La pagella della Bce
E’ il Credem la banca commerciale più solida d’Europa

10/2/2022Il Credem risulta l’istituto più solido a livello europeo tra le banche commerciali, a seguito della pubblicazione avvenuta oggi, sul sito della Banca Centrale Europea, dei dati relativi ai requisiti patrimoniali (SREP) delle 115 banche rilevanti vigilate direttamente dall’autorità di Francoforte. La pubblicazione di tali dati discende dal  regolamento sui requisiti patrimoniali che mira a rafforzare la disciplina di mercato e garantire che gli investitori e i depositanti siano sufficientemente informati sulla solvibilità degli istituti di credito.

Una nota firmata dal presidente di Credem, Lucio Igino Zanon di Valgiurata, sottolinea in particolare come” il requisito di Pillar 2 (P2R) per il Gruppo Credem sia pari all’1% per il 2022, collocandosi al livello migliore in Italia e al primo posto in Europa tra le banche commerciali all’interno del panel di istituti vigilati direttamente da Francoforte”.

(QUI il link ai dati pubblicati sul sito di BCE).

Per PILLAR 2 si intende un requisito patrimoniale aggiuntivo specifico per singola banca che si applica per fronteggiare i rischi sottostimati o non compresi nell’ambito del requisito patrimoniale minimo, noto come “requisito di primo pilastro”. Il P2R, determinato in base al processo di revisione e valutazione prudenziale è un requisito giuridicamente vincolante e, in caso di suo mancato rispetto, gli enti possono essere soggetti a misure di vigilanza, comprese le sanzioni.

Esso discende dall’analisi annuale svolta dalla BCE (SREP – Supervisory review and evaluation process) “che ha così confermato la solidità del modello di business e dei presidi di gestione dei rischi di Credito Emiliano“. 

Tale risultato – continua la nota – “è per il Gruppo motivo di grande orgoglio anche perché è un riconoscimento al sistema Paese e costituisce un’importante garanzia per la clientela, gli azionisti, i dipendenti e più in generale per il tessuto economico e sociale con cui la banca intrattiene rapporti”.

Conseguentemente il requisito patrimoniale complessivo, che indica il livello minimo di capitale da rispettare a fronte delle attività svolte dal Gruppo ed a tutela dei risparmiatori, per il 2022, ammonta a 7,56% per quanto riguarda il CET 1 ratio. I requisiti per il Tier 1 ratio e per il Tier Total sono invece rispettivamente fissati a 9,25% e 11,5%. 

Nazzareno Gregori, direttore generale di Credem, ha dichiarato: “E’ un traguardo che ci riempie davvero di orgoglio poiché conferma l’affidabilità del nostro Gruppo, che si attesta tra i migliori a livello europeo, e testimonia quanto il costante e virtuoso confronto con l’Autorità di Vigilanza Europea rappresenti per il Gruppo uno stimolo molto importante per migliorare costantemente il modello di business ed i presidi di gestione dei rischi e poter essere in questo modo un riferimento sempre affidabile per i nostri clienti e partner”.

A fine 2021, tutti i coefficienti patrimoniali del Gruppo sono ampiamente superiori ai requisiti. In particolare il CET1 Ratio a livello di Credemholding (perimetro di vigilanza) è pari a 13,7% con un buffer rispetto al requisito SREP, tra i più ampi del sistema, e pari ad oltre 600 basis point. 

I RISULTATI DEL 2021

Il Gruppo Credem a fine 2021 ha registrato un utile consolidato pari a 352,4 milioni di euro (+74,8%), miglior risultato della storia del Gruppo, influenzato dall’apporto positivo contabile dell’acquisizione Caricento (badwill). 

I prestiti alla clientela si sono attestati a 33,2 miliardi di euro, +13,2% a/a (oltre 10 volte rispetto al sistema in crescita dell’1,2%) di cui nuovi mutui casa per 1,9 miliardi di euro (+1,2% rispetto al 2020). La raccolta dei clienti depositata presso l’istituto è pari a 90,3 miliardi di euro (+14,3%) di cui patrimoni gestiti +18% a 35,3 miliardi di euro e prodotti assicurativi a 8,7 miliardi di euro, +11%. 

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7 risposte a La pagella della Bce
E’ il Credem la banca commerciale più solida d’Europa

  1. L'Eretico Rispondi

    10/02/2022 alle 21:26

    Molto bravi, lo dico da professionista e da compagno d’affari.
    C’è però da dire che sono aiutati da una concorrenza inesistente e inconsistente.

    Quando uno parla con Credem e poi con un altra banca, spesso è preso da sconforto. Forse solo un’altra banca può competere con loro ma le altre, vi assicuro, sono una desolazione.

