Festival Verdi, il Regio di Parma ridotto a Cenerentola
Interrogazione in Regione di Rainieri (Lega)
“No allo strapotere di Bologna”

4/2/2022 – Serie conseguenze occupazionali per gli orchestrali e i coristi del Teatro Regio di Parma, oltre che un impoverimento culturale per la realtà di Parma, davanti al coinvolgimento del Comunale di Bologna e del Maggio di Firenze per la realizzazione artistica della prossima edizione del Festival Verdi, a settembre 2022.

Il caso è al centro di una interrogazione a risposta orale che il consigliere regionale della Lega e vice presidente dell’Assemblea Legislativa, Fabio Rainieri, ha presentato alla presidente dell’Assemblea e alla Giunta regionale per fare chiarezza sugli scenari dei prossimi mesi. Il timore, osserva Rainieri, è che “la marginalizzazione delle masse artistiche e orchestrali di Parma, attive da sempre nel Festival Verdi, apra alla fusione della Fondazione Teatro Regio di Parma con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna con conseguente prevalenza di quest’ultima”.

L’esponente della Lega fa appello all’assessore regionale alla cultura, Mauro Felicori, affinché si attivi “per salvaguardare il prestigio delle maestranze liriche di Parma ed impedire una fusione tra due Fondazioni che potrebbe portare il beneficio immediato di soccorrere una difficile situazione finanziaria di quella felsinea ma ridurrebbe significativamente la tradizione lirica di Parma e anche dell’intera Emilia-Romagna”.

Le indiscrezioni di stampa, ricostruisce Rainieri, hanno delineato un cartellone del Festival Verdi 2022 nel quale l’opera per l’inaugurazione al Teatro Regio di Parma sarà “La forza del destino” diretta da Roberto Abbado ed eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Teatro Comunale di Bologna, alla quale seguirà i “Quattro pezzi sacri” a cura del Teatro del Maggio di Firenze con la direzione di Daniele Gatti, mentre le maestranze liriche di Parma allestiranno successivamente un “Simon Boccanegra” in versione originale.

Ma “il Festival Verdi è una prestigiosa rassegna musicale italiana di opera lirica seguita da appassionati di tutto il mondo che, dopo la sua riapertura nel 2001, si tiene tutti gli anni tra settembre e ottobre nei teatri e in altri spazi dei luoghi di vita del maestro Giuseppe Verdi, prevalentemente Parma e Busseto. Una delle ragioni fondanti del Festival Verdi – recita ancora l’atto ispettivo presentato dal consigliere regionale della Lega – è sempre stata la valorizzazione della grande tradizione lirica degli stessi luoghi verdiani che ha prodotto come sue punte diamante non solo l’insuperabile compositore bussetano ma l’altrettanto inarrivabile direttore d’orchestra Arturo Toscanini, e quindi le stesse maestranze liriche locali, in primo luogo il Coro del Teatro Regio di Parma e l’Orchestra Arturo Toscanini”.

La collaborazione con il Comunale di Bologna non è nuova, ma quest’anno, per la prima volta, l’opera inaugurale non verrebbe curata dalle maestranze di Parma alle quali verrebbe assegnato solo un evento di nicchia.

Un cupo presagio dell’ipotesi “più volte rinnegata a Parma ma sostenuta a Bologna, di creare un unico sovraente lirico con la fusione delle fondazioni di Parma e Bologna e l’inevitabile conseguente prevalenza di quest’ultima che tra le due è il soggetto più importante” accusa Rainieri. Che aggiunge: “La fusione tra le due fondazioni teatrali consentirebbe a quella più importante felsinea di risanare una situazione finanziaria difficile assorbendo le risorse di quella minore che ha una gestione finanziariamente più florida dovuta ad una migliore capacità di produrre introiti in proporzione (nel 2019 4,3 mln tra biglietti e sponsor per il Comunale rispetto ai 4,5 mln per il Regio) pur avendo un’attività molto più ridotta e meno sovvenzioni dallo Stato (sempre dati 2019 10 mln il Comunale e 2,3 mln il Regio)”. Dati eloquenti che hanno dato il via a un vortice di sospetti e ipotesi che stanno rendendo teso il clima attorno al Teatro Regio di Parma alla vigilia della presentazione ufficiale del cartellone del Festival Verdi e anhe nell’approssimarsi della campagna elettorale per eleggere il nuovo sindaco di Parma.

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