ESCLUSIVO STRAGE DI BOLOGNA, ECCO IL VIDEO POLZER
PER LA PRIMA VOLTA IL FILMINO INTEGRALE
Guardate con attenzione e giudicate: quello è Paolo Bellini?

GIAN PAOLO PELIZZARO

GABRIELE PARADISI

8/4/2022 – Per la prima volta, da quando la magistratura bolognese ha iniziato a indagare sui cosiddetti mandanti (tutti deceduti da anni) dell’attentato del 2 agosto 1980, siamo in grado di mostrare il filmino integrale di Harald Polzer, sulla base del quale (o meglio di alcuni fotogrammi estratti dalla pellicola) il 6 aprile scorso Paolo Bellini è stato condannato all’ergastolo con l’accusa di essere il quinto esecutore materiale della strage.

In questi anni, da quando la Procura Generale ha avocato a sé il fascicolo già archiviato dalla Procura di Bologna, è stata diffusa una sola immagine di quel filmino, estrapolata dall’ultima parte della pellicola Kodak Super 8 di Polzer, il turista tedesco residente a Losanna che quel tragico sabato 2 agosto 1980 viaggiava sul treno internazionale straordinario Adria Express Ancona-Basilea.

Quel fotogramma, in cui si vede un uomo sulla trentina con baffi e una t-shirt celeste che cammina lungo il binario 1 proprio accanto il treno di Polzer e la sua famiglia, è servito alla Corte d’Assise per dare l’ergastolo a Bellini, l’ex latitante di Reggio Emilia reo confesso di una serie di omicidi, fra cui quello del militante di estrema sinistra Alceste Campanile.

L’ex moglie di Bellini, Maurizia Bonini, dalla quale egli ha avuto anche due figli, sia in sede istruttoria e poi in dibattimento ha ripetuto di riconoscere in quella immagine il suo ex marito. Questa testimonianza è stata la pietra tombale per l’ex killer reggiano il quale si è sempre dichiarato innocente rispetto alla strage di Bologna. Ha ripetuto che non è lui l’uomo ripreso nel filmato e che quel giorno, o meglio quella mattina tra le ore 9 e 9 e 30, lui era a Rimini a prendere la moglie e il figlioletto Guido di un anno e mezzo e la figlia Silvia di nove anni e mezzo per andare a trascorrere tutti insieme una settimana di vacanza in un residence sul Passo del Tonale. Bellini – anche durante le indagini del 1982-1983 – ha sempre affermato di essere passato molto presto quella mattina a Scandiano (in provincia di Reggio Emilia) a prendere la nipote Daniela, figlio del fratello maggiore Guido Bellini, in quei giorni ricoverato in ospedale a Parma.

Da Scandiano, Bellini prese poi la direzione per Rimini, con la nipote in macchina. All’epoca tutti i familiari della ex moglie confermarono questi movimenti. L’unica che non venne sentita a verbale fu la cognata Marina Bonini, moglie del fratello Guido e madre della nipote Daniela. Maurizia Bonini, la moglie di Bellini, confermò più volte ai carabinieri e anche ai magistrati l’alibi fornito da suo marito per la giornata del 2 agosto 1980 e gli investigatori, proprio sulla base delle versioni (tutte concordanti) rese dai familiari della Bonini, decisero di verificare tutti gli orari di partenza e di arrivo al Tonale, per capire se qualcuno avesse mentito.

I carabinieri del Nucleo Operativo di Bologna ripercorsero tutto il tragitto fatto da Bellini e la nipote prima e poi da Bellini, la moglie i due figli e la nipote da Rimini al Passo del Tonale e dovettero ammettere che tutto quadrava, non c’erano discrepanze negli orari indicati dall’indagato. Gli inquirenti interrogarono anche tutto il personale del residence dove Bellini (a nome di Roberto Da Silva) aveva prenotato il soggiorno al Passo del Tonale e anche in quel caso le varie testimonianze confermarono la versione resa dal latitante reggiano.

