Caso Bibbiano, dov’erano i diritti dell’infanzia?
Lega, duro attacco a Garavini: “Una Garante regionale imbarazzante”. E la vicepresidente Schlein in fuga

1/2/2022 – “Il Garante regionale per l’infanzia era venuto a conoscenza dei problemi che hanno poi portato all’esplosione del caso Bibbiano, ma non ha trovato una soluzione, anzi ha chiesto conto delle segnalazioni agli stessi servizi sociali oggetto di contestazione. Un atteggiamento, questo del Garante, inadeguato e imbarazzante”.

Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Michele Facci, che ha discusso oggi nell’aula del Consiglio regionale, una interrogazione che ha preso le mosse dalla dichiarazione resa del pm di Reggio Emilia, Valentina Salvi, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta istituita sul caso Bibbiano e l’affidamento dei minori contro la volontà dei genitori per fantomatiche violenze o inadeguatezza genitoriali.

“La pm della procura di Reggio Emilia Valentina Salvi- ha spiegato Facci- in relazione ai fatti di Bibbiano, ha dichiarato che alcune famiglie della Val d’Enza si rivolsero anche alla Garante che però ‘in buona fede’ si limitò ‘a chiedere ulteriori notizie ai Servizi sociali. Ma essendo un sistema chiuso non si arrivò a nulla’.

Con tutta evidenza, pertanto, la Garante Maria Clede Garavini, pur messa a conoscenza delle problematiche nel territorio di Bibbiano, non fu in grado di capire la gravità della situazione e, soprattutto, la fondatezza delle ragioni rappresentate dai familiari, tanto da rivolgersi direttamente agli stessi Servizi ai quali erano stati mossi gli addebiti”.

A Facci ha risposto la vicepresidente Elly Schlein che ha sottolineato l’autonomia del Garante per l’infanzia e la correttezza della legge regionale 9 del 2005 che si incardina nella legislazione nazionale in termini di difesa dell’infanzia.

“La Giunta regionale non ha la competenza di sindacare o giudicare il Garante – ha detto la vicepresidente – che, per legge, ha una sua autonomia: è un organo che si inserisce in un quadro generale che vede la presenza di soggetti di garanzia anche nazionali”.
Secondo Schlein “le competenze che la legge regionale affida al Garante sono coerenti con il quadro nazionale” e dunque Garavini “ha agito all’interno delle competenze previste dal proprio ufficio”. La vicepresidente, rispondendo alla richiesta di Facci sul perché l’Assemblea non abbia discusso la relazione annuale del Garante dell’Infanzia, ha osservato che questa è pubblica e liberamente leggibile su Internet.

Facci si è dichiarato insoddisfatto delle risposte ricevute: “Se le cose stanno così e se, quindi, la legge prevede le opportune azioni in difesa dell’infanzia e non ha bisogno di essere corretta – ha replicato – vuol dire che per cinque anni abbiamo avuto un Garante per l’infanzia non adeguato a svolgere la funzione a cui era stato chiamato, cioè non ha difeso l’infanzia. Ciò che è molto grave e imbarazzante, così come non è ammissibile che la sua relazione annuale sia stata solo presentata in commissione consiliare e non discussa da tutti in questa aula”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.