Affidi Bibbiano: l’orrore elevato a sistema
Le motivazioni della sentenza Foti, condannato a 4 anni
“Grandi sofferenze con la macchina dei ricordi
ma da lui nessun segno di pentimento”

10/2/2022 – “Si può senz’altro ritenere dimostrato” sulla base degli atti e dell’udienza preliminare che “le investigazioni, meticolosamente svolte dai carabinieri” abbiano permesso di “disvelare una complessa, continuativa e insistita attività illecita legata al delicato tema degli affidi di minorenni, di competenza dell’Unione Comuni Val d’Enza”. Attività delittuose “svolte anche in forma concorsuale, da parte di alcuni degli imputati”. Lo scrive il Gup di Reggio Emilia Dario De Luca motivando la sentenza di ‘Angeli e Demoni’, con la condanna a 4 anni in abbreviato dello psicoterapeuta Claudio Foti, mentre 17 persone sono rinviate a giudizio.

Claudio Foti in tribunale a Reggio Emilia

Lo psicoterapeuta Claudio Foti “non solo non ha mai mostrato segni di resipiscenza, ma ha
costantemente tenuto un comportamento processuale ampiamente censurabile”. Lo scrive De Luca motivando la mancata concessione delle attenuanti generiche all’imputato, condannato a quattro anni per abuso d’ufficio e lesioni dolose gravi. In particolare il giudice segnala quando l’imputato tentò di ingannarlo producendo il video di una seduta di psicoterapia “verosimilmente di novembre 2016, spacciandola per una di aprile 2016”.
La scorretta collocazione temporale sarebbe stata volta a accreditare, “con tale deprecabile espediente” la tesi difensiva secondo cui una minorenne “autonomamente e a prescindere dall’intervento dello psicoterapeuta già vedeva il padre come una figura abusante”.

Inoltre l’utilizzo “improprio” della Emdr, la cosiddetta macchina dei ricordi e con il progredire della terapia non solo si instillò in una minorenne “il ricordo dell’abuso, ma anche il dubbio che a perpetrare tale violenza potesse essere il padre”.

Si generarono, così, in lei una “grandissima sofferenza e un fortissimo disagio” tali da condurla, nel 2018, “completamente fuori controllo”. Questa la ricostruzione del Gup De Luca nel dichiarare la responsabilità dello psicoterapeuta Claudio Foti per il reato di lesioni volontarie gravi ai danni della minore.
“Quello che poteva e doveva essere un aiuto e una cura”, cioè la terapia “si è rivelato invece causa di ulteriore sofferenza”.

Una delle prime manifestazioni a Bibbiano

Secondo il giudice “è innegabile che (Foti) sia riuscito a alterare lo stato psicologico della minore convincendola della malignità del padre” e questa condotta, reiterata nel tempo, ha provocato in lei disturbo di personalità borderline e disturbo depressivo con ansia, accertati dal consulente tecnico del pm. A fronte “dei numerosi
eventi sfavorevoli che hanno segnato la crescita” della ragazzina “la psicoterapia, che avrebbe potuto e dovuto trattare questi eventi si è invece esclusivamente concentrata sull’emersione del tema dell’abuso, andando da un
lato a generare la grandissima sofferenza interiore legata alle rivelazioni indotte sul padre e dall’altro a far progredire il disagio della ragazza relativamente a tutti gli altri eventi non trattati dalla psicoterapia”.
Foti va invece assolto dalla frode processuale perché “non vi sono elementi dai quali poter ricavare con certezza il suo intento consapevolmente ingannatorio” del ctu e del giudice minorile.

“UN INGIUSTO VANTAGGIO PATRIMONIALE”
Quando alla contestazione di abuso di ufficio, il Gup è giunto alla conclusione che il servizio di psicoterapia venne
affidato “di fatto” dall’Unione Comuni Val d’Enza alla Sie srl/Hansel & Gretel, facente capo a Claudio Foti, “in spregio alle specifiche regole di condotta contenuta nelle normative in materia”.

Senza dubbio, per il giudice di Reggio Emilia, Foti, concorrente esterno del reato, partecipò attivamente alla realizzazione di questo affidamento che gli ha consentito di “procurarsi un ingiusto vantaggio patrimoniale”. Un reato di cui risponde, in concorso, anche il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, all’epoca delegato ai servizi sociali dell’Unione Val d’enza, rinviato a giudizio.

Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti


Il vantaggio per Foti è consistito, riassume il gup, nella percezione indebita di denaro pubblico, fatturando il prezzo di 135 euro per ogni seduta oltre che nell’utilizzo dei locali de ‘La Cura‘ (struttura pubblica) senza averne titolo, locali ai quali invece gli psicoterapeuti della Onlus Hansel e Gretel avevano libero e incondizionato accesso. Il giudice descrive anche il “cervellotico, certamente inusuale”, sistema attraverso cui veniva retribuita la psicoterapia, cioé con fatture per le sedute emesse nei confronti delle famiglie affidatarie, che pagavano alla Sie srl il corrispettivo indicato, ricevendo poi dal servizio sociale un contributo mensile maggiorato del costo sostenuto per la terapia. Per il giudice Foti era “certamente e pienamente consapevole dell’illegittimità del servizio di psicoterapia”, dei prezzi praticati per ogni seduta e “della stranezza del meccanismo ideato per i pagamenti”. (FONTE: ANSA)

FIORINI: ABBATTUTO IL MURO DI IPOCRISIA DELLA SINISTRA

“Quello che da tempo denunciavamo, è stato confermato oggi dal Gup che ha motivato la sussistenza dell’abuso di ufficio contestato allo psicoterapeuta Claudio Foti, imputato nel processo ‘Angeli e demoni’. Atti commessi con consapevolezza e premeditazione.

