Niente bollino nero per vino e birra
L’Europarlamento grazia il Lambrusco

16/2/2022 – Il Parlamento Europeo “salva” Lambrusco e Spergola, con i loro anni di storia e tradizione con le radici che affondano nei terreni reggiani da millenni. È quanto afferma il direttore della Coldiretti Albertino Zinanni nel ringraziare “per il lavoro di squadra i parlamentari italiani per la difesa di un settore importante per l’agricoltura di Reggio Emilia”.

È stato respinto “il tentativo di demonizzare il consumo di vino e birra attraverso allarmi salutistici in etichetta, l’aumento della tassazione e l’esclusione dalle politiche promozionali dell’Unione Europea, nell’ambito del “Cancer plan”, proposto dalla Commissione Europea. Coldiretti, insieme al consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, era intervenuta anche con una lettera al commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni, al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, agli europarlamentari italiani e ai leader dei principali partiti politici.

Lambrusco

«La viticoltura è sicuramente un settore altamente strategico per l’economia agricola della nostra provincia – commenta ancora Zinanni – È un settore con una forte propensione all’innovazione, sia nella coltivazione sia nella trasformazione, che continua però a coniugarsi con una salda tradizione locale dando vita, sempre più, a prodotti di qualità e apprezzati anche fuori dal comprensorio. Il nostro vino è sempre destinato a un consumo attento e di qualità, attento anche alla storia e alla produzione e innesca, così, un valore indotto a tutto il territorio».

Una bottiglia di Spergola

Sono 8 mila 800 gli ettari della nostra provincia coltivati a vigneto da indicativamente 2400 aziende agricole. Il 91% della viticoltura reggiana è a denominazione, con il Doc Reggiano e il Doc Colli di Scandiano e Canossa (44%), e l’Igt Emilia (47%).

Nel 2021 sono stati raccolti 1,5 milioni di quintali d’uva che, grazie al lavoro di una trentina di cantine sociali e private, sono stati trasformati in 1 milione circa di ettolitri di vino, come il rosso di Ancellotta, i lambruschi e i bianchi tra cui la Spergola.

«Il giusto impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale – precisa il direttore di Coldiretti Reggio Emilia – va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto. Si tratta peraltro di un orientamento incoerente con il sostegno accordato dal provvedimento alla Dieta Mediterranea, che si fonda anche sul consumo equilibrato di tutti gli alimenti, a partire dal bicchiere di vino ai pasti».

Il consumo pro capite in Italia – informa la Coldiretti – si attesta sui 33 litri all’anno con una sempre maggiore attenzione alla qualità, alla storia del vino, ai legami con i territori che spingono italiani e stranieri anche alla scoperta di cantine e aziende.

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