Ireti e A2A in gara per l’acqua reggiana
Nasce Arca, società mista controllata dai comuni
A carico del privato 333 mln di investimenti

12/3/2022 – Un investimento al 2040 di circa 333 milioni da parte del socio privato e il fatto che questi, pur dovendo recuperarlo con le tariffe, si impegna a calmierarle “per quanto possibile” fino al 2027. Sono alcuni degli aspetti della complessa operazione che a Reggio Emilia che nelle intenzioni si concluderà col riaffidamento – dopo una lunghissima prorogatio a favore di Iren – del servizio idrico a partire dall’1 gennaio 2023. Se n’è parlato ieri sera nella commissione Territorio del comune di Reggio Emilia su richiesta del Movimento 5 Stelle.

La torre Iren di via Einstein in notturna

In particolare, per allinearsi all’esito del referendum del 2011 sull’acqua pubblica (ma secondo alcuni per aggirare l’esito plebiscitario della consultazione) il servizio passerà da Ireti, la società del gruppo Iren che ne detiene in proroga la gestione da 9 anni, ad Arca, una nuova società mista pubblico- privata. Questa sarà controllata dai Comuni reggiani tramite Agac infrastrutture e avrà come partner di minoranza il vincitore della gara per la selezione del socio operativo indetta da Atersir.

A farsi avanti per aggiudicarsi l’appalto, che vale 1,5 miliardi per un periodo di 19 anni (dal 2021 al 2040 le date indicate nel bando) sono state la stessa Ireti e il gruppo lombardo A2A. In questa fase, spiegano i tecnici di Atersir, si stanno valutando gli aspetti di congruità delle offerte pervenute, analizzando documenti che “stampati riempirebbero quattro armadi”. La previsione è quindi di procedere con l’affidamento l’anno prossimo.

Il percorso non è stato esente da incidenti tra cui i due ricorsi al Tar presentati contro il disciplinare di gara, dalla stessa Iren e dal gruppo romano Acea. In entrambi i casi la stazione appaltante ha visto riconosciuta la legittimità del suo operato. “La consideriamo una vittoria professionale- dice il direttore di Atersir Vito Belladonna– anche perché sebbene gare come la nostra siano indicate dalla normativa europea per affidare i servizi pubblici, non ci sono in giro molti esempi a cui ispirarsi”. Ma sulle tariffe, e i tecnici non lo nascondonom potrebbero impattare anche dei “fattori esogeni” come ad esempio il costo dell’energia che minaccia oggi diversi comparti industriali. e l’intero settore agroalimentare.

(FONTE: agenzia Dire)

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