Qui si apre un grande mistero. Noi sappiamo che il filmino amatoriale di Polzer entrò in possesso delle autorità italiane il 10 gennaio del 1985, pochi giorni dopo l’attentato al treno rapido 904 Napoli-Milano del 23 dicembre 1984 e che il 16 gennaio 1985 il filmato venne visionato dal consigliere istruttore Vincenzo Luzza dell’ufficio istruzione del Tribunale di Bologna e dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica Guido Marino. In quel periodo Paolo Bellini era indagato per strage, ma per qualche incomprensibile motivo la pellicola Super 8 non venne utilizzata per individuare l’ex latitante di Reggio Emilia. Il Super 8 di Polzer venne, invece, passato alla Rai per realizzare una puntata sula strage di Bologna nell’ambito del documentario di Sergio Zavoli “La Notte della Repubblica”.

La pellicola originale venne poi restituita al proprietario alla fine del mese di ottobre del 1988, a seguito di un provvedimento emesso dal cancelliere della Corte d’Assise di Bologna il 3 ottobre dello stesso anno. Agli atti dei vari procedimenti penali riuniti contro Marco Ballan e altri rimase una copia. Da quella copia è stata realizzata una seconda copia poi utilizzata nell’ambito del procedimento penale che ha portato al rinvio a giudizio e infine alla condanna all’ergastolo di Bellini.

I giudici della Corte d’Assise di Bologna hanno emesso il loro verdetto sulla base di una copia di una copia di un filmato tagliato e montato dall’autore.

Perché il video non venne usato totalmente all’epoca per verificare o escludere la presenza di Bellini o di altri soggetti accusati di aver partecipato all’attentato, come il balordo di Osimo Sergio Picciafuoco, ripreso dalla cinepresa portatile di Polzer proprio sul 3° binario poco dopo l’esplosione dell’ordigno? Quell’uomo sgomento quasi barcollante sul bordo della banchina del binario opposto a quello dove stazionava il treno di Polzer tutto poteva essere fuorché uno degli attentatori che avevano appena collocato un ordigno nella sala d’aspetto di seconda classe. Un’immagine quasi spettrale di qualcuno frastornato, sbigottito, in stato confusionale.

Perché non venne acquisita agli atti tutta la pellicola di Polzer, tenuto conto che il filmino che possiamo finalmente vedere dall’inizio alla fine non è altro che il montaggio di varie riprese differenti?

Resta il fatto che questo Super 8 ci racconta molto di più.

Verso la fine della pellicola le immagini mostrano, infatti, l’arrivo del treno internazionale straordinario Adria Express 13534 Ancona-Basilea, proveniente da Rimini, entrare in stazione a Bologna sul binario 1. Il vagone dal cui finestrino Polzer filma l’arrivo in stazione si ferma proprio di fronte all’edicola ancora aperta.

Sono le ore 10 e 13.

C’è poi un rapido stacco immagine e poi si vedono le prime desolanti scene della stazione dopo l’esplosione. Tra l’arrivo del treno sul quale viaggia Polzer in stazione e lo scoppio della bomba trascorrono soltanto 12 minuti. Il treno Adria Express si ferma sul 1° binario, si aprono le porte, molta gente scende o sale e poco dopo, l’esplosione. Questi due eventi devono essere collegati tra loro. Anche perché l’Adria Express era un treno svizzero non indicato con quelle destinazioni (Ancona-Basilea) sull’orario ufficiale delle Ferrovie dello Stato dell’estate del 1980. Il fatto che fosse un treno straordinario limita, circoscrive e svela la meccanica dei fatti. Non può essere, infatti, una mera coincidenza la connessione temporale: arrivo del treno-esplosione della bomba.

L’arrivo di quel treno alla stazione di Bologna quel giorno era un evento non ordinario e il sincronismo temporale tra il suo arrivo e l’attentato non può certo essere liquidato come una banale coincidenza.

Ecco il punto.

Sembra emergere, per la prima volta, una spiegazione logica a ciò che accadde quella mattina alla stazione di Bologna: l’arrivo di un treno straordinario con destinazione Basilea (Svizzera) e la quasi immediata esplosione dell’ordigno. Due fatti, questi, collegati da una stretta connessione temporale che peraltro non sfuggì ai giornalisti svizzeri. Le pagine del giornale del 3 agosto 1980 che vengono riprese da Polzer nel suo montaggio de video mostrano un articolo dal titolo illuminante: “Enorme esplosione alla stazione di Bologna: colpito il treno svizzero Adria Express”. Questo collegamento – del quale nessuno fino a oggi ne ha mai parlato – potrebbe nascondere la chiave per risolvere il mistero.


Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.