Strage di Bologna: le immagini del filmino Polzer
Non è Paolo Bellini l’uomo con i baffi
ripreso sul binario 1 dopo l’esplosione. Ecco le prove

GIAN PAOLO PELIZZARO

GABRIELE PARADISI

L’UOMO CON I BAFFI RIPRESO SUL BINARIO 1 DOPO L’ESPLOSIONE NON Ė PAOLO BELLINI. ECCO LE PROVE.

28/3/2022 – L’uomo con maglietta celeste, pantaloni scuri, trentina d’anni, con baffi e capelli neri e ricci ripreso dal turista tedesco Harald Polzer mentre si aggira sulla banchina ferroviaria del 1° binario dopo l’attentato alla stazione di Bologna non è Paolo Bellini, l’ex latitante di Reggio Emilia, oggi sotto processo in Corte d’Assise con l’accusa di essere uno degli autori della strage. 

Ecco le prove

L’uomo immortalato da Polzer con la sua cinepresa Super 8, infatti, è identico all’individuo che poco dopo sarà ripreso da una troupe televisiva locale mentre corre sul piazzale davanti alla Stazione Centrale di Bologna, già sventrata dall’esplosione. 

Sembra trattarsi di un uomo delle forze dell’ordine.  

Se – come avevamo già evidenziato in un nostro articolo del 10 giugno 2020 (STRAGE DI BOLOGNA, VIDEO ESCLUSIVO Un uomo corre con la paletta della polizia in mano E’ Paolo Bellini? Forte somiglianza col giovane del filmino | Reggio Report) – le sembianze di questo individuo già avevano destato parecchio stupore per la fortissima somiglianza con l’uomo ripreso da Polzer mentre filmava dal finestrino del suo vagone del treno Adria-Express, oggi con gli ulteriori fotogrammi a disposizione possiamo affermare – quasi con assoluta certezza – che si trattava della stessa persona.  

Ricordiamo che l’uomo filmato dal turista tedesco residente in Svizzera è stato riconosciuto in Paolo Bellini dalla sua ex moglie, Maurizia Bonini, in una testimonianza non priva di plurimi lati oscuri e controversi. La donna si è anche rifiutata di sostenere il confronto con l’ex marito durante il processo. 

Immaginare due uomini della stessa età, stesso volto, stessi baffi, stessi capelli e pettinatura, vestiti con t-shirt e pantaloni dello stesso colore, aggirarsi sul luogo dell’attentato è inverosimile se non impossibile. 

L’uomo che corre sul piazzale ha, peraltro, una paletta delle forze dell’ordine in mano : un agente della municipale? Un poliziotto? Un carabiniere? Un finanziere? Un semplice cittadino? Difficile dirlo. 

Gli unici elementi di certezza sono che il filmato che ritrae l’uomo baffuto in maglietta celeste con la paletta venne girato dalla troupe di una televisione locale: 

«Le immagini, girate dalla troupe di Punto Radio TV a partire dalle 10:45 e salvate da Roberto Salani, costituiscono un documento di grande valore storico perché ricostruiscono in presa diretta il clima di incertezza e incredulità nei minuti immediatamente successivi all’attentato».

La troupe di Punto Radio TV si trovava nel piazzale antistante la Stazione Centrale (piazza delle Medaglie d’Oro). Alle spalle dell’uomo con i baffi e la maglietta celeste c’è l’ala ovest completamente distrutta dall’esplosione.

Nel 2005, questo materiale straordinario è stato inserito nel documentario del regista bolognese Fabrizio Colliva intitolato “Quelle antenne sui tetti – memoria ed epopea delle TV emiliano-romagnole”. In quell’estratto si ripercorrevano le prime ore immediatamente successive all’attentato, con immagini d’epoca e testimonianze di coloro che si trovarono fra i primi a raccontare la tragedia in diretta, fra cui Roberto Salani, Enzo Cicco e Stefano Ragazzi di Punto Radio TV, Romano Prati, tele-cineoperatore RAI, e Mario Cobellini, il noto giornalista RAI di Bologna che è stato, fra l’altro, ideatore di trasmissioni di grandissimo successo come Overland e Linea Blu.

«All’una c’era già la Polizia dentro la RAI – ricorda Romano Prati – All’una la Polizia era già in RAI a prelevare il materiale. Poi non lo so che fine abbia fatto». 

