Battaglia di Fabbrico : due commemorazioni contrapposte di enti locali ed ex combattenti Rsi
Con la presentazione di due libri molto diversi

26/2/2022 – Anche quest’anno due commemorazioni in contemporanea e contrapposte della battaglia di Fabbrico avvenuta il 27 febbraio 1945, unico scontro in campo aperto tra partigiani e militari della Rsi nella pianura reggiana. Appuntamento a Fabbrico domenica mattina 27 febbraio, nel 77mo anniversario della battaglia. La manifestazione con corteo indetta dagli enti locali della bassa reggiana e dall’Anpi avrà inizio alle 10 in via Roma con le onoranze ai monumenti ai caduti. A seguire, l’intervento del sindaco e l’orazione ufficiale del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, che nella sala consiliare riceverà la cittadinanza onoraria di Fabbrico. Berizzi vive sotto scorta dal 2019 per minacce neofasciste e neonaziste a causa delle sue inchieste sull’estrema destra italiana. Alle 17 al teatro Pedrazzoli, sarà presentato il suo ultimo libro “E’ gradita la camicia nera” edito a Rizzoli.

Per partecipare all’evento, è necessario prenotarsi presso la Biblioteca Comunale di Fabbrico: 0522/751923 oppure [email protected],


Un libro di tutt’altro tenore sarà presentato anche nel corso della commemorazione dei caduti della battaglia di Fabbrico indetta in contemporanea a Villa Ferretti da Centro Studi Italia, associazione Famiglie caduti e dispersi della Rsi, Unione compattenti Rsi e associazione nazionale volontari di guerra.

Giacomo Ghisi con Luca Tadolini

Lo storico Luca Tadolini illustrerà il libro “Giacomo Ghisi. L’ultimo soldato della Battaglia di Fabbrico”, pubblicato di recente. L’iniziativa – sottolineano gli organizzatori si svolge nello spirito della Riconciliazione Nazionale.

Si tratta di un’intervista a Giacomo Ghisi, ultimo combattente della RSI ancora in vita che aveva partecipato allo scontro all’età di 13 anni insieme al fratello Giuseppe di 16 anni, che rimase ferito mortlmente e spirò tra le braccia di Giacomo (i combattenti impegnati nello scontro di Fabbrico della RSI erano infatti una Compagnia Giovanile).

La famiglia Ghisi era stata massacrata dai partigiani in due agguati che avevano già ucciso il capofamiglia, lo zio e sua moglie e due fratelli. I ragazzi superstiti si erano allora arruolati volontari nelle formazioni della RSI. Al momento della sconfitta Giacomo Ghisi venne catturato dai partigiani, seviziato e poi inviato nel campo di concentramento di Coltano.

Sopravvissuto, persi tutti i beni di famiglia, è riuscito a costruirsi altrove una nuova famiglia e una propria attività lavorativa.

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