Il neo imperialismo di zar Putin
Origine, pericoli e punti deboli

DI DARIO CASELLI

23/2/2022 – Il discorso in cui Putin ha annunciato l’intervento militare in Donbass, aveva i ritmi e la lunghezza di quelli della nomenclatura comunista, ma il contenuto, molto dirompente, era quello di un nuovo imperialismo zarista. Nel suo riscrivere la storia, in modo non inappuntabile, il presidente ha affermato che l’Ucraina è solo un’appendice della Grande Madre Russia, non uno Stato indipendente. Un’ invenzione di Lenin, poi arricchita della Crimea da Krusciov, mentre era parte integrante dello Stato russo fin dalla conquista del maresciallo Potemkin.

Sembrava di ascoltare l’imperatrice Caterina.

Dopo essersi annesso la Transnistria, già moldava, poi l’Ossezia e L’Abkhazia, già georgiane, ora è la volta di un pezzo importante dell’Ucraina e le democrazie non sanno che fare, come al tempo del trattato di Monaco, che consentì ad Hitler di annettersi i Sudeti.

Vladimir Putin

E’ risaputo che Putin ha perso la sfida per fare della Russia una potenza economica, il suo Pil è inferiore a quello italiano e pure le condizioni in cui vive la popolazione non sono esaltanti, tra povertà, corruzione e sfacciate e rapaci oligarchie. Per queste ragioni lo Zar ha avviato una politica imperiale, che vede pure l’occupazione de facto di Bielorussia e Kazakistan, oltre alle avventure militari in Siria, Libia ed Africa, il tutto all’ombra degli eserciti benedetti dal Patriarca di Mosca. Visti i risultati si potrebbe pensare che siamo di fronte ad un nuovo Potemkin, appunto, ma è una strategia che nel tempo non è facile da reggere, specie se dietro non c’è una grande forza economica e tecnologica. Inoltre questo porta ad appiattirsi sulla Cina, che per ora preferisce comprarsi il mondo, anziché conquistarlo pur preparandosi anche per la seconda opzione. Questo si rivelerà un problema non solo economico e strategico, pure culturale, dato che i russi si sentono e sono da sempre europei, più che asiatici.

Come si possa ricostruire un equilibrio tra le democrazie occidentali e il gigante russo, è un tema che deve interrogare soprattutto l’Europa, essendo gli USA impegnati nel contenimento del gigante cinese.

La cosa non è né semplice, né facile, vista la migliore capacità di movimento dei regimi autoritari rispetto alle democrazie, eppure questa è la strada, anche se sarà difficile trovare una soluzione fino che a governerà Putin e considerando la capacità di sopportazione del popolo russo, è probabile che governerà ancora a lungo.

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2 risposte a Il neo imperialismo di zar Putin
Origine, pericoli e punti deboli

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    23/02/2022 alle 21:28

    Capacità di sopportazione delle popolo russo che vota il partito di Putin, e che da sondaggi imparziali gli attribuisce un consenso del 70% circa, (LEVADA CENTER) ?

    Dietro di sé Vladimir Vladimirovich Putin ha la grande maggioranza del popolo russo, ha lo spirito e il coraggio dei russi … quel popolo che ha avuto 27 milioni di morti per mano dei tedeschi del IV Reich, ma che ha saputo batterli, versando fiumi di sangue proprio e del nemico, inseguendoli sino al centro di Berlino …

    La Federazione Russa, e non solo il suo Presidente, ma tutta la dirigenza politica, militare, scientifica e tecnologica, si sta preparando da anni ad una guerra con l’Impero, gli Stati Uniti d’America. Si sta difendendo dall’accerchiamento sistematico dei suoi confini, con missili nucleari in Bulgaria, Romania, Polonia e senza la sua “dissuasione” potenzialmente a breve anche in Ucraina.

    Il presidente buono, democratico, pacifista quale viene ricordato John Fitzgerald Kennedy, non esitò a portare il mondo sull’orlo della catastrofe nucleare nel 1962, per i missili russi a Cuba.
    Ti vorrei far notare che da L’Avana alla capitale degli States, Washington ci sono 1882 chilometri, mentre da Kiev a Mosca 755 chilometri, pochi minuti di tempo e una testata nucleare può colpire la capitale russa … (le distanze tra gli Stati di misurano convenzionalmente o dai. Entri geografici o dalle capitali).

    Kennedy poté attuare il blocco navale, la minaccia di una guerra mondiale e l’attacco, fallito, alla Baia dei Porci e Putin non può pretendere almeno altrettanto? Sono domande che hanno la risposta facile facile, caro Dario.
    O mi sbaglio?
    Un saluto,
    Alessandro Raniero Davoli

    • Poli Fausto Rispondi

      24/02/2022 alle 14:07

      Prenda a concetto il modello inglese. Stop. La politica e’ una cosa, la finanza, un’altra. Non abbiamo voglia di metterci il deret-ano.

      Bravo Davoli, ma il deretano e’ nostro, non di Putin. Allora gli Inglesi hanno lavorato meglio. Loro e la borsa, loro. Fan culo ai partiti cattocomunisti.

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