Seta, abbiamo un problema: la sicurezza
Un altro bus a fuoco in tangenziale a Modena

11/4/2022 – Seta, l’azienda di trasporto pubblico dei bacini di Reggio Emilia, Modena e Piacenza, ha un problema molto serio: la sicurezza dei suoi autobus. Lo conferma il rogo che questa mattina alle 6,30 ha distrutto un mezzo di Seta sulla tangenziale di Modena. E’ almeno il quinto incendio in pochi mesi, l’ultimo dei quali avvenuto il 24 febbraio scorso, alle 13,30, in cui è bruciato un pullman Seta nella galleria Seminario della statale 63, per un vero miracolo senza morti nè feriti, ma con danni enormi alle strutture del tunnel, che resterà chiuso per lavori almeno sino a maggio.

Ma veniamo all’incendio Modena: il mezzo era uscito da pochi minuti dal deposito Seta di Strada Sant’Anna ed era diretto verso il capolinea di via Latina, dove avrebbe preso servizio sulla linea 4. L’autista si è accorto delle fiamme, ha immediatamente fermato il bus, lo ha accostato a lato della strada e ha dato l’allarme alla centrale operativa della società. Il conducente ha tentato, senza successo, di estinguere l’incendio utilizzando l’estintore di bordo. Sul posto sono arrivate due squadre di Vigili del Fuoco, ma ormai le fiamme avevano avvolto interamente l’autobus.

Il bus Seta bruciato in tangenziale a Modena

Il caso è subito rimbalzato in Regione con un’interrogazione alla Giunta Bonaccini del consigliere FdI Michele Barcaiuolo.

“Il mezzo era appena stato prelevato dal deposito – afferma – e dopo pochi minuti avrebbe iniziato il consueto servizio di trasporto studenti. Nel momento in cui dal vano motore si sono iniziate a propagare le fiamme, era a bordo soltanto l’autista. Per fortuna, non ci sono stati feriti, ma il traffico ne ha risentito con lunghe code”.

Barcaiuolo ricorda che il 10 gennaio un bus a metano aveva preso fuoco vicino alla stazione di Modena, mentre a febbraio in fiamme era finito un altro mezzo Seta a Carpi e in settembre a venire distrutto era stato un bus lungo la via Emilia Ovest. E questa sequela di incendi solo in provincia di Modena .

“Il parco mezzi è vetusto” e la flotta circolante oggi è stata acquistata anni fa in Finlandia. “La manutenzione risulta carente e approssimativa, anche alla luce della carenza di mezzi e alla necessità che quelli presenti effettuino tutte le corse previste”. Il consigliere conclude chiedendo alla Giunta “se la Regione, a fronte degli investimenti stanziati, intenda predisporre interventi al fine di scongiurare il ripetersi di episodi simili e se intenda avviare un controllo straordinario almeno sui mezzi pubblici più datati”.

Da parte sua la direzione di Seta va sapere che “Il mezzo è stato condotto presso la sede aziendale e sarà sottoposto ad un’indagine interna, al fine di determinare le cause dell’incendio. Dalla scheda di officina risulta essere stato sempre regolarmente sottoposto agli interventi di manutenzione programmata, nonché alle revisioni annuali obbligatorie effettuate da parte degli ispettori della Motorizzazione Civile” .

Ma è l’azienda stessa ammette che le flotte sono “stto stress” e che per far fronte ai servizi vengono utilizzati anche i mezzi più vecchi, normalmente mantenuti di scorta.

“Negli ultimi due anni la flotta aziendale è stata sottoposta ad un impiego più intenso rispetto al periodo pre-pandemico – fa spaere seta – a causa delle norme disposte a livello nazionale che hanno imposto alle aziende di trasporto pubblico una riduzione della capienza massima consentita dei mezzi, a cui si è sommato l’aumento delle corse disposto su base regionale e provinciale. Alla luce di queste mutate condizioni, per garantire il servizio a tutti gli utenti è quindi necessario utilizzare in maniera più intensa i mezzi disponibili, ivi compresi quelli più vetusti che – pur regolarmente manutenuti – normalmente vengono tenuti come mezzi di scorta o riservati per servizi marginali. Ciò sta comportando un maggiore stress complessivo delle flotte”.

L’incendio del mezzo Seta nella galleria Seminario il 24 febbraio

“Queste ulteriori criticità – conclude Seta – rendono ancora più urgente e necessario il rinnovamento della flotta che SETA sta attuando con un consistente Piano aziendale di investimenti: per il bacino di Modena saranno stanziati entro il 2023 circa 30 milioni di euro destinati all’acquisto di 114 nuovi mezzi. Nel 2021, in attuazione del suddetto Piano, nel bacino provinciale modenese sono entrati in servizio 47 nuovi mezzi, nel corso del 2022 è prevista l’immissione in servizio di ulteriori 40 nuovi autobus”.

Sull’emergenza incendi bus interviene anche il consigliere regionale leghista Stefano Bargi : “Siamo stati inascoltati e la situazione dei mezzi Seta, critica sia per il personale che per gli utenti, prosegue”. “Ero già intervenuto in passato a seguito di questi “strani” incendi- scrive Bargi in una nota-. L’ultimo in ordine di tempo non ha provocato feriti perché il mezzo, appena uscito dal ndeposito, stava per entrare in servizio, ma ci sono stati gravi disagi al traffico”. Se in Regione “è ferma da tempo” un’interrogazione che Bargi aveva presentato, chiedendo di fare il punto sulla manutenzione dei mezzi Seta in circolazione, “l’incendio di un autobus- aggiunge il consigliere regionale- non è una questione di percentuali. Quando è in gioco la vita del personale viaggiante e degli utenti, i paragoni con le altre società di trasporto non reggono.

Se gli autobus si guastano facilmente e una parte di questi va in fiamme le cause possono essere soltanto l’obsolescenza dei mezzi o la mancata o pessima manutenzione”.

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