Giorno del Ricordo, foibe e negazionismo
Reggio Emilia vergogna nazionale

DI PIERLUIGI GHIGGINI

10/2/2022 – Il filibustering politico e amministrativo contro la memoria di Norma Cossetto. L’incredibile documento Cgil-Anpi-Istoreco nel quale la tragedia delle foibe viene liquidata come “ricostruzione vittimistica non tollerabile“. Il presidio (peraltro fallito) contro la commemorazione del Giorno del Ricordo indetta dal centro-destra. E il documento firmato da 250 cittadini e inviato a tutti i consiglieri comunali per “cacciare” il revisionismo storico da Reggio Emilia: un libello nel quale il martirio di Norma Cossetto viene definito “capolavoro del revisionismo fascista”.

Da ultimo, ma di sicuro non ultimo, la manifestazione Anpi di questa sera 10 gennaio, Giorno del Ricordo, ai Chiostri di San Pietro, per presentare il libro riduzionista “E allora le foibe?” di Eric Gobetti, saggista torinese che si è fatto orgogliosamente fotografare col ritratto di Tito alle spalle, adorato dai neostalinisti per le sue tesi particolarmente rozze: siccome gli infoibati era fascisti, questa in sostanza la posizione di E.G., i comunisti titini hanno fatto bene a macellarli.

Sono, per farla breve, alcuni capisaldi di quella che a Reggio Emilia ha assunto le dimensioni di una guerra ideologica pianificata a tavolino non solo contro la memoria delle foibe, ma più in generale contro il revisionismo e contro la ricerca indipendente dei fatti e delle verità storiche. Anche in questo caso, come già accade in occasione delle elezioni, l’antifascismo di facciata viene usato come clava contro chiunque si azzardi a mettere in discussione la vulgata dei silenzi e delle bugie. Del resto non mancano i precedenti: vedere il caso eclatante e tuttora irrisolto dei morti del dopoguerra.

Ora però si è andati oltre. Ora il negazionismo viene sdoganato come nuova verità, sino a voler imporre l’ostracismo (nel suo significato originario di cacciata dalla città e di esilio) verso chi ricerca, chi persegue la verità dei fatti, e non è allineato al pensiero unico.

E che il tutto avvenga impunemente, con il coinvolgimento di un ‘istituto storico (ma il sospetto che tale definizione venga usurpata nei fatti, è grande) alimentato da finanziamenti pubblici, va ben oltre il mero buon senso. Da questo punto di vista, Reggio Emilia è diventata una vergogna nazionale.

E che tanta degenerazione culturale e ideologica sia penetrata nel sistema politico reggiano, lo conferma la decisione del comune di Scandiano di affidare consapevolmente la gestione del Giorno del Ricordo – nel quale si rende omaggio ai martiri delle foibe e ai trecentomila italiani d’Istria cacciati dalla loro terra e spogliati di tutto – proprio a Istoreco Reggio Emilia, vale a dire all’istituto che ha firmato un documento di stampo negazionista sulle foibe.

Il caso viene denunciato da Elena Diacci, di Fratelli d’Italia di Scandiano: “Chiediamo pluralismo e che il Comune non cerchi di soluzioni di comodo – scrive Diacci – con appalti in esclusiva a chi, più che storia, ormai fa politica militante, per di più con atteggiamenti negazionisti o riduzionisti della tragedia italiana delle foibe e dell’esodo,  di cui furono vittime le popolazioni giulie, dalmate e istriane – e carnefici e repressori i partigiani comunisti di Tito. Chiedo quindi – conclude – che da oggi in poi vengano coinvolti il Centro Studi Italia e l’associazione Pietro e Marianna Azzolini“.

Ma, ormai è evidente, non è più un confronto fra storici di destra e e di sinistra, o almeno non solo questo: è diventato scontro all’interno della stessa sinistra-centro reggiana, dove settarismo e neo stalinismo appaiono ancora egemoni al punto da lasciare isolato il presidente del consiglio comunale Matteo Iori, reo di aver partecipato alla commemorazione del Giorno del Ricordo davanti al Monumento ai Caduti.

