Eccidio comunista di Castelnovo Sotto
L’incredibile negazionismo
del sindaco Monica

24/4/2022 – Dopo l’installazione della nuova croce sul Crostolo in memoria della strage compiuta dai partigiani comunisti tra il 23 aprile e il 1° maggio 1945 a Castelnovo Sotto, ieri su facebook è apparso un post del sindaco Francesco Monica, di stampo incredibilmente negazionista.

“Siamo a precisare – così scrive il primo cittadino castelnovese – che l’amministrazione comunale di cxastelnovo di Sotto non ha mai ricevuto richiesto e tanto meno acconsentito alla manifestazione e all’installazione della croce in ricordo dei repubblichini.” E aggiunge: “Non condividiamo in alcun modo un’operazione di revisionismo storico, volta a un’implicita costruzione di una memoria condivisa, che vuiole mettere, in modo inacettabile, sullo stesso piano Partigiani e repubblichini.

A questo si aggiunge che questa provocatoria iniziativa viene avvalorata da dati che non hanno un comprovato fondamento storico.

Specifichiamo inoltre che il manufatto non è stato installato sul territorio castelnovese”.

Insomma, per il sindaco Monica il bagno di sangue di Castelnovo Sotto, per il quale il paese potrebbe a buon diritto essere annoverato tra le città martiri del comunismo, non è mai esistito, a dispetto dei morti, delle testimonianze e dei documenti, in particolare della testimonianza dell’epoca del parroco di Meletole, don Longagnani: una cronaca cruda dei fatti, persino agghiacciante nella sua oggettività.

Gli eredi politici e culturali delle belve, anziché ripararsi dietro l’eroico sacrificio dei partigiani e dei civili uccisi da fascisti e nazisti, dovrebbero inchinarsi di fronte ai morti innocenti e fare qualcosa per ricordarne la memoria, a maggior ragione quando rappresentano intere comunità e hanno il dovere di tramandare la memoria: tutta la memoria, senza pagine strappate. Purtroppo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Il post del sindaco Monica

23/4/2022 – Mentre sono in corso in tutta la provincia le manifestazioni per l’anniversario della Liberazione – con celebrazioni, conferenze e spettacoli che culmineranno il 25 aprile con la manifestazione di Reggio Emilia con l’intervento del ministro della Giustizia Marta Catarbia – questa mattina, rappresentanti del Centro studi Italia e dell’Associazione nazionale volontari di guerra, hanno ripristinato la Croce eretta sull’argine del Crostolo in ricordo delle vittime dell’eccidio di Castelnovo Sotto.
“In quel luogo la sera del 23 aprile 1945 – ricordano Alessandro Casolari dell’Anvg e l’avvocato Luca Tadolini del Centro Studi Italia – vennero assassinati a colpi di mitra 42 cittadini rastrellati dai partigiani nei comuni limitrofi. La mattanza continuò nelle notti tra il 24 aprile e il 1 maggio 1945 (vogliamo però ricordare che l’ultimo prelevamento, due sorelle, avvenne il 1 giugno del 1946), spesso occultando le spoglie delle Vittime.

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3 risposte a Eccidio comunista di Castelnovo Sotto
L’incredibile negazionismo
del sindaco Monica

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    25/04/2022 alle 14:53

    Alla cortese attenzione dei negazionisti della sinistra “democratica” e del sindaco di Castelnovo Sotto!

