Over 50 disoccupati, Bargi (Lega) impegna la Regione: “E’ allarme: incentivi per le aziende che li assumono”

21/4/2022 – Favorire il ritorno all’occupazione degli over 50, disoccupati da lungo periodo, incentivare le imprese che li assumono e sostenere economicamente chi, senza lavoro, è impegnato nella formazione professionale. L’impegno della giunta dell’Emilia-Romagna è chiesto da Stefano Bargi (Lega) che ha presentato una risoluzione. La Regione riconosca e intercetti, scrive il consigliere leghista, ”i bisogni delle persone disoccupate di lungo periodo e/o collocate nella fascia di età over 50 con particolare attenzione a favorirne l’occupazione, adottando, tramite risorse proprie e/o con l’ausilio dei fondi strutturali europei, soluzioni che ne favoriscano il reinserimento lavorativo”. Inoltre, si prevedano incentivi ”alle imprese che assumono disoccupati da più di 12 mesi, prevedendo una forma di sostegno maggiore per gli ultracinquantenni, in maniera da integrare la normativa statale”, e si predisponga un ”sostegno economico al disoccupato/impresa per la formazione professionale con finalità di assunzione”. 

Il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi

Bargi ricorda che la legge 92 del 2012 consente la ”per la durata di dodici mesi, la riduzione del 50 per cento dei contributi a carico del datore di lavoro” che assume – dal gennaio 2013 – persone di almeno 50 anni disoccupate da oltre un anno. Anche le Regioni prevedono incentivi per le assunzioni degli over 50 e ”nei 38 Centri per l’Impiego dell’Emilia-Romagna risultano attualmente iscritti 47.955 over 50 disoccupati di lunga durata (anzianità di disoccupazione superiore a 12 mesi)”. Il consigliere sottolinea, però, che l’Agenzia regionale per il lavoro ”ha chiarito recentemente che ‘Non esistono al momento politiche del lavoro o incentivi all’assunzione, direttamente promossi dalla Regione Emilia-Romagna, anche attraverso l’Agenzia Regionale per il Lavoro, a favore di disoccupati di lungo periodo o over 50”’. Quindi, queste persone accedono ai centri per l’impiego al pari degli altri cittadini”. 

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