Attacco in corteo a Italia Viva e +Europa
Il 25 aprile insozzato dagli antifa
Bersagliata anche una bambina di 8 anni

25/4/2022 – Gli antifa violenti filo Putin e filo Anpi hanno spadroneggiato anche a Reggio Emilia, come a Trieste, a Milano e a Piacenza, nell’anniversario della Liberazione.

Durante la manifestazione reggiana col ministro della Giustizia Marta Cartabia, i neo stalinisti hanno attaccato e coperto d’insulti la delegazione di Italia Viva, dei radicali e di +Europa arrivata con le bandiere dell’Ucraina, dell’Europa, degli Usa e della Gran Bretagna, oltre che col Tricolore e la bandiera della Brigata Ebraica portata da Stella Borghi, in una piazza nella quale sventolavano solo bandiere rosse (salvo una). Il gruppo dei renziani e di +Europa è stato bersagliato con insulti e slogan contro la Nato. Una scena surreale in cui due ragazzi, uno col vessillo dell’Unione Europea e l’altro avvolto nella bandiera americana, sono stati allontanati da piazza Martiri da un agente. Incredibile la spiegazione: la loro presenza “turbavano l’ordine pubblico”.

In testa al corteo, e sul palco in piazza, c’era il ministro della Giustizia con il prefetto Iolanda Rolli, il sindaco Luca Vecchi e il presidente dell’Anpi provinciale Fiaccadori, tra gli oratori ufficiali. Nessuno dal palco ha accennato alla vergognosa gazzarra, che fa il paio con gli insulti riservati a Milano al segretario del Pd Letta.

Stella Borghi

LE REAZIONI

Matteo Renzi, nella sua Enews parla di “vergogna”. “A Reggio Emilia, un gruppo di presunti antifascisti ha attaccato una delegazione di Italia viva e Più Europa, nella quale c’era una bambina di otto anni con in mano una bandiera americana – scrive l’ex premier – Penso che sia una vergogna che, nel giorno del 25 aprile, nella città capitale del Tricolore e custode di valori di libertà, possa accadere questo. Sono certo che tutta la comunità civile emiliana prenderà le distanze dalla violenza verbale di questi aggressori così insulsi e pericolosi”.
Ha preso posizione anche Marco Di Maio – vicepresidente di Italia Viva alla Camera – con un post su Facebook rilanciato dalla Dire: “A Reggio Emilia delegazione +Europa e IV insultata da altri partecipanti e invitata dalle forze dell’ordine ad allontanarsi in un tripudio di cori contro la NATO. Insultata una bimba di 8 anni perché sventolava la bandiera americana. Vergognoso. Chiederemo al Viminale di fare chiarezza”. E aggiunge: “Qualcuno, guarda caso parte di quella ristretta minoranza che si autoproclama sempre più democratica degli altri, conferma ancora una volta di non aver capito nulla del 25 aprile”.

Maria Elena Boschi, con un tweet, parla di “scempio a Reggio Emilia”.

“L’aggressione di Reggio Emilia a Italia Viva e Più Europa è vergognosa – così la presidente dei deputati IV – Spero che l’intera comunità civile si scusi con gli aggrediti a cominciare dalla bambina che aveva in mano la bandiera americana. Che scempio rovinare così il 25 aprile”.

AIMI (Forza Italia): “VERGOGNA, QUESTA E’ ANCORA GUERRA CIVILE”

“Si sa, il 25 aprile si consumano ancora ritualità non condivise, una sorta di guerra civile – dopo quella incivile consumata dopo la liberazione – combattuta oggi tutta a sinistra, indossando magari fazzoletti o innalzando bandiere di colore diverso. Così, a Milano, ancora una volta, sono andate in scena le contestazioni dei soliti noti contro la Brigata Ebraica. Vergogna. La storia la conosciamo bene, non tutti coloro che combatterono per la democrazia e la libertà, volevano portare in Italia libertà e democrazia. Gli stessi che ancora inneggiano e giustificano il “Triangolo della Morte” o negano la tragedia foibe. Quelli che non si danno ancora pace e sterilmente si lamentano perché avrebbero voluto fossero stati i russi a liberare l’Italia e non gli Alleati. È evidentemente un conto politicamente ancora aperto. Per questo la storia vera e completa di quegli anni non è ancora stata scritta. Se guardiamo alle proporzioni delle forze in campo non possiamo non riconoscere che senza gli americani le cose non sarebbero andate come tutti sappiamo: 90 mila caduti, 200 mila tra feriti e dispersi.

I partigiani morti furono tanti: 6882, un numero tuttavia nemmeno lontanamente paragonabile a quello dei combattenti stranieri giunti da ogni parte del mondo: australiani, neozelandesi, hawaiani, maori, nepalesi ed indiani, francesi e marocchini (che tuttavia lasciarono dietro di se una lunga scia di disgustosi crimini: 60 mila donne, bambini, uomini, vecchi stuprati e uccisi – qualcuno dovrà pur ricordare anche questi crimini orrendi ), polacchi, greci, brasiliani, belgi, e i militi della brigata ebraica.

Le contestazioni sono dunque un ulteriore disonore, che non fa bene ad un Italia che dovrebbe finalmente incominciare a fare i conti con la realtà delle cose e con la propria dolorosa storia.” Così il Sen. Enrico Aimi, coordinatore regionale Forza Italia .

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