Il giallo del misterioso personaggio ripreso nel filmato amatoriale di Polzer è finalmente risolto, soprattutto grazie al confronto con le immagini di un altro importante documento filmato, girato sempre quella mattina dopo l’attentato, sempre sul piazzale della stazione e da noi pubblicato e analizzato sempre il 10 giugno di due anni fa nel seguente articolo: Strage di Bologna/ Nuove rivelazioni L’uomo del mistero: secondo video. Quel soccorritore è Bellini o no? | Reggio Report

Il secondo video pubblicato da Reggio Report

L’uomo con i baffi, maglietta celeste e pantaloni scuri che cammina sulla banchina del 1° binario dopo l’esplosione e il crollo della sala d’aspetto di seconda classe è identico a quello che compare in un altro servizio televisivo caricato su Youtube dal canale arcoiris.tv, del quale tuttavia – come avevamo già evidenziato all’epoca – ancora oggi è ignoto il nome del suo vero autore. 

In particolare, proprio in queste drammatiche immagini si vede la stessa persona (un uomo sulla trentina, capelli neri, baffi neri, t-shirt celeste e pantaloni scuri) che aiuta altri tre soccorritori (uno in camice bianco, un agente di polizia e una terza persona in abiti civili con camicia bianca e pantaloni beige) durante il trasporto di una vittima in un’improvvisata barella, presumibilmente il cadavere di una donna. 

La sovrapponibilità dei tratti somatici e delle sembianze di questo individuo con l’uomo ripreso da Polzer è totale. 

Pertanto, si può serenamente giungere alla conclusione che i tre soggetti di sesso maschile, sulla trentina, con capelli neri, baffi, vestiti con maglietta celeste e pantaloni scuri (di colore blu o nero), ripresi prima sulla banchina del 1° binario e poi sul piazzale della stazione, dopo l’esplosione della bomba, sono la stessa persona. Molto probabilmente un agente delle forze dell’ordine intervenuto sul posto in abiti civili. 

Anche il solo dubbio che tre filmati diversi possano aver “catturato” le immagini di uno stesso uomo, in tre momenti e luoghi diversi quella mattina di sabato 2 agosto 1980 all’interno e all’esterno della stazione ferroviaria, dovrebbe far crollare immediatamente l’intero impianto accusatorio. Ma l’aspetto ancora più grave è che questi due video registrati all’esterno della stazione, sul piazzale, dopo l’esplosione non sono mai stati mostrati alla ex moglie di Bellini.

Alla teste Maurizia Bonini si sarebbero dovute mostrare tutte le immagini in cui compare un uomo sulla trentina, con capelli e baffi neri, vestito esattamente come l’individuo ripreso da Polzer. In questo modo, si sarebbe potuto scoprire se la donna era sincera oppure no. Infatti, se avesse riconosciuto il suo ex marito anche nei fotogrammi degli altri due video, soprattutto quello in cui si vede lo stesso soggetto trasportare una barella con un cadavere, sarebbe stato evidente il tentativo di calunnia, accusando una persona sapendola innocente. 

Tornando al filmato Super 8 di Polzer, possiamo evidenziare i seguenti elementi oggettivi:

1 – Minuto 15:51 del Super 8: Polzer, dalla sua carrozza del treno straordinario Adria-Express 13534 Ancona-Basilea, giunto da Rimini alle ore 10:12 con 71 minuti di ritardo, filma l’arrivo a Bologna [Immagine 01]. Poco prima dell’ingresso in stazione il treno compie un’ampia curva verso sinistra da cui si evince che la carrozza in cui si trovano i Polzer è verso la coda del treno. In queste immagini si vede il treno imboccare il binario 1 e progressivamente rallentare. In particolare, il vagone dove si trova Polzer si ferma proprio davanti all’edicola dei giornali, ancora aperta [Immagine 02]. L’edificio dove si trova la sala d’aspetto di seconda classe, che di lì a pochi minuti collasserà per effetto dell’esplosione e che interesserà anche due carrozze dello stesso treno dei Polzer, si trova solo poche decine di metri più avanti. Questa sequenza è preceduta da una sorta di immagine-cartello scritta in tedesco “Die bombe von Bologna” [Immagine 03].

