Profughi ucraini in arrivo a Reggio
Vertice in prefettura per l’accoglienza

28/2/2022 – «Ognuno farà la propria parte. Abbiamo riscontrato grande solidarietà da parte di tutte le istituzioni del territorio per garantire il massimo supporto a quei cittadini ucraini che devono potersi mettere in salvo, anche, in alcuni casi, raggiungendo qui i propri familiari»: questo il commento del prefetto, Iolanda Rolli, a margine del vertice convocato in giornata, tenutosi alle 18.30 nella sede dell’ufficio del Governo a Reggio Emilia
Hanno partecipato, oltre al presidente della provincia, al sindaco di Reggio Emilia e ai vertici delle forze di polizia, anche il vicario del vescovo, il direttore generale della Ausle i rappresentanti del comitato della Croce rossa italiana di Reggio Emilia, del locale servizio di protezione civile e della Caritas.
Per calibrare efficacemente l’organizzazione dell’accoglienza, e comprendere al meglio le esigenze della comunità ucraina sul territorio, sono stati coinvolti anche i referenti delle due maggiori comunità religiose ucraine sul territorio, la Chiesa ortodossa di Sant’Jov di Pochaev e la Chiesa di San Giorgio, con le quali era stato già avviato un proficuo rapporto in occasione dell’istituzione del Tavolo per il dialogo interreligioso.


Tre i principali temi toccati: in primis, lo status giuridico dei tanti cittadini ucraini arrivati spontaneamente nella provincia, e che sono stati accolti da parenti o grazie alla rete della solidarietà, già attivatasi. Al riguardo, il questore ha specificato come, per permanere legittimamente sul territorio nazionale, sia sufficiente avviare l’iter per il riconoscimento della protezione internazionale, e che nelle prossime settimane gli uffici della polizia di Stato dedicati a tali procedure saranno rinforzati.
È stata l’occasione, poi, per iniziare a riflettere sull’accoglienza dei profughi che potrebbero arrivare nelle prossime settimane sul territorio senza contatti né posti dove alloggiare. Secondo quanto deciso nel Consiglio dei Ministri tenutosi poco fa, verrà rafforzata la rete di accoglienza degli stranieri, e i cittadini ucraini potranno essere ospitati nei CAS indipendentemente dal fatto che abbiano presentato domanda di protezione internazionale.
Il presidente della provincia ed il sindaco Vecchi hanno assicurato che i profughi potranno contare sulla rete del Sistema d’accoglienza e immigrazione (Sai).
Si attendono, comunque, indicazioni più precise, che non potranno che arrivare nei prossimi giorni, quando si avrà maggiore contezza del numero dei cittadini ucraini in arrivo e dell’organizzazione che dovrà essere predisposta al riguardo. Ad ogni modo, gli enti gestori dei servizi di accoglienza dei richiedenti asilo sono stati allertati rispetto a questa prospettiva, ed hanno già manifestato la propria disponibilità, in analogia a quanto fatto la scorsa estate con i profughi afghani.


È stato affrontato, in conclusione, il tema degli aiuti: “la macchina della solidarietà reggiana non ha tardato a mettersi in moto, tant’è che tutti i presenti all’incontro odierno hanno manifestato l’esigenza di coordinamento. A tale proposito, sia i rappresentanti della Croce Rossa che quelli della Protezione civile e della Caritas hanno evidenziato l’opportunità di attendere che venga predisposto un piano di reperimento delle risorse e di invio delle stesse nelle zone di guerra che possa soddisfare quanto più efficacemente le necessità della popolazione colpita dal conflitto senza mettere a rischio l’incolumità dei volontari”.
«La provincia di Reggio Emilia non si farà trovare impreparata nella gestione degli effetti della crisi internazionale – ha concluso il prefetto – e per questo è fondamentale che ci si organizzi affinché ogni stakeholder, sia dentro che fuori le istituzioni, sappia giocare il proprio ruolo nei confronti della popolazione ucraina che sta attraversando un momento così difficile».
Per qualunque informazione relativa all’accoglienza e alle procedure da seguire per i cittadini ucraini arrivati o in arrivo nella provincia reggiana, è possibile contattare l’ufficio di gabinetto della prefettura all’indirizzo email [email protected]

In fuga da Kiev
Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.