Il fantasma di Stepan Bandera si aggira in piazza Prampolini
Le bandiere dell’estrema destra ucraina al presidio dei sindacati: protesta di Rec

25/2/2022 – Alla manifestazione per la pace indetta giovedi da Cgil,Cisl e Uil a Reggio Emilia, c’erano anche le bandiere del movimento nazionalista di estrema destra ucraino Pravyj Sektor, e nessuno se n’è accorto, o almeno nessuno ha dato peso alla questione. Lo denuncia con toni scandalizzarti REC-REggio Emilia in comune, che insieme ad Anpi e Arci ha firmato l’iniziativa dei sindacati.

“In piazza per la Pace sì, con simboli di morte no – afferma Rec – Ci sembra doveroso denunciare in quella sede la presenza di simboli neonazisti ucraini. Ovviamente all’insaputa dei promotori.

Abbiamo notato – aggiunge Rec – “che in prima fila venivano sventolate bandiere rosse e nere riconducibili al partito ucraino Pravyj Sektor (settore destro), ossia un’organizzazione paramilitare di ideologia neonazista. La conferma l’abbiamo avuta da alcune signore ucraine presenti. Siamo intervenuti per chiedere che questi simboli venissero ritirati dalla piazza. Nessuna figura istituzionale si è accorta di quanto stava accadendo”.

La bandiera rossa e nera di Pravyj Sektor in piazza Prampolini

“Pravyj Sektor è stata attiva nella protesta Euromaidan con bombe molotov e, sempre loro, hanno bruciato vivi 48 attivisti antifascisti nella Casa dei Sindacati di Odessa, nel 2014. Le figure venerate da questo partito paramilitare sono essenzialmente due: Stepan Bandera, criminale di guerra collaboratore di Hitler, e Benito Mussolini. Sono cose che possono accadere se si fanno appelli troppo generici – sottolinea Rec – “e non si esprime un pensiero critico e una posizione politica netta e rigorosa a fronte di un quadro complesso”. Che comunque, viene da aggiungere, non potrà mai scivolare verso un giustificazionismo arzigogolato nei confronti dell’aggressione russa all’Ucraina.

Per completezza bisogna dire che Stepan Bandera fu un nazionalista che non voleva un governa nazista in Ucraina e, prima di collaborare, fu imprigionato da Hitler. Si rese responsabile dell’olocausto degli ebrei ucraini, anche se diversi eccidi gli vengono attribuiti mentre si trovava ancora in campo di concentramento. Rifugiatosi in Germania Ovest dopo la guerra, fu assassinato nel 1959 col veleno da un sicario del Kgb, dopo che la sua famiglia era stata deportata e sterminata dai comunisti sovietici. Nel 2010 è stato riconosciuto Eroe dell’Ucraina tra le proteste dell’Unione Europea, di Israele e delle comunità ebraiche.

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