“Silk Faw, un affare poco chiaro”
Interrogazione-bomba di Pignedoli a Bruxelles

5/3/2022 – “Vogliamo che la Commissione europea faccia chiarezza sui versamenti bancari di Silk Faw in Italia e sul rispetto delle leggi europee contro il riciclaggio” e “vogliamo anche che sia verificato il rispetto delle normative europee sui finanziamenti cinesi per questo progetto”. Così in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Sabrina Pignedoli, che ha presentato un’interrogazione scritta a Bruxelles sul progetto Silk Faw a Reggio Emilia, “un’operazione con molti punti oscuri, appoggiata con entusiasmo dalla Regione Emilia-Romagna”, si legge nella nota.

Sabrina Pignedoli

“L’unica certezza del progetto è un consumo abnorme di suolo – 320 mila metri quadri – per uno stabilimento che nasce per produrre auto sportive di lusso elettriche, ma che, secondo le visure della Camera di Commercio, domani potrebbe diventare qualsiasi cosa. L’operazione è finanziata attraverso una società con sede nel paradiso fiscale delle Cayman.

A fronte di soldi e posti di lavoro promessi, la Regione Emilia-Romagna ha già dato 4,5 milioni di euro di fondi europei, mentre il comune di Reggio Emilia ha rinunciato agli oneri di urbanizzazione per un’analoga cifra. In più, è stato dato il via libera al progetto senza valutazione dell’impatto ambientale.

L’azienda Faw ha un precedente poco glorioso in Europa: il fallimentare progetto Byton avviato in Germania nel 2016 con ex dirigenti Bmw e Nissan, naufragato nel 2019, con 1500 licenziamenti. Ma Faw, che ha acquisito il know-how, ora produce e vende il suo suv in tutto il mondo”. E, ha aggiunto Pignedoli, “anche lo stabilimento emiliano mette a rischio il Made in Italy”.

Silk-Faw a Gavassa. concept progettuale
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