Un giorno di black out dei siti nazionali: attacco hacker?
Medici nel marasma, al lavoro in piena notte
Ed è solo l’assaggio del disastro che verrà

31/3/2022 – Siti in tilt e medici costretti a tornare alle ricette ‘fatte’ a mano, da scrivere una per una fino
a notte fonda. Parla di “giornata nera per la medicina di famiglia”, il segretario della Fimmg dell’Emilia-Romagna, Daniele Morini, all’indomani del blackout dei siti nazionali di “Agenzia delle Entrate, ministero delle Finanze e Sogei”: ieri erano “totalmente inutilizzabili” e la “conseguenza pratica- racconta-
è che non hanno funzionato tutte le ricette dematerializzate obbligando i medici ad emettere ricette su vecchio ricettario cartaceo oramai superato, oltre a non potere emettere alcun certificato di malattia”.

Il blocco si è in parte risolto dopo le 21 “e questo- ha segnalato Morini oggi in un comunicato stampa- ha obbligato migliaia di medici di famiglia a lavorare in tarda serata, per non dire di notte, per poter emettere i documenti dovuti ai propri assistiti già visitati durante il giorno”.

In realtà ad andare in black out sono state intere reti nazionali di rilevanza strategica: sempre ieri sono andate in tilt per tutta la giornata le biglietterie ferroviarie. I ticket si potevano acquistare solo agli sportelli automatici o negli esercizi (edicole, tabaccherie etc.) abilitate. C’è chi parla apertamente di attacco hacker in grande stile: anche se le fonti ufficiali smentiscono o comunque non confermano, torna francamente difficile credere a un “normale” blackout.

Per tornare ai medici, il presidente Fiimg fa rilevare, nel frangente, due aggravanti “inaccettabili”: “Innanzitutto, non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione che ci avvisasse del disservizio nè chiarisse i tempi del blackout, obbligandoci a rincorrere tutto il giorno le prestazioni telematiche, ripetendole decine di volte inutilmente”, evidenzia Morini.
Il problema, poi, “è stato risolto solo molto oltre la fine dell’orario di lavoro, cosa che ci ha obbligato a lavorare a tarda notte, alcuni medici sono riusciti ad emettere ricette e certificati Inps fra le 21.30 e le 24, poiché i certificati Inps di malattia non possono essere retrodatati: rimandare al giorno
dopo avrebbe significato far perdere un giorno di malattia ai nostri assistiti”.

Ora, “lo sanno anche i sassi che i medici di famiglia lavorano sette giorni su sette e anche a tarda serata
spesso stanno ancora tentando di concludere il lavoro del giorno, ma accettare e dare per scontato che questa venga considerata una questione normale è molto grave”, protesta Morini. “In un qualsiasi altro contesto lavorativo sarebbe arrivato un pronto chiarimento e magari delle deroghe speciali per la giornata di blackout”, invece “ancora una volta la medicina di famiglia viene lasciata sola dalle istituzioni a gestire i problemi creati da altri, con inevitabili ripetuti contenziosi e disagi anche per i nostri assistiti, verso i quali ricordo che restiamo sempre vicini anche nelle difficoltà come queste, e per loro emettiamo
documenti anche di notte, se serve”.
Avanti così, dice la Fimmg, non si può andare: “Qualcuno si è chiesto come mai i medici senior abbandonino la professione con ampio anticipo e i giovani medici scappino o non accettino la
convenzione? Fra pochi mesi inizierà ad essere evidente a tutti il tragico e annoso problema della carenza di medici di famiglia, nel 2022 tre milioni di Italiani resteranno senza medico di
medicina generale, e situazioni come questa contribuiscono, e non poco, ad aggravare i già tanti problemi che schiacciano la medicina di famiglia, quasi sempre dipendenti da
disorganizzazione degli altri, che ci troviamo soli a dovere risolvere”. Tra l’altro, da oggi, “con la fine dell’emergenza, non sarà più possibile l’invio delle ricette dematerializzate.
Possibile che nessuno ci avesse pensato? Torneremo tutti ad affollare le sale d’aspetto per ritirare promemoria cartacei di ricette digitali?”, conclude Morini.

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