Strage di Bologna: pugno di ferro sull’ex primula nera
Il pg chiede l’ergastolo per Bellini
con tre anni di isolamento diurno

25/2/2022 – Questa mattina la Procura generale di Bologna ha chiesto la condanna all’ergastolo, con isolamento diurno per 3 anni, per Paolo Bellini, l’ex Primula Nera reggiana, collaboratore di giustizia dal 1999, con l’accusa di essere uno degli autori della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in concorso con gli ex Nar già condannati, e inoltre con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, tutti deceduti e quindi non imputabili e neppure processabili, ma ritenuti dalla stessa Procura mandanti, finanziatori o organizzatori dell’attentato. “Se una persona è responsabile di strage, per l’articolo 285 del Codice penale si deve applicare
solo una pena, l’ergastolo – ha spiegato il sostituto Pg Umberto Palma nel quarto giorno di requisitoria dell’accusa – Ma qui ci sono anche 85 omicidi pluriaggravati, e siccome una persona non può essere condannata a due ergastoli, la legge dice che la soluzione è aggiungere qualcosa alla pena, ovvero associare l’ergastolo all’isolamento diurno”. Da qui, oltre all’ergastolo “noi chiediamo l’isolamento diurno per tre anni (il massimo consentito dalla legge, ndr), perché 85 omicidi pesano tantissimo”.
Oltre a questo, i pg hanno chiesto, come pene accessorie, “l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’interdizione
legale e la decadenza della potestà genitoriale”. Infine, ha concluso Palma, “chiediamo che la Corte voglia pubblicare la
sentenza di condanna”.

Una richiesta pesantissima, la massima possibile nel nostro ordinamento, quella a carico dell’ex killer della Mucciatella, basata sostanzialmente sulla testimonianza resa dalla ex moglie Maurizia Bonini, che dopo aver riconosciuto l’ex marito nel frame estratto dal filmino girato dal tedesco Poltzer la mattina del 2 agosto 1980 nel primo binario della stazione di Bologna, ha smentito l’alibi assicurato a Bellini da decenni, a proposito del suo arrivo a Rimini quella stessa mattina. Alibi sostenuto da tutta la famiglia, ha detto Bonini, sotto le pressioni del suocero Aldo Bellini.

Vedremo se la difesa riuscirà a dimostrare in modo convincente che l’uomo del frame non è Paolo Bellini.

Paolo Bellini in tribunale a Bologna

Nell’udienza di oggi il Pg ha chiesto anche sei anni di reclusione per depistaggio aggravato a carico dell’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.