  2. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    11/02/2022 alle 04:34

    L’operazione di adeguamento all’Unione Europea è riuscita, ma il paziente è morto. La base produttiva delle piccole e micro imprese, la colonna vertebrale e i muscoli del sistema economico italiano è in agonia. Tra qualche anno questo risultato di bilancio sarà ricordato come l’ultimo party, l’ultimo ballo sul Titanic. I frati sono ricchi ma il convento è povero.
    Svuotati i serbatoi del risparmio delle famiglie, questo “Concorde” (Credem), andrà a schiantarsi. L’Italia intera, dopo trent’anni dal trattato di Maastricht, (7 febbraio 1992), non a caso firmato dalla nostra classe socialista, neoliberista e, dispiace dirlo, “illuminata”, è alla resa dei conti.
    Il bilancio economico e sociale non è così brillante come quello di CREDEM.
    In questo caso, “mors tua vita mea” non “est” …
    Qui, cari fratelli, (d’Italia) … il “tegolaio” ha scoperchiato il tetto, e i “costruttori” minato le fondamenta. Troppe “pietre di scarto” faranno crollare le mura e “Ausonia” si ribellerà. Sarà allora pianto e stridor di denti.

    “Col novo signore rimane l’antico;
    L’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
    Dividono i servi, dividon gli armenti;
    Si posano insieme sui campi cruenti
    D’un volgo disperso che nome non ha.”

    Saluti, con la mano sul cuore … (affranto).
    (Adelchi, atto terzo, coro. Alessandro Manzoni)

    Alessandro Raniero Davoli

  3. Giorgio Bargellini Rispondi

    11/02/2022 alle 16:13

    Bravo Alessandro.
    Parole sacre.
    Mors tua vita mea
    È la missione delle Banche italiane, sono lo strumento distruttivo utilizzato da un governo incapace e guidato dal capi e artefice della distruzione dell’ economia italiana
    Grazie Draghi

    • L'Eretico Rispondi

      11/02/2022 alle 21:46

      No comment.

  4. L'alba Rispondi

    12/02/2022 alle 14:28

    L’utile di una Societa’ e’ molto importante. Pero’ credo che per questo Istituto di credito, l’utile sia largamente piu’ alto, in quanto non considera le plusvalenze sull’azionario. Mi pare un’analisi sommaria, naturalmente il “Private” da’ piu’ soddisfazioni economiche al gruppo. Certamente le Banche commerciali hanno piu’ utlili, come Mediobanca, e Fineco. Le aziende creditizie private non politicizzate, (come lo e’ invece MPS), non risento delle ingerenze di magistrati, assessori, sindaci, ed enti sportivi. Poi giustamente il gruppo Credem e’ vezzeggiato dalla stampa locale, in quanto le tasse ricadono su Reggio Emilia. Mentre pure Banca Intesa a Reggio Emilia ha utili, molto maggiori. Io il Credem lo classificherei in serie B, mentre Banca Intesa, e i loro managers, in serie A plus. Ma non e’ un campionato, e’ solo una mia opinione che vale 1. Considererei il fatto che senza Credem, non ci sarebbero marketing sportivo, almeno in parte. Ma questo e’ un’altro tema. Come mai le banche crescono, e l’amministrazione pubblica fa credere di essere sempre in affanno ? E le partecipate non guadagnano ? E non e’ merito delle banche se hanno cospiqui utili. Quindi lo schema si assottiglia e viene definoto come: no banca no party. Mentre si politica, si dorme, e non si prospera: Cioe’, se si politica, (verbo Politicare) non si vive (vivere). La crescita di una banca e’ merito di chi investe i soldi terzi in attivita’ quotate, che generano utili, scambiati in borsa. In Italia no borsa, no lira, no casa !!!!!! Prendetela come battuta, ma se in Inghilterra etc. etc. sara’ pur vero cio’ che affermo. I politici contrarieranno, ma purtroppo, buon per loro, guardano solo per le loro tasche.

  5. Il solito nuovo che avanza Rispondi

    12/02/2022 alle 14:46

    Il modello che pure le amministrazioni dovrebbero copiare (ma non e’ solo Credem).

  6. Fuffa Rispondi

    12/02/2022 alle 14:50

    Penso che Draghi (commissario straordinario del governo italiano) faccia come puo’, consapevole che li’ guadagna bene, e che fare il Presidente del Consiglio, sarebbe meglio evitare vista la patata bollente. in quanto ai politici che spingono, compresi coloro che scrivono sui quotidiani politicizzati, lascerei una sola domanda da 1 centesimo: “per i Vs. elettori fareste così ? Potreste copiare e incollare, questo modello ?

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