Benedetta Fiorini

La notizia di oggi non riscatterà sicuramente anni e anni di sofferenze inflitte ai bambini e alle loro famiglie, ma abbatte finalmente quel muro di ipocrisia perpetuato per anni da una certa sinistra. Ora che il castello di menzogne è crollato, auspichiamo una presa di posizione da parte di coloro che hanno negato tali abusi o sono addirittura rimasti in silenzio amplificando le ferite psicologiche di poveri innocenti. La tutela dei bambini viene, per noi, prima di tutto.” Così la deputata della Lega Benedetta Fiorini.

Facci (Lega): “Un sistema malato, dove ideologia politica ha avuto ruolo preminente”

“Le motivazioni del Gup di Reggio Emilia, Dario De Luca, inerenti alla sentenza del processo “Angeli e Demoni”, parlano chiaro: esisteva un sistema, malato sul quale fortunatamente si sta facendo finalmente chiarezza. Un sistema che si reggeva sul ruolo concorrente di più persone e dove la politica, intesa nella sua accezione più ampia come componente ideologica, ha svolto un ruolo preminente se non assoluto”. Così il consigliere regionale della Lega, Michele Facci, a margine della sentenza di condanna a 4 anni in abbreviato dello psicoterapeuta Claudio Foti. “Acclarata l’esistenza di questo “sistema degli orrori”, occorre attivarsi affinché non ci siano più “altre Bibbiano”, che chi ha sbagliato paghi. In gioco ci sono la tutela dei bambini, delle famiglie, cui è stata rubata per sempre la serenità” conclude Facci.

CAVANDOLI (PRESIDENTE COMMISSIONE D’INCHIESTA) : UN SISTEMA BIBBIANO BEN OLTRE BIBBIANO

“Servizi affidati in spregio alle regole di condotta”, sistema di pagamenti “cervellotico “, “percezione indebita di denaro pubblico”, “ingiusto vantaggio patrimoniale”: queste le motivazioni con cui il Gup di Reggio Emilia ha motivato la sentenza di condanna a 4 anni con rito abbreviato per abuso d’ufficio a Claudio Foti nella vicenda di Bibbiano e che sembrano confermare non solo la condotta scorretta dello psicoterapeuta, ma anche i contorni di un vero e proprio ‘sistema’ poco chiaro tra l’Unione Comuni Val d’Enza e l’associazione Hansel & Gretel di Foti.

Ferma restando la presunzione d’innocenza fino all’ultimo grado di giudizio per tutti gli imputati, le parole del giudice sono molto pesanti.

Il lavoro della Commissione che presiedo in questi mesi ha evidenziato l’esistenza di un “Sistema Bibbiano” ben oltre i confini di Bibbiano. Per questo sono urgenti il censimento puntuale di tutti i minori fuori famiglia e di tutte le strutture che li ospitano, oltre a controlli capillari sul territorio. Lo ha dichiarato Laura Cavandoli, deputata della Lega, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori

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4 risposte a Affidi Bibbiano: l’orrore elevato a sistema
Le motivazioni della sentenza Foti, condannato a 4 anni
“Grandi sofferenze con la macchina dei ricordi
ma da lui nessun segno di pentimento”

  1. L'Eretico Rispondi

    10/02/2022 alle 21:09

    Temo che dovrò costituirmi contro questi mostri in sede legale. Foti prendeva i soldi, l’Anghinolfi soddisfaceva la sua teoria della famiglia diversa, ovvero affidare bambini a coppie LGBT e il povero Carletti pensava di essere un politico all’avanguardia perchè nella sua area venivano fatte queste cose “nuove” (!).

    Mentre scrivo ho rabbia.

    Loro mi fanno schifo ma ancora di più quelli del PD che difendono ancora questa situazione insostenibile. Nota bene che io voto PD.
    Squallidi anche quelli sfruttano politicamente questa vicenda.

    C’è solo da vergognarsi!

    • 1 più 1 Rispondi

      11/02/2022 alle 08:22

      C’è anche da vergognarsi di votare PD (e non solo per questo)…mi pare consequenziale.

      • L'Eretico Rispondi

        11/02/2022 alle 18:44

        Genio, per quale partito non puoi vergognarti di votare, genio?

        • The other woman Rispondi

          12/02/2022 alle 10:24

          Lei mi ricorda Tafazzi.
          Io? Voto Antonio. Antonio La Trippa.
          Praticamente un antesignano del PD…

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