Crac En.Cor e risarcimenti
I misteri restano: dove sono finiti 28 milioni?
Sindaco e assessori agirono su mandato del Pd

19/3/2022 – “Rileggendo l’ultimo verdetto con cui il tribunale reggiano ha confermato l’esecutività del risarcimento al comune di Correggio (respingendo il reclamo dell’ex sindaco Iotti e del direttore Pellegrini contro la sentenza della Corte dei conti che li ha condannati a pagare 6 milioni 864 mila euro, ndr.)) restano insoluti i misteri del crac En.Cor. Dove sono finiti 28 milioni di euro?

Intanto i 6 milioni e 864mila euro di risarcimento, comminati a Iotti e Pellegrini, se non verranno recuperati da loro, potranno essere chiesti anche agli ex assessori. Non saranno recuperati, se non in minima parte, perché l’assicurazione personale degli amministratori pubblici non copre in caso di dolo (come sentenziato dai giudici) e peraltro non risultano disposte misure cautelative sulle proprietà degli imputati. 

Poi ricordiamo che a sottoscrivere le famigerate lettere di patronage, quelle che indebitarono il Comune, c’erano anche gli ex assessori. Peraltro la Corte dei conti ha riconosciuto che non furono preventivamente approvate dal consiglio comunale, come imposto da regolamento enti locali (TUEL).

Tra quegli assessori anche Rita Carrozza, avvocato civilista, che per professione doveva conoscere bene la portata delle lettere di patronage. Comunque sindaco e giunta agirono su mandato del PD, che ora scarica le colpe su Iotti e Pellegrini. 

Il cancello della En.cor chiuso da una grossa catena

Poi tante scelte si basarono su una pletora di consulenti e intermediari che procurarono clamorose trappole. Solo per citarne due: Matteo Coveri della Amtrade, compratore (insolvente) di EnCor, poi ricercato dall’Interpol e finito in carcere in Puglia nel giugno 2018, con mandato d’arresto internazionale.

E Vinnaco Frezza, un fornitore, che sta scontando 7 anni e 6 mesi per cui è stato condannato dalla Cassazione il 13 dicembre 2017, per truffe risalenti al 2004. Ma perché furono incaricati soggetti così?

Nel settembre 2013 interrogai la giunta sui 727.391 euro pagati per l’olio combustibile mai pervenuto. E poi sullo strano acquisto di motori navali risalenti alla Cecoslovacchia unita e risultati, guarda caso, improduttivi.

Ebbene, nel 2016 emerse che il suddetto Frezza, amministratore di “Pieffe Trade srl” mediò con la società rumena “Nelli Oil Cel Tech”. Dunque incaricarono proprio uno che già nel 2004 fu arrestato platealmente dal Gico (corpo speciale dalla Guardia di Finanza) per associazione a delinquere finalizzata a truffa, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e riciclaggio, per questi reati già precedentemente condannato dal tribunale di Ancona. 

Frezza dichiarò che quella partita d’olio, pagata e mai arrivata, andò persa: “causa straordinaria nevicata che sfondò il deposito in Romania”.

Insomma ora come allora solo la magistratura ordinaria, non la Corte dei Conti, che è contabile, ha gli strumenti per chiarire, quindi speriamo che quell’indagine della procura Reggiana aperta nel dicembre 2013, giunga a qualcosa.

 (ANDREA NANETTI,  Presidente Circolo Fratelli D’Italia Correggio)

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Una risposta a 1

  1. L'Eretico Rispondi

    20/03/2022 alle 19:58

    Va bene la dialettica politica ma quando si sparano cavolate, tali sono.

    I signori di Correggio non hanno agito su mandato del PD. Volevano essere i primi della classe sulla questione green e ne sono rimasti vittima con progetti utopistici.

    L’allora AGAC se ne guardò bene dall’entrare nel progetto: da un punto di vista tecnico era un fallimento e ancora di più sotto un profilo economico/patrimoniale. Parlare a dei sordi risultava difficile.

    Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

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