2 – Minuto 16:32 del Super 8: immediatamente dopo le àmmagini riprendono, dopo uno stop, ad esplosione già avvenuta, ma da una diversa prospettiva e cioè, sempre dall’interno dello stesso vagone, ma dal finestrino del lato opposto che si affaccia sulla banchina del 3° binario (il 2° binario della Stazione Centrale di Bologna è un binario di servizio). In questa sequenza, proprio sul bordo della banchina, con un piede quasi fuori il marciapiede, si vede un uomo alto e allampanato, vestito di chiaro, stempiato e con la barba, con in mano un borsone rossiccio-marrone (forse di pelle), in evidente stato confusionale [Immagine 04]. Una figura spettrale [Immagine 05] sulla quale Polzer o chi per lui indugia, fa uno zoom con la Super 8 e mette a fuoco una persona identificabile in Sergio Picciafuoco [Immagine 06], il balordo di Osimo, condannato all’ergastolo l’11 luglio 1988 e infine assolto e che – nell’ultimo processo sui cosiddetti mandanti – è stato nuovamente accusato di aver partecipato all’organizzazione della strage. Ricordiamo che Picciafuoco viaggiava con documenti falsi intestati a Enrico Vailati e rimase leggermente ferito da una scheggia tanto che si fece medicare al Pronto Soccorso. Agli atti risulta che Picciafuoco alle 10:25 del 2 agosto 1980 si trovava proprio sul marciapiede del 3°-4° binario. Da queste immagini, si vede un uomo disorientato, offuscato, che non sa cosa fare, che si guarda intorno smarrito e disorientato, in evidente stato di shock. Di certo non un terrorista professionista che ha appena piazzato un ordigno occultato in una valigia all’interno della stazione. Picciafuoco è morto lo scorso 11 marzo nella sua abitazione di Castelfidardo, stroncato da un infarto. Aveva 76 anni.

3 – Minuto 16:59 del Super 8 In questa sequenza entra in scena l’uomo sulla trentina, capelli neri, baffi neri, maglietta celeste e pantaloni scuri (blu o neri). Le immagini sono girate da Polzer o chi per lui dal lato del vagone che dà sulla banchina del 1° binario, verso la sala d’aspetto di seconda classe ormai collassata per effetto dell’esplosione. Si vedono le strutture crollate e molte persone che prestano i soccorsi. Tanta gente. Tanta confusione. Ad un tratto, di spalle, compare un uomo in t-shirt celeste e pantaloni scuri [immagine 07] [Immagine 08]. Si volta verso sinistra e mostra il volto alla cinepresa di Polzer [Immagine 09], che lo filma mentre cammina sulla banchina, spostandosi dall’epicentro dei soccorsi, sfilando accanto al vagone dell’Adria Express.

In una serie di fotogrammi si può apprezzare la fattezza del volto, la capigliatura, la forma del naso e dei baffi che nulla hanno a che fare con i tratti somatici di Paolo Bellini così come si possono vedere in alcune foto coeve o successive al 2 agosto 1980 [Immagine 10]. L’uomo con i baffi e maglietta celeste ad un certo punto sembra rispondere a qualcuno che gli rivolge la parola dal finestrino del vagone del treno dove si trova Polzer [Immagine 11] [Immagine 12] [Immagine 13]. Nell’ultimo fotogramma [Immagine 14] l’uomo viene ritratto mentre transita nei pressi dell’edicola che ora però appare con la saracinesca abbassata. Evidentemente, dopo l’esplosione, gli esercizi della stazione vennero chiusi per ovvi motivi. Il che presumibilmente avvenne nel giro di qualche decina di minuti dopo le 10:25. Anche questo è un elemento da prendere in considerazione per definire con esattezza l’orario in cui Polzer fece queste riprese. Questi orari sono fondamentali perché potrebbero, anche in questo caso, non essere in nessun modo compatibili con la ricostruzione della pubblica accusa, tenuto conto dell’alibi fornito da Bellini e dalla stessa Bonini all’epoca.

