Foibe: Reggio capitale del negazionismo
Dibattito Anpi con Gobetti: “Ma quale pulizia etnica, fu solo una migrazione”
Il sindaco Vecchi partecipa e sta zitto

DI PIERLUIGI GHIGGINI

13/2/2022 – Negazionisti e vandali all’attacco contro la Giornata del Ricordo, in cui il 10 febbraio l’Italia ha commemorato la tragedia nazionale delle foibe e la cacciata di trecentomila italiani dall’Istria e dalla Dalmazia: primo esempio di pulizia etnica del dopoguerra.

Bersaglio di quella che ha assunto le dimensioni di una campagna politica e subculturale, è in primo luogo la martire istriana Norma Cossetto. A Bologna, nella notte del 10, è stata imbrattata la targa a lei dedicata: il Pd, con consigliere regionale Stefano Caliandro, ha bollato l’azione come “vergognosa e da condannare senza sconti”. “Ci opporremo con forza – ha detto – a qualsiasi atto di violenza che abbia come obiettivo quello di cancellare la memoria e offendere le vittime di persecuzione”.

A Reggio Emilia, dove si continua a negare l’intitolazione di una strada o un luogo pubblico a Norma Cossetto (nonostante la deliberazione del consiglio comunale), il Pd si è invece diviso sul Giorno del Ricordo: mentre il presidente del consiglio comunale Matteo Iori è intervenuto, per con alcuni distinguo, alla manifestazione indetta l’altro sabato dal centro-destra, proprio il giorno 10 è andata in scena una serata negazionista promossa dall’Anpi ai Chiostri di San Pietro con la partecipazione del saggista Eric Gobetti e la presenza del sindaco Luca Vecchi. Il saggista torinese ha presentato il suo libro “E allora le foibe” in un dibattito coordinato da Mirco Carrattieri, ex presidente di Istoreco e ora direttore dell’Istituto Parri. Gobetti ha ribadito le proprie posizioni: in Istria non ci fu pulizia etnica, e l’esodo fu conseguenza dello spostamento dei confini. In proposito i presidenti Napolitano e Mattarella hanno espresso giudizi ben differenti, così come la ricerca storica più accreditata, ma per Eric Gobetti – che non nasconde il suo culto per Josip Broz Tito – si tratta evidentemente di mistificazioni.

E’ già grave il fatto che L’Anpi dopo aver firmato un documento riduzionista insieme a Cgil e Istoreco (in cui le foibe vengono liquidate come “vittimismo ideologico non più tollerabile”) abbia indetto il dibattito con Eric Gobetti proprio nel Giorno del Ricordo. Ma lascia senza parole che vi abbia preso parte anche il sindaco Luca Vecchi; non soltanto con la sua presenza ha avallato la serata negazionista, ma soprattutto è stato zitto, a quanto risulta, di fronte alle tesi di Gobetti, dimenticandosi di essere il sindaco anche dei discendenti reggiani degli esuli dalmati e istriani.

Un primo cittadino sempre meno all’altezza del compito, e che dovrebbe scusarsi di fronte al consiglio comunale e anche al suo partito.

Per ora va registrata la presa di posizione dei giovani della Lega, firmata da Enrico Ferrari – coordinatore Lega giovani Reggio Emilia, da Gabriele Marconi e dal consigliere comunale Alessandro Rinaldi.

“Durante l’evento – scrivono – Eric Gobetti ha affermato che il massacro delle foibe non è stato un tentativo di pulizia etnica, nonostante ormai nel 2022 tutte le fonti storiche portino a pensare al fatto che un tentativo di pulizia etnica nei confronti degli italiani che abitavano in quella zona ci sia decisamente stato.  Inoltre ricordiamo che il presidente della repubblica Sergio Mattarella,  il quale non è di certo catalogabile come fascista o revisionista, ha utilizzato il termine “pulizia etnica” durante diversi discorsi fatti in occasione della giornata del ricordo dei martiri delle foibe.
Come se non bastasse, sempre dallo storico Eric Gobetti, è stato affermato che l’esodo non è stato una conseguenza del massacro delle foibe ma semplicemente una migrazione dovuta allo spostamento dei confini a seguito della sconfitta in guerra dell’Italia.
In tutto questo la cosa più grave è che tutto ciò è avvenuto con il contributo del Comune di Reggio Emilia e,  addirittura con la presenza del primo cittadino Luca Vecchi .
Chiediamo, per rispetto delle migliaia di morti e dei loro familiari, che almeno l’amministrazione comunale di Reggio Emilia cominci a trattare questo tema senza ideologie e senza ospitare personaggi che in un qualche modo minimizzano e giustificano quello che è stato fatto nei confronti di nostri connazionali.

È ora che questa pagina di storia – concludono i giovani leghisti – venga trattata come tale: raccontando quello che è veramente accaduto, senza il solito derby tra fascisti e comunisti che caratterizza da sempre la politica italiana e ,in particolar modo, la nostra città”.

Di certo, almeno su questa materia, Reggio Emilia è diventata una vergogna nazionale.

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3 risposte a Foibe: Reggio capitale del negazionismo
Dibattito Anpi con Gobetti: “Ma quale pulizia etnica, fu solo una migrazione”
Il sindaco Vecchi partecipa e sta zitto

  1. Carlo Menozzi Rispondi

    14/02/2022 alle 09:24

    Uno storico, per essere definito tale, deve spogliarsi da tutte le sue idee politiche per poter leggere i fatti in modo indipendente. Questo è solo un cialtrone. E non chiamatelo saggista, parola che al suo interno racchiude il termine saggio…..

  2. L'Eretico Rispondi

    14/02/2022 alle 14:49

    Le foibe non esistono. Sono tutte persone che sono scivolate dentro per sbadataggine.

    Ma si può essere così ignoranti?

  3. Ivaldo Casali Rispondi

    14/02/2022 alle 19:36

    Sminuire e falsare quello che hanno rappresentato le Foibe è atroce e insensato dal punto di vista politico, ma soprattutto umano e culturale. Parliamo di migliaia di persone innocenti che sono state barbaramente massacrate in un modo orribile e spaventoso. Non si può provocatoriamente giustificare, come stanno facendo i cattocomunisti del Pd, con il supporto dei cosiddetti “storici” e associazioni partigiane, l’infamia delle Foibe e del regime comunista titino!

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