Appalti, corruzione e voto di scambio
14 arresti e 37 indagati a Piacenza
Coinvolti sindaci, imprenditori e funzionari
La procuratrice Grazia Pradella: “Sistema corruttivo che coinvolgeva tutti”

10/2/2022 -Un vasto sistema corruttivo negli appalti pubblici. E’ quello smantellato dai Carabinieri di
Piacenza che, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, stanno eseguendo da questa mattina con 300 uomini un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 37 persone, tra cui imprenditori edili, sindaci e funzionari tecnici degli enti locali dell’Alta Val Trebbia e del capoluogo. Ma indagati risultano anche nelle province di Alessandria, Lodi e Pavia.

Il provvedimento spiccato dal Gip del tribunale di Piacenza prevede in particolare 4 custodie cautelari in carcere, 7 agli arresti domiciliari, 1 divieto di dimora, 2 commissariamenti giudiziari d’azienda e 1 misura interdittiva del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione nei confronti di una società.


LE ACCUSE AI SINDACI E ALL’IMPRENDITORE NUNZIO SUSINO

Agli accusati si contestano a vario titolo e in concorso tra loro i reati di associazione per delinquere, concussione,
corruzione, abuso d’ufficio, traffico di influenze illecite, turbata libertà degli incanti e della libertà del procedimento di
scelta del contraente. E ancora: frode nelle pubbliche forniture, falso materiale e falso ideologico commessi da un pubblico ufficiale, truffa e voto di scambio.

Lavori pubblici assegnati illecitamente all’imprenditore Nunzio Susino e ad altri a lui collegati da parte dell’Unione dei Comuni della Val Trebbia e Val Luretta, dei Comuni di Corte Brugnatella, Cerignale, Ferriere, Coli, Ottone, Serba.

In cambio, sindaci e funzionari pubblici avrebbero ricevuto finanziamenti elettorali e altre ricompense, in denaro, lavori o altre utilità. Si condensa così l’accusa di associazione a delinquere che la Procura di Piacenza muove a Susino, considerato il promotore, ad altri due imprenditori, ai sindaci di Cerignale e Corte Brugnatella, Massimo Castelli e Mauro Guarnieri e a tre funzionari amministrativi.

SOLDI IN CAMBIO DI VOTI: PER PROVA LA FOTO DELLA SCHEDA ELETTORALE

Un “sistema corruttivo”, “una situazione di corruzione diffusa che andava avanti da anni”, così l’ha definito la procuratrice di Piacenza Grazia Pradella in conferenza stampa

Susino avrebbe rivestito, si legge negli atti dell’accusa, il ruolo di “collante dei rapporti illeciti tra il livello politico, amministrativo e imprenditoriale” mentre i sindaci avrebbero operato “interferendo sistematicamente nelle sfere di
competenza esclusiva degli organi tecnici”. E con l’obiettivo “di ottenere il controllo politico dell’Unione”, Susino avrebbe messo a disposizione degli associati denaro in contante per retribuire il voto di alcuni elettori.

Ci sono anche delle ipotesi di corruzione elettorale nell’inchiesta che a Piacenza ha portato all’arresto di sindaci e imprenditori. In un caso, alle elezioni comunali del 2019, un imprenditore avrebbe consegnato somme di denaro agli elettori per far eleggere un sindaco, chiedendone prova con la foto della scheda elettorale.
“Questo sistema corruttivo – ha detto la procuratrice Grazia Pradella – ha attraversato tutti gli schieramenti politici e ha
costituito un vero e proprio sistema, con ipotesi di corruzione elettorale. Ci sono sindaci eletti perché gli elettori sono
stati pagati, un esempio classico di corruzione diffusa che andava avanti da anni senza che nessuno si fosse posto alcun problema”.
Sono in corso approfondimenti, che potrebbero interessare anche le elezioni regionali del 2020, con riferimento alle
preferenze per l’elezione dei consiglieri.

(FONTE: AGENZIA DIRE E ANSA)

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