Profughi dall’Ucraina/2
A Reggio “un alloggio per tutti entro 48 ore”
Impennata dei minori inseriti a scuola, si cercano spazi e docenti

25/3/2022 – Accoglienza dei profughi dall’Ucraino: il modello reggiano regge alla prova. Lo ha confermato stamani il prefetto di Reggio Emilia Iolanda Rolli al Tavolo di coordinamento provinciale: “Siamo riusciti a garantire a chiunque ne abbia manifestato l’esigenza un alloggio nel giro, al massimo, di due giorni”.
Il Tavolo ha visto la partecipazione, oltre che di tutti i principali stakeholder provinciali, anche dell’assessore regionale Irene Priolo, il cui intervento si è focalizzato innanzitutto sulla questione dei minori stranieri non accompagnati.
A tale proposito, è stato evidenziato che il Tribunale dei minorenni sta predisponendo “strumenti per una gestione omogenea del fenomeno che tuteli i legami familiari e l’appartenenza al nucleo familiare”.

Solo nel reggiano sono arrivati (dati di questa mattina, cresciuti ancora col passare delle ore) 1.260 minorenni su 2.690 persone censite nel territorio provinciale, diventate però 2.750 con l’aggiornamento delle ore 17 di stasera.


Non a caso l’attenzione del Tavolo si è concentrata sul tema della scuola: solo in Emilia Romagna sono circa 5.000 gli inserimenti scolastici effettuati, a fronte di oltre 25.000 presenze registrate. Questo rende necessaria una seria discussione sul sostegno finanziario agli enti locali in materia di mediazione culturale.
Al riguardo, il locale ufficio scolastico ha inserito nei propri istituti 74 minori ucraini, che sono arrivati nella provincia reggiana insieme alle loro famiglie.

A fronte di tale impennata nel numero degli inserimenti scolastici rispetto alla scorsa settimana (quando erano circa la metà) “appare urgente un confronto con i comuni della provincia per l’identificazione di spazi e personale docente. La messa a disposizione di aule potrebbe essere funzionale a riunire i tanti minori che ancora oggi continuano, invece, l’apprendimento a distanza, con insegnanti e professori ucraini degli istituti di origine quotidianamente impegnati ad erogare lezioni ai propri alunni emigrati in tutta Europa”.
Quanto al sistema di accoglienza in senso stretto, il prefetto Rolli ha evidenziato che nella provincia reggiana il modello incentrato sui CAS sta reggendo la pressione esercitata dagli arrivi giornalieri: «Abbiamo chiesto agli enti gestori di ampliare quanto più possibile la rete delle strutture, sempre nell’ambito della convenzione in essere, e devo riconoscere che le cooperative hanno dimostrato ampia collaborazione in questo senso, aprendo nuove strutture e fornendo un programma mensile dei nuovi appartamenti che, di giorno in giorno, verranno contrattualizzati».
«Tale sistema – ha continuato il prefetto – ci ha permesso di garantire a chiunque ne abbia manifestato l’esigenza un alloggio nel giro, al massimo, di due giorni».

Comunque, “per assicurare subito una sistemazione ed evitare di lasciare i profughi nemmeno una notte senza un alloggio, mercoledì scorso è stato stipulato un accordo di collaborazione con la Caritas Diocesana, che, a titolo gratuito, si è resa disponibile a dare sistemazione e sostegno ai cittadini ucraini nelle more che la prefettura e le cooperative individuino loro una struttura CAS.
Questa soluzione sta dando i propri frutti anche grazie al supporto offerto dalla Croce rossa, che, d’intesa con la Caritas, garantisce l’effettuazione dei tamponi anche in orari notturni, e dalla protezione civile, che aiuta dal punto di vista logistico la Caritas e le cooperative fornendo servizi di trasporto per gli accolti”.

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