4 – Il filmato di Harald Polzer (deceduto nel 2015) non è ma uni stato acquisito dalla Corte d’Assise. L’originale, consegnato da Polzer al consolato italiano di Berna nel 1985, gli fu successivamente restituito. All’Archivio di Stato di Bologna è conservata una copia dell’originale. Agli atti del dibattimento è stata utilizzata una nuova copia digitalizzata e su questa si è sviluppato il processo. Quindi una copia di una copia. In un processo serio si sarebbe dovuto recuperare, tramite rogatoria, la pellicola originale. 

Questo video amatoriale resta di fatto l’unico elemento in mano all’accusa per arrivare alla condanna all’ergastolo di Paolo Bellini. Altri elementi, per esempio l’intercettazione ambientale operata in casa di Carlo Maria Maggi nel 1996, nel corso del dibattimento si sono rivelati prove inutilizzabili. Il nastro di quell’intercettazione, ripulito dalla Polizia Scientifica, ha svelato che l’ex esponente di Ordine Nuovo non aveva tirato in ballo per la strage di Bologna un «aviere» che portava la bomba – identificato dall’accusa in Paolo Bellini poiché dotato di brevetto di volo – bensì, più semplicemente e più propriamente, un «corriere» e che, a provocare la strage, fosse stato uno «sbaglio».

Ma se questo filmato Super 8 è la prova regina, in quanto la ex moglie di Bellini ha testimoniato riconoscendolo in esso, in nome del diritto e con l’obiettivo esclusivo di individuare i responsabili di un tale atroce delitto al di là di ogni ragionevole dubbio, sarebbe stato opportuno e necessario effettuare su quel video amatoriale tutti gli approfondimenti e le verifiche possibili, non ultima una perizia antropometrica indipendente – negata però dal presidente della Corte – poiché quelle delle parti sono giunte a conclusioni opposte.

Infine, se Harald Polzer è nel frattempo deceduto, forse altri suoi familiari presenti quel giorno con lui e con lui scampati per questione di metri alla morte, sarebbero oggi ancora rintracciabili. Per esempio, la donna, forse la figlia, all’epoca adolescente, che compare ripetutamente nel filmino che immortalò quella loro, per certi versi indimenticabile, vacanza italiana.

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3 risposte a Strage di Bologna: le immagini del filmino Polzer
Non è Paolo Bellini l’uomo con i baffi
ripreso sul binario 1 dopo l’esplosione. Ecco le prove

  1. Francesco Rispondi

    04/04/2022 alle 10:43

    Grazie per il vostro encomiabile lavoro di inchiesta. Questo processo è davvero grottesco, ma alcuni dubbi sulla vostra tesi sono a mio avviso leciti:
    – il filmato e le immagini alternative non sono nuovi, perché allora questo articolo viene scritto oggi e non all’inizio del processo? Cosa è emerso ora che non si sapesse già?
    – se l’uomo in maglietta blu non è Bellini, chi è allora? Possibile che nessuno si sia riconosciuto o che non siano stati fatte ricerche o appelli affinché fosse individuata la vera identità?
    – parlate di prove: quali sono gli elementi che possono escludere con certezza che sia Bellini? (certo, è strano che una persona coinvolta nella strage si soffermi per prestare soccorso ma non è certo una “prova”. per il resto la somiglianza c’è, ma non ci sono “certezze” in un senos o nell’altro). A mio avviso è più corretto dire che non ci sono prove che sia lui, a parte la testimonianza della ex moglie che lo riconosce. Il punto vero è se questa tesimonianza è credibile.

  2. Michele Rispondi

    07/04/2022 alle 16:05

    Che Bellini fosse a Bologna quel giorno torna pero’ da tanti elementi e non solo dal video, voi stessi evidenziaste che Bellini era a Bologna lo stesso giorno in cui c’era anche Kramer, nel Febbraio 1980. E la testimonianza della moglie pare verosimile. Il vero problema della tesi dell’accusa riguarda il link tra i NAR e Bellini, di cui non c’e’ alcuna prova.

  3. Michele Agostini Rispondi

    30/04/2022 alle 15:23

    Mi dispiace contraddirvi..dal filmato si vede chiaramente la calma dell’uomo coi baffi in maglietta celeste(nonostante sia ferito)e l’altrettanta calma dell’altro personaggio perfettamente compatibile con una persona che sa’ benissimo cosa essere successo.Mi sembra ci siano davvero pochi dubbi.Erano loro.

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