Mobilità elettrica impantanata nella burocrazia comunale
Solo una colonnina di ricarica rapida a Reggio. Taxisti in difficoltà: “Così non si va avanti”
Eravamo i primi, ora siamo la Cenerentola

DI MARCELLO NIZZOLI*

22/2/2022 – Dal 2017 nella nostra città non si installano colonnine di ultima generazione, per la ricarica veloce delle auto elettriche.

Non fa ormai più notizia che Reggio Emilia sia in emergenza ambientale per lo smog, a causa dell’eccessiva presenza nell’aria di particolato cancerogeno. La mobilità elettrica non è l’unica soluzione all’inquinamento dell’aria , ma dovrebbe essere supportata dall’Amministrazione pubblica locale per avere sempre meno veicoli inquinanti anche da forte impatto, con emissioni che contribuiscono ai cambiamenti climatici.

Dal 2018, a Reggio Emilia, dopo un nuovo bando del Comune, atteso da anni, ci sono due piccoli imprenditori che hanno creduto alla mobilità elettrica: parliamo di due operatori taxi, anche loro costretti a fare i conti con le difficoltà di ricarica delle batterie nella nostra città, difficoltà che crescono di pari passo con lo sviluppo delle vendite di veicoli elettrici e ibridi plug-in.

I due taxi elettrici di Reggio Emilia devono ricaricare rapidamente le loro vetture dedicate al trasporto pubblico, delle Nissan Leaf 62 kWh di ultima generazione: tuttavia trovano l’unica colonnina veloce nel Comune, ai Petali, presso lo stadio: colonnina sempre più occupata, visto il numero crescente di veicoli elettrici ed elettrificati che stanno circolando sul nostro Territorio.

Per poter trasportare i clienti senza tempi morti, le due autovetture avrebbero bisogno di ricariche rapide, meglio se dedicate a loro, come succede già da tempo a Bologna, dove il Comune ha messo a disposizione colonnine specifiche per i taxisti che hanno scelto automobili a zero emissioni.

L’unica colonnina veloce di Reggio Emilia, da 50 kW, soffre oltretutto di una maldestra collocazione e progettazione, visto che si trova in un angolo del parcheggio pubblico del centro commerciale dei Petali e può servire solo due automobili alla volta. Inoltre a causa dei cavi troppo corti, addirittura al peggio riesce a ricaricare solo un veicolo alla volta, anche a causa dell’assurda commistione di tecnologie 22 kW AC e 50 kW DC, a bassa ed alta potenza, insieme, che si ostacolano a vicenda. Le immagini sono eloquenti.

Sono più di 22 anni che le Ferrovie dello Stato hanno scelto Reggio Emilia come centro dell’Area Vasta Mediopadana, dotandola della Stazione AV: ora però, anche per la mobilità elettrica nazionale necessita di moderne stazioni di ricarica veloci, utili anche a chi transita, con veicoli a batteria, da Reggio Emilia, da questo fondamentale nodo intermodale, attraversato dall’Autostrada A1, d’importanza nazionale ed Europea.

Reggio Emilia è nota per essere tra le capitali mondiali della meccatronica, della meccanica di precisione automotive e grazie alla posizione geografica baricentrica è uno degli incroci più importanti per la mobilità nazionale, a pochi chilometri anche dall’Autobrennero A22.

Da qualche mese Reggio Emilia è diventata anche il centro della nuova E-Valley, l’area nazionale di produzione di soluzioni per l’elettrificazione dei mezzi di trasporto, che vede nella fabbrica, in costruzione, a Gavassa, di Silk-FAW come la sua manifestazione più importante.

Ma per paradosso, se parliamo di moderne colonnine di ricarica, Reggio Emilia, invec, si posiziona malamente, sicuramente tra le città peggiori del Paese.

L’unica colonnina fast, installata su area pubblica, collocata nei pressi dello stadio Mapei, dove giocano Reggiana e Sassuolo, durante le partite soffre anche di cattiva accessibilità dovuta alla congestione del traffico, dovuto all’entrata ed uscita degli spettatori dalla struttura sportiva. Durante i frequenti ed affollati eventi sportivi l’unica colonnina fast nel Comune di Reggio è quasi irraggiungibile, visto che per uscire dalla zona dello Stadio è necessaria, a volte, oltre un’ora di tempo.

Reggio Emilia appare nettamente più arretrata rispetto anche a realtà regionali vicine come Modena, Carpi, Parma e Piacenza.

Per fortuna i privati si muovono più veloci del Comune: grazie all’Autofficina Corradini, soccorso stradale, insieme ad Europe Assistance, è stata installata, recentemente, in via Lincoln, una nuova colonnina fast da 50 kW DC, che è anche la più vicina al casello autostradale dell’A1. Questa stazione oggi è gratuita ma purtroppo, soffre di scarsa affidabilità, cioè è spesso non funzionante, non ricarica i veicoli con regolarità.

Se in tutta Reggio Emilia la mobilità elettrica non ride, in centro città si può certo affermare che piange: delle 16 colonnine presenti, già installate, quasi tutte prima del 2017, oggi ne funzionano solo 2! 

La sostenibilità ambientale necessita che la burocrazia di Reggio Emilia sblocchi rapidamente le autorizzazioni per le nuove installazioni su terreno pubblico, soprattutto di colonnine di ricarica veloce, meglio se da oltre 100 kW.

Ci ha riferito uno dei conducenti di taxi elettrici: “Con una sola colonnina “FAST” a Reggio, e tante nuove auto elettriche e plug-in, non si può andare avanti così! Questa stazione di ricarica è troppo spesso occupata”.

* Marketing manager del settore automotive

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3 risposte a Mobilità elettrica impantanata nella burocrazia comunale
Solo una colonnina di ricarica rapida a Reggio. Taxisti in difficoltà: “Così non si va avanti”
Eravamo i primi, ora siamo la Cenerentola

  1. Villi Rispondi

    23/02/2022 alle 13:10

    Da possessore di un’auto completamente elettrica confermo quanto dice l’articolo: mi informo regolarmente su questo mondo da quasi 4 anni, ovverosia da due anni prima di comprare una EV, e non faccio altro che leggere di nuove colonnine che spuntano come funghi, sia lente (corrente alternata fino a 22 kW) sia veloci (da 50 o 100 kW e passa in corrente continua), ovunque tranne che a Reggio Emilia. Sono abituato a vivere in una città che nelle varie classifiche è in alto ma sull’elettrico la musica è tutt’altra, siamo al livello di quelle città del centro sud tanto spesso additate per la situazione dei servizi pubblici, anzi siamo peggio: nel campo della mobilità elettrica ci stanno superando anche loro. Se poi si guarda la mappa delle colonnine in Emilia, siamo un “buco nero” tra Parma e Modena. Ben vengano i nuovi bus elettrici, ma nella Reggio di oggi sono una cattedrale nel deserto.

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      23/02/2022 alle 18:59

      Sig. Villi,
      Grazie per il contributo,
      Le confermo che l’articolo l’ho scritto dopo ricerche e confronti, soprattutto con i due taxisti elettrici di Reggio ma anche con altri utenti, che guidano veicoli elettrici

  2. Salvatore Occhiuto Rispondi

    23/02/2022 alle 22:13

    Marcello Nizzoli una testa pensante di cui Reggio dovrebbe approfittare…

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