggi, dopo un’udienza lampo (peraltro anticipata venerdì scorso dal presidente Caruso) la Corte d’Assise di Bologna ha condannato all’ergastolo con un anno di isolamento l’ex killer reggiano Paolo Bellini. Ha inoltre inflitto 6 anni l’ex capitano dei Carabinieri Piergiorgio Segatel e a 4 anni Domenico Catracchia, già amministratore di immobili in via Gradoli a Roma.

Paolo Bellini

Ma non è tutto: per tre testimoni e altrettanti consulenti del nuovo processo sulla strage del 2 agosto, tra i quali tre tecnici della polizia Scientifica, il collegio giudicante ha disposto di inviare i verbali al Pm per valutare eventuali ipotesi sui reati di falsa testimonianza, e frode in processo penale e depistaggio.

Si tratta - riferisce l'agenzia Ansa - dell‘avvocato Stefano Menicacci, ex deputato del Msi e già difensore di Stefano Delle Chiaie, che presentò Bellini, all‘epoca latitante, all’aeroclub di Foligno. Poi Giancarlo Di Nunzio "cointestatario, insieme allo zio Giorgio, di un conto corrente sul quale sarebbe transitata la prima tranche di soldi poi utilizzati per finanziare la strage". E infine Piercelso Mezzadri,un tempo personaggio vicino agli ambienti dell‘ estrema destra emiliana, legato a Bellini.

Il presidente Caruso legge la sentenza

Rischiano un’indagine anche i tre tecnici della Polizia Scientifica Fabio Giampà, Stefano Delfino e Giacomo Rogliero, che - chiamati dalla Procura generale a ripulire una intercettazione ambientale del leader veneto di Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi, in cui secondo l‘accusa si faceva riferimento ad un aviere che avrebbe portato la bomba in stazione a Bologna – hanno dimostrato che Maggi non pronunciò la parola aviere, bensì affermò “(è stato)… lo sbaglio di un corriere“. In questo modo i tecnici della Scientifica hanno demolito una delle prove principali esposte dalla Procura generale. La Corte d’Assise, che aveva respinto la richiesta di una terza perizia super partes, ha tenuto per buona la prima perizia (quella dell’aviere, su cui si è basato il teorema accusatorio) e per non farla deragliare, ha deciso di denunciare alla Procura i consulenti della Polizia Scientifica di Roma.

Nella sua requisitoria, la Procura generale aveva infatti eccepito che i tecnici della Scientifica hanno ammesso di aver consultato anche fonti aperte (come articoli di giornale che parlavano del processo), e che di conseguenza la “ripulitura” della frase di Maggi, peraltro molto chiara e ascoltata nel corso in aula, sarebbe influenzata dalle ipotesi sulla pista palestinese (quelle, per esempio, sostenute dalla grande controinchiesta di Pelizzaro e Paradisi pubblicata da Reggio Report), soprattutto nel riferimento di Maggi allo scoppio per errore dell’esplosivo in stazione, trasportato proprio da un corriere.

E’ probabilmente la prima volta che in un’aula di Tribunale si assiste a una delegittimazione degli specialisti della Polizia di tale portata, in un evidente corto circuito tra magistratura giudicante e magistratura inquirente. Un rinvio alla Procura che suona anche come avvertimento per tutti coloro che non si allineano col loro lavoro d’inchiesta al teorema dominante.

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