. E allora, saprà la sinistra democratica reggiana alzare la testa e non farsi più prendere per i fondelli?

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4 risposte a Giorno del Ricordo, foibe e negazionismo
Reggio Emilia vergogna nazionale

  1. Un Reggiano Rispondi

    10/02/2022 alle 18:07

    La verità è che l’antifascismo di facciata, nel terzo millennio, sbandierato in tutte le occasioni possibili, fino alla noia, oggi, giustifica e nasconde un’amministrazione comunale che di sinistra ha poco, vinta dall’affarismo e dalle infiltrazioni in completo conflitto d’interessi, soprattutto delle megacoop, in maggior parte fallite o in procinto di esserlo.
    Dopo la svendita delle municipalizzate che offrivano servizi pubblici di livello accettabile, storicamente, oggi il Comune è più il burattino i cui fili vengono tirati da Spa quotate in borsa, con il ricatto di chiudere i rubinetti (dell’acqua pubblica?) o dei lauti finanziamenti all’inefficiente ed inefficace macchina burocratica locale.
    Che non ci raccontino più menzogne, queste attività negazioniste, sono solo il paravento alle porcherie fatte dall’amministrazione locale che di sinistra, ormai, nella realtà, ha ben poco …

  2. Marco Rispondi

    10/02/2022 alle 19:42

    Il nero e il rosso sono due facce della stessa medaglia! La medaglia delle uniche due idrologie politiche che nella loro storia dono state portatrici di odio, morte, dittatura e povertà. Mai dimenticare! Comunisti e Fascisti si chiamano; poco importa se hanno cambiato il nome per la vergogna della loro storia indecente. Pari sono! Sono uomini e donne che, contrariamente a Iori, giustificano la violenza contro altri uomini e donne, con l’attenuante dell’appartenenza. Un paese che non ha una seria memoria condivisa e una oggettiva capacità di analisi e di condanna per ogni atrocità, con la conseguente pietà umana, non riuscirà mai ad avere un quadro politico serio ed onesto. Il bene comune sarà sempre confuso con quello di parte. Le Foibe sono state una porcata perpetrata da comunisti o presunti tali, vigliacchi ed assassini e lo stesso violento apprezzamento verbale vale per i nazifascisti che hanno torturato e ucciso barbaramente chi lottava per la libertà. Complimenti al Presidente del Consiglio Matteo Iori e avrà il mio sostegno di cattolico liberale e antifascista! Auspico che la politica delle persone per bene faccia passì avanti e che in questo senso anche l’assessora Sidoli prenda posizione e affianchi il Presidente del Consiglio Comunale in questa battaglia politica. La storia personale e politica dell’allegra e simpatica Assessora, ex Forza Italia, è di matrice fortemente liberale e su posizioni addirittura più destre ed estreme dei suoi stessi mandanti politici, che con affetto e allegria l’hanno eletta e guidata. Sarebbe il segnale di un nuovo centro sinistra sganciato da posizioni dogmatiche antistoriche e divisive. Presidente ancora complimenti e grazie per la sua onestà politica ed intellettuale.

  3. Ogni scherzo (della natura) vale Rispondi

    11/02/2022 alle 08:37

    ‘Degenerazione culturale e ideologica’ Ghiggio?

    Mah…veramente è da quando avevo circa dodici anni che la percepivo (e oggi sono ampliamente negli ‘anta).
    Va bene che sono sempre stata una tipetta precoce ed intuitiva.. ma ci voleva poco – per odorare da subito questo orribile clima aggressivo fino al razzismo puro verso chi non sta dalla loro ‘particina’ neppure degna di un palcoscenico teatrale.
    Questi non hanno nessuno scrupolo ora..figuriamoci se dovessimo entrare in un conflitto bellico reale che massacro (poi negato) farebbero.
    Insomma.. per me sono sempre state ‘cause perse’ e il tempo mi ha dato purtroppo ragione perchè lo schifo attuale è incommensurabile.
    La gente li vota e si inchina. Una arlecchinata.

  4. Dorotea Rispondi

    11/02/2022 alle 08:49

    ‘Filibustering’.. geniale. Me lo segno.
    Baci.

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