SAMAN
Lo zio Danish nega tutto: “Non l’ho uccisa io”
“Mi hanno incastrato per un terreno in Pakistan”

24/1/2022 – “Non ho ucciso mia nipote Saman. Mi hanno incastrato”. Ha negato ogni responsabilità , come aveva già fatto davanti alla Corte d’Assise di Parigi, il pakistano Danish Hasnain, indagato dalla Procura di Reggio Emilia come autore materiale dell’omicidio di Saman Abbas, la ragazza pakistana di 18 anni scomparsa a Novellara la notte del 1° Maggio scorso (con i genitori subito fuggiti in Pakistan) e i cui resti non sono stati ancora trovati.

Arrestato il 22 settembre nella regione di Parigi e consegnato all’Italia solo il 20 gennaio, dunque lo zio di Saman, vero capo del clan Abbas, ha negato ogni coinvolgimento con la sparizione della nipote. Anzi, ha sostenuto di essere stato incastrato per ragioni economiche. Lo ha dichiarato al gip Luca Ramponi nel corso di un interrogatorio di due ore e mezza, in collegamento video dal carcere col Tribunale di Reggio Emilia, presenti il pm Laura Galli, il maggiore Maurizio Pallante, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Reggio Emilia, e l’avvocato difensore Lalla Gherpelli del foro reggiano.

“Hasnain si dichiara all’oscuro di cosa possa essere accaduto a Saman – ha detto l’avvocata Gherpelli al termine dell’interrogatorio – Proprio in considerazione degli ottimi e affettuosi rapporti che aveva con la nipote, ha ritenuto plausibile che si fosse allontanata volontariamente”. E questa – ha aggiunto – “è la versione che ha ricevuto dal fratello Shabbar”, cioé dal padre di Saman Abbas “e dal nipote”, vale a dire fratello minorenne di lei, che tuttavia è il suo principale accusatore e attualmente si trova in una struttura protetta.

Hasnain – continua Gherpelli – “tiene molto a proclamare la propria innocenza attraverso la stampa e i media”. E inoltre, pur senza voler accusare nessuno, “ventila la possibilità” che il fratello di Saman abbia espresso le accuse a suo carico “spaventato e condizionato dal padre Shabbar, anche in considerazione di un potenziale vantaggio di natura economica che deriverebbe dalla sua condanna. In Pakistan, infatti, i due fratelli sono comproprietari di un terreno e qualora lui fosse condannato spetterebbe di diritto a Shabbar”.

Anche per questo l’indagato “ha chiesto aiuto al pm perché appuri, indaghi, chiarisca“. Hasnain, insomma, vrebbe risposto a tutte le domande, “con coerenza e tranquillità, senza che mai la sua voce fosse turbata”. Anche a quella relativa al video che lo ritrae con pala e piede di porco insieme a due cugini, il 29 aprile, quando secondo gli investigatori andarono a scavare la fossa a Saman: “Ha detto che andarono a fare lavori nell’orto”. Con lui sono accusato di omcidio in concorso i genitori di Saman, latitanti in Pakistan, e i due cugini della ragazzina, uno dei qualiarrestato mesi fain FRancia e anche lui nel carcere della pulce.

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Una risposta a 1

  1. L'Eretico Rispondi

    25/01/2022 alle 12:30

    Hasnain, una domanda, perchè sei scappato?

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