Tper “congela” le multe ai profughi ucraini. A denti stretti, e senza chiedere scusa

24/3/2022Profughi ucraini multati sul bus a Bologna “a seguito di un’informazione sbagliata”. Tper “congela” le tre sanzioni in attesa di eventuali provvedimenti specifici, e parla di “caso” inesistente.

Riceviamo da Tper spa:

“In riferimento alla notizia, appresa questa mattina, relativa a profughi ucraini sanzionati per mancanza di titolo di viaggio su un bus di linea Tper, a quanto risulta dalle verifiche effettuate, le tre persone avevano ricevuto un’indicazione non corretta circa la presunta gratuità dei servizi di trasporto pubblico locale. Probabilmente ciò era stato riferito loro da qualcuno che, del tutto erroneamente, aveva inteso l’estensione alle linee di bus di un provvedimento nazionale della Protezione Civile volto all’agevolazione dell’ingresso della popolazione in fuga dalla guerra: un’ordinanza relativa, invece, al solo utilizzo gratuito “di treni, servizi marittimi e rete autostradale” e limitatamente all’esigenza di raggiungere il primo luogo di accoglienza entro cinque giorni dall’ingresso in Italia.
Nell’episodio in questione, in mancanza di un titolo di viaggio valido o di una specifica esenzione, i verificatori – che sono pubblici ufficiali e non hanno alcuna discrezionalità nel loro operato – si sono limitati ad applicare le norme elevando la relativa sanzione ai passeggeri. A questo proposito, nulla si può eccepire sulla loro condotta e dispiacciono le considerazioni, sia verso gli addetti al controllo che verso l’Azienda, di chi ha sollevato un “caso” che tale non era.
Tper, che non ha titolo per prendere decisioni riguardo a gratuità o altre forme agevolative, ha tuttavia disposto di “congelare” queste sanzioni fino a quando non saranno definiti eventuali provvedimenti nazionali in tema di uso del trasporto pubblico da parte dei profughi ucraini nell’ambito del quadro di gestione di questa emergenza. Ai tre passeggeri multati – che con tutta evidenza erano destinatari di informazioni fuorvianti e non corrette circa l’utilizzo dei mezzi pubblici – sarà comunicata la sospensione dei termini dell’iter sanzionatorio e non corrono, pertanto, alcun rischio di mora.
Tper, come ogni altra azienda di trasporti pubblici, è attivamente coinvolta al fianco delle Istituzioni nelle loro politiche di integrazione e di accoglienza per garantire l’utilizzo dei servizi secondo procedure ed atti stabiliti e non mancherà di seguire ogni indicazione che sarà presa a riguardo”.


Reggio Report – che ha pubblicato per primo la lettera e le foto dei tre rifugiati ucraini multati sul bus, notizia poi rilanciata da numerosi media – prende atto del “congelamento” delle sanzioni (cento euro a testa, totale trecento euro) comminate dagli accertatori Tper su un bus a Bologna, e al tempo stesso non può non sottolineare l’imbarazzo e anche il cattivo gusto dei vertici di Tper Spa, i quali non soltanto non chiedono scusa ai tre rifugiati ucraini che hanno ricevuto un benvenuto molto salato e ingiusto, ma scaricano la responsabilità su chi ha informato gli ospiti in fuga dalla guerra, arrivando a prendersela, e senza arrossire, con chi ha sollevato un caso “che tale non era”.

E invece il caso c’è, eccome: una brutta figura da antologia, nel momento in cui milioni di persone sono in fuga dalla guerra, arrivano in Europa prive di tutto e l’Italia intera si mobilita per fare la propria parte nell’accoglienza. Senza dubbio c’è della confusione nelle normative emergenziali, o piuttosto nella loro comunicazione, ma di ciò non si può fare una colpa ai rifugiati che peraltro non conoscono nemmeno la nostra lingua. Invece è Tper che ha dato istruzioni sbagliate ai propri accertatori, obbligandoli a una rigidità fuori luogo, ingiusta e lontana dal buon senso. Tanto più che l’accompagnatrice dei multati aveva spiegato con chiarezza la condizione dei tre profughi.

Restiamo in attesa dell’annullamento definitivo delle sanzioni (altro che congelamento…) e di scuse doverose ai cittadini ingiustamente colpiti. I vertici Tper sono ancora in tempo.

(Pierluigi Ghiggini)

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