No alla benedizione delle unioni gay: ecco perchè la lobby Lgbt l’ha giurata a mons. Morandi
E nel giorno del nuovo vescovo Sala del Tricolore vota l’alias ai transgender

DI PIERLUIGI GHIGGINI

11/1/2021 – La maggioranza politica che governa Reggio Emilia ha voluto dare a modo suo il benvenuto al nuovo vescovo eletto, monsignor Giacomo Morandi. Ieri nel giorno in cui il vescovo Camisasca ha annunciato ufficialmente il nome del suo successore, e lo stesso Morandi ha inviato da Roma la sua prima lettera ai reggiani, il Consiglio comunale sul far della sera ha approvato una mozione per imporre gli abbonamenti con alias (vale a dire con nome di elezione, cioè con nome falso) sui Bus Seta per le persone transgender che anagraficamente non hanno ancora ottenuto il cambiamento del nome, o che magari decidono per intima convinzione di mutare identità sessuale da un giorno all’altro.

La mozione porta la firma dei consiglieri Montanari, Cantergiani (capogruppo Pd) Mahmoud, Pedrazzoli, Piacentini, Ghidoni, Perri, Braghiroli, Ferretti, Burani, Claudia Dana Aguzzoli, Giuliano Ferrari, Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli.

Il documento è stato approvato con 21 volti favorevoli di Pd, Immagina Reggio, Reggi è, M5S, Coalizione Civica, e 8 contrari (Lega, Forza Italia, Alleanza Civica e Fratelli d’Italia).

In sostanza, la città che prima in Italia ha istituito i bagni transgender per volontà del sindaco vecchi (il primo sindaco a celebrare un’unione civile gay), e ha eliminato le differenze di sesso dal diurno pubblico di via della Croce Bianca, ora sotto la spinta insistente della lobby Lgbt si allinea alla decisione assunta dall’azienda trasporti di Ravenna, con il plauso commosso della vicepresidente della Regione Schlein. Guai a restare dietro a romagnoli…

La domanda a questo punto sorge spontanea: perché questa decisione, oltre che contro la legge, piaccia o no, suona anche come “benvenuto” in salsa Lgbt al nuovo vescovo?

Perchè monsignor Morandi, autorevole teologo e biblista, e sino a ieri Segretario della Congregazione per la dottrina della Fede, ha stilato lo scorso anno un responso dottrinale (Responsum ad dubium) che nega la benedizione ecclesiastica alle coppie gay.

Il vescovo eletto di Reggio Giacomo Morandi

Ecco il passaggio chiave: “Non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso (…) non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia“.

Un Responsum limpido e saldamente motivato dal punto di vista dottrinale, pubblicato con l’assenso di Papa Francesco, e che vale per tutta la Chiesa cattolica.

Tuttavia la lobby Lgbt, che ha a sua volta saldi punti di riferimento dentro la Chiesa stessa, l’ha giurata a monsignor Morandi. Al punto che, secondo voci vaticane probabilmente esagerate, la nomina del biblista modenese alla Diocesi di Reggio-Guastalla, suonerebbe come una rimozione “soft” dal vertice dell’ex Sant’Uffizio, in quanto sgradito a quella parte ecclesiale (soprattutto tedesca e del mondo anglosassone) più vicina al mondo gay, lesbo, bisex, trangender e assimilati. .

Ecco perché a qualcuno non è sfuggita la singolare coincidenza tra il voto di ieri sera in sala Tricolore sull’alias per transgender, e l’annuncio con campane a festa del nuovo vescovo.

Già monsignor Camisasca fu gratificato, a suo tempo, dell’epiteto di “odiatore” (per il quale il gruppo Pd su costretto a scuse pubbliche). Ora toccherà a monsignor Morandi guardarsi bene alle spalle. Sempre, è ovvio, senza perdere il sorriso e la fiducia in tempi migliori. Che di certo non mancheranno.

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3 risposte a No alla benedizione delle unioni gay: ecco perchè la lobby Lgbt l’ha giurata a mons. Morandi
E nel giorno del nuovo vescovo Sala del Tricolore vota l’alias ai transgender

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    11/01/2022 alle 14:51

    Questo è il provvedimento che va incontro alle “priorità” delle famiglie reggiane, dopo i recenti bagni “inclusivi”, nel contempo è anche un segnale evidente di “benvenuto” al nuovo Vescovo…

  2. gio Rispondi

    11/01/2022 alle 16:28

    Caro Ivaldo, per fortuna libera Chiesa in libero Stato è un principio che risale a 200 anni fa.

  3. L'Eretico Rispondi

    11/01/2022 alle 18:47

    La mozione è una cagata.
    Il tempismo è forse frutto di una casualità, non credo lo abbiano fatto apposta. Non strumentalizziamo questa cosa.

    Mