Un milione rubato a due fratelli anziani
Indagati direttore di banca, sua moglie e sei complici
Sequestrata villa nel modenese

14/1/2022 – Due fratelli anziani derubati negli anni di oltre un milione di euro, società cartiere del giro della ndrangheta, un direttore di banca del modenese e sua moglie indagati per autoriciclaggio (ritenuti artefici e beneficiari della truffa ai danni degli anziani) e ai quali è stata sequestrata una villa per un valore di oltre 700 mila euro: i coniugi erano già coinvolti nell’operazione Perseverance del marzo 2021, accusati dalla Dda di Bologia di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Inoltre sei indagati dalla Procura reggiana per aver riciclato il denaro attraverso le loro “cartiere”. E infine il tentativo, fortunatamente bloccato in tempo dalla Polizia, di un’aggressione su commissione ai danni della badante dei due anziani.

Questo il quadro, probabilmente non ancora definitivo di un’inchiesta giudiziaria messa in moto dalle indagini della Squadra Mobile di Reggio Emilia.

L’INCHIESTA

In data 13.1.2022 la Polizia di Stato ha dato esecuzione al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Procura della Repubblica, del presunto profitto provento del reato di autoriciclaggio commesso da due coniugi modenesi emersi nell’ambito dell’operazione contro la ‘ndrangheta denominata Perseverance.

Le attività investigative della Squadra Mobile su Salvatore Muto cl. 1985 – fratello di Luigi e Antonio Muto, entrambi condannati nel processo Aemilia per associazione a delinquere di stampo mafioso – “avevano consentito di registrare la richiesta, formulata da due insospettabili coniugi modenesi, finalizzata a cagionare lesioni gravi alla badante di alcuni facoltosi fratelli residenti nel modenese”.

L’immediato intrervento della Polizia di Stato, con perquisizione e verbalizzazione, aveva indotto i due coniugi a revocare l’incarico.

L’operazione Perseverance, nel marzo 2021, portava alla esecuzione di 7 misure cautelari carcerarie emesse dal GIP distrettuale, su richiesta della DDA, a carico, anche, degli stessi coniugi modenesi in ordine al reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La successiva analisi dei conti correnti e dei flussi di denaro, poi, permetteva alla Squadra Mobile reggiana di ricostruire, nel dettaglio, la sistematica spoliazione dei beni a danno degli anziani fratelli modenesi; attraverso la creazione di conti correnti fittiziamente intestatati ai fratelli e numerosi bonifici successivi a favore di società “cartiere. Nell’arco di pochi anni li fratelli erano stati derubati di oltre un milione di uero. L’accreditamento dei bonifici avveniva, anche, attraverso “cartiere” già emerse nell’ambito dell’operazione Billions coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia.

Sulla scorta della ricostruzione contabile, il Gip del Tribunale ha riconosciuto l’esistenza, a carico dei due coniugi, di cui uno direttore dell’istituto bancario ove gli anziani fratelli avevano depositato le proprie liquidità, di un quadro indiziario in ordine al reato di autoriciclaggio.

La coppia – precisa la Questura – è indagata per avere fatto transitare sulle società “cartiere” (che poi monetizzavano il denaro attraverso prelievi bancomat) il provento del reato originario di distrazione delle liquidità degli anziani coniugi. Il Gip, alla luce di quanto emerso dalle indagini, ha disposto il sequestro, diretto e per equivalente, del presunto profitto del reato quantificato in 717 mila 214,36 euro .

La Squadra Mobile, accertata la mancanza di liquidita sufficiente nei conti correnti intestati ai coniugi, procedeva quindi al sequestro di una villa, ubicata nel modenese, e di alcuni terreni di loro proprietà.

Contestualmente al sequestro, poi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ulteriori sei decreti di perqusizione emessi dalla Procura Reggiana a carico di altrettanti soggetti sottoposti ad indagine per avere riciclato, attraverso le proprie società “cartiere”, il denaro distratto agli anziani coniugi.

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