Quindicimila tonnellate di rifiuti pericolosi sepolti in un cantiere
Sotto sequestro area di 40 mila mq

7/4/2022 – I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo forestale di Reggio Emilia, al termine di un’articolata e complessa attività investigativa sull’uso di resti di demolizione e costruzioni edili non correttamente recuperati e depositati in modo incontrollato, hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intera area di un cantiere di circa 40.000 mq.

Il decreto è stato emesso dal Gip del tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Procura e scaturisce dagli ulteriori approfondimenti investigativi di un’attività avviata nel settembre 2021 che aveva rivelato che il riempimento e il livellamento dei terreni del cantiere, con innalzamento fino a quota fondo strada, era stato fatto attraverso l’uso di resti di demolizioni edili visivamente non consoni e contaminazioni diffuse di materiali estranei, quali plastica, gomma, cavi elettrici, ferro, alluminio, legno, ecc.

L’area contaminata, con un perimetro di circa 1.300 metri, conteneva oltre 15.000 tonnellate di rifiuti, stimati attraverso una laboriosa ricostruzione documentale esperita attraverso la ditta
fornitrice del riciclato. Tre persone (due 55enni e un 39enne residenti tra la Lombardia e il Veneto coinvolte a vario titolo nella gestione del cantiere) erano state denunciate alla Procura reggiana per il reato di deposito incontrollato di rifiuti. Il gip di Reggio Emilia, confermando la sussistenza del reato, aveva riconsegnato Successivamente l’area ai vari soggetti coinvolti. Il reato contestato agli indagati, ai quali oggi si è aggiunto il procuratore speciale della ditta proprietaria dei terreni e committente dei lavori, è il deposito incontrollato di rifiuti pericolosi. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine di consentire al Giudice di verificare l’eventuale piena responsabilità degli indagati.

 
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