    ELENCO n°1
    Il capitolo “VITTIME INSEPOLTE” del libro “Reggio: Bandiera Rossa”
    … “La Liberazione era giunta per Reggio Emilia nella notte fra il 24 e il 25 aprile 1945. I primi ad entrare in città erano stati i giovani delle “Fiamme Verdi”, seguiti da reparti garibaldini e da sappisti e gappisti della pianura. Il giornale Il solco fascista venne trasformato in Reggio Democratica nelle mani del CLN che lo diede da dirigere all’avvocato Giannino Degani (comunista). Il democristiano professor Giuseppe Dossetti venne nominato presidente del CLN provinciale, e l’avvocato Vittorio Pellizzi (Fossa) venne nominato Prefetto della città. E’ lo stesso Prefetto della Liberazione che, pur riconoscendo che “i primi o venti giorni successivi alla Liberazione furono giorni di vera e propria rivoluzione popolare”, attesta quanto segue: “La verità storica è che, nella Provincia di Reggio Emilia, le persone scomparse per fatti di guerra o di banditismo nel periodo che va dalla Liberazione al dicembre 1945 non furono neppure un migliaio”. E’ una cifra, se ben si considera, elevatissima. La guerra era finita: i nazifascisti erano sconfitti. Ora si trattava soltanto di vendette e di esecuzioni sommarie, in gran parte perpetrate da elementi comunisti. Il Prefetto Pellizzi ha tutto l’interesse a sminuire la portata e il numero di tali vendette, anche per salvare la sua opera di pacificazione, ma si trattò comunque di una grave carneficina che seminò il terrore nel reggiano. Molte di queste persone vennero prelevate da casa di notte, sotto qualsiasi pretesto, e non vi hanno più fatto ritorno.
    Di novanta persone della Provincia di Reggio Emilia che sono scomparse in questa maniera e delle quali non è stato più trovato nemmeno il cadavere, forniamo qui di seguito il triste elenco.
    Comune di Reggio Emilia:
    1. Messori Medoro di Emilio;
    2. Ragazzini Placido di Giacinto;
    3. Vezzani Venerio di Fortunato;
    4. Bertolini Domenico fu Giuseppe;
    5. Zanti Amos di Mauro; “+”
    6. Conti Giovanni di Filippo, presso Zanti; “+”
    7. Forti Paolo fu Enrico;
    8. Burani Aldo di Ferdinando;
    9. Orlandini Ettore di Giacinto;
    10. Barbieri Enea di Alteredo; “+”
    11. Rinaldini Lino fu Giacomo;
    12. Romano Mario fu Matteo;
    13. Canovi Oreste di Vladimiro;
    14. Algeri Ugo di Ferdinando;
    15. Formentini Guido di Pietro;
    16. Motti Guido fu Roberto; “+”
    17. Talami Bruno di Carlo;
    18. Bursi Luigi fu Girolamo; “+”
    19. Margini Luigi fu Pietro;
    20. Margini Umberto di Luigi;
    21. Ballarino Angelo fu Salvatore;
    22. Tedeschi Umberto fu Roberto.
    Comune di Castelnovo Sotto:
    1. Alberici Roberto di Vittorio; “+”
    2. Davoli Silvio fu Orlando;
    3. Castorini Gustavo di Felice; “+”
    4. Saccani Noè fu Giovanni;
    5. Gabrielli Armando fu Eugenio;
    6. Marasi Roberto fu Luigi; “+”
    7. Dott. Aristide Ganassi di Teodino;
    8. Bambini Eugenio fu Alessandro;
    9. Minari Ennio fu Artemio;
    10. Mattioli Don Dante fu Giuseppe ( Loc. Cogruzzo);
    11. Dott. Giuseppe Cavalca fu Flavio;
    12. Foresti Giuseppe di Enrico;
    13. Gavioli Giovanni di Marcello.
    Comune di Poviglio:
    1. Garbarino Carlo fu Giuseppe;
    2. Gandolfi Guglielmo fu Vittorio;
    3. Cantoni Carlo fu Massimiliano;
    4. Sbravati Sergio di Giuseppe;
    5. Consini Riccardo fu Giuseppe;
    6. Pellicelli Ugo fu Odoardo; “+”
    7. Ceci Guglielmo fu Napoleone;
    8. Pergetti Lodovico fu Napoleone;
    9. Dall’aglio Vasco fu Enrico, nato a Poviglio;
    10. Minari Ariosto fu Corino;
    11. Rossi Oscar di Luigi;
    12. Rossi Luigi fu Enrico.
    Comune di Campagnola:
    1. Bizzarri Carlo Antonio di Guglielmo; “+”
    2. Pecorari Gastone di Ettore;
    3. Righi Cesare fu Giacomo; “+”
    4. Bolognesi Savino fu Pellegrino; “+”
    5. Silingardi Ezio fu Leopoldo; “+”
    6. Campadelli Giuseppe fu Raimondo;
    7. Maccagnani Pierina;
    8. Righi Giacomo di Cesare; “+”
    9. Gasparini Provo fu Giuseppe;
    10. Bizzarri Vittorio di Guglielmo; “+”
    11. Boccedi Maria di Zefferino; “+”
    12. Mariani Diego fu Annibale; “+”
    13. Tonin Primo Ottavio fu Emilio;
    14. Storchi Incerti Jones fu Luigi.
    Comune di Novellara:
    • Barbieri Leopoldo fu Manlio;
    • Morini Mario fu Fiorillo;
    • Siene Ernesto fu Gualfardo;
    • Vezzani Primo di Secondo.
    Comune di Correggio:
    • Gozzi Ercole di Ettore (Loc. Fazzano);
    • Bellelli Oliviero fu Clinio;
    • Patroncini Emilio di Gustavo;
    • Patroncini Pierino di Gustavo.
    Comune di Cadelbosco Sopra:
    • Vinzani Tullio fu Geremia Lazzaro;
    • Lusetti Osio fu Alberto;
    • Fieni Guido fu Giovanni.
    Comune di Cavriago:
    • Scarabelli Augusto fu Giovanni;
    • Ronzoni Giovanni fu Giovanni:
    • Cattani Vincenzo Giuseppe fu Luigi;
    • Rabaglia Armido di Leonardo.
    Comune di Bibbiano:
    • Giroldini Armando di Luigi;
    • Farini Giambattista.
    Comune di Boretto:
    • Gallusi Germano di Mario.
    Comune di Quattro Castella:
    • Andreoli Ennio fu Domenico;
    • Manzini Odoardo fu Battista.
    Comune di Brescello:
    • Prati Ugo di Luigi; “+”
    • Reni Fernando fu Giovanni
    Comune di Luzzara:
    • Gualtieri Arturo fu Armando (Loc. Villarotta);
    • Buffagni Umberto fu Remigio.
    Comune di Bagnolo:
    • Codeluppi Guido;
    • Torelli Oscar di Ferdinando.
    Comune di Gattatico:
    • Soliani Dino di Aristeo.
    Comune di Rio Saliceto:
    • Agosti Ovidio fu Luigi;
    • Lodesani Bruno di Cesare.

