“Non si può morire per una pizza calda”
La fine tragica e ingiusta di Elena, 20 anni, studentessa del delivery

1/2/2022 – “C’è un mercato del lavoro, che è quello di chi consegna cibi a domicilio, che è ancora privo di regole adeguate”: così Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale con delega al tema della sicurezza, interviene sulla tragica scomparsa di una giovane di 20 anni, Elena Russo studentessa universitaria e volontaria della Croce Rossa, morta il 30 gennaio in un incidente stradale a Coviolo di Reggio Emilia, a bordo di una utilitaria di una pizzeria, uscita dalla carreggiata e ribaltatasi. Il lavoro su strada, tra l’altro spesso con mezzi inadeguati o su strade che necessitano di essere messe in sicurezza, rappresenta uno degli ambiti in assoluto più a rischio per gli infortuni sul lavoro, sia in itinere che nello svolgimento di attività di guida per il trasporto di beni o merci”.


“Nel stringerci nel dolore alla famiglia di Elena, come Cisl ci chiediamo come è possibile – se sarà confermato dalle forze inquirenti in cui riponiamo fiducia – che in una società moderna e civile come quella attuale possiamo accettare che ragazzi giovani siano messi in strada con l’obiettivo di una pizza calda. È tutto questo accettabile?”

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