    E’ questa una delle più lugubri pagine, scritte dal comunismo nostrano; le ossa di queste persone non hanno avuto la sepoltura degna di un essere umano e sulla loro tomba nessuno mai ha potuto versare una lacrima o porgere un fiore. E’ quanto di più crudele si possa escogitare per far soffrire i congiunti, ed inutili sono stati tutti gli appelli perché venisse indicato il luogo dove i cadaveri sono stati occultati. Il comunismo non conosce questi sentimenti di pietà umana”. (Fonte: “REGGIO: BANDIERA ROSSA” 1921-1961 Quarant’anni di storia del “PCI” a Reggio Emilia – Ed. 1961 – Mons. Wilson Pignagnoli).
    * * *
    N.B. Le persone di questo elenco erano residenti, all’epoca del prelevamento, nei rispettivi Comuni sopraindicati. Mattioli Mario, di anni 22, nipote di Don Dante Mattioli, residente a Castelnovo Sotto, viene dallo scrivente aggiunto (non figura in elenco) per aver subito la stessa tragica sorte. Non in elenco anche Ferrarini Dino di Giovanni, residente a Castelnovo Sotto, la cui salma viene riesumata ed identificata a San Savino di Castelnovo Sotto nel ’46.
    Giusto ricordare che nella Chiesa parrocchiale di Cogruzzo – Castelnovo Sotto (RE), vi è la lapide in memoria di Don Dante Mattioli con la seguente dicitura: “Alla memoria di Don DANTE MATTIOLI prevosto dal 1933 scomparso nella triste primavera 1945 col nipote Mario e i parrocchiani CAVALCA GIUSEPPE – ALBERICI ROBERTO – DAVOLI SILVIO- FERRARINI DINO dei quali non si conosce la sorte – dite un requiem”.
    “+” Salme recuperate negli anni ’90 nel “cavoun” di Campagnola e in altre zone del territorio reggiano, di cui una Ugo Pellicelli di Poviglio, rinvenuti i resti nel 2007.
    Cav. Ivaldo Casali

  2. Roberto Rispondi

    25/04/2022 alle 22:39

    Odio i comunisti che negano l evidenza storica.

  3. Paolo Rispondi

    28/04/2022 alle 11:05

    Comunismo nostrano quanti Mali hai compiuto.Ma Dio farà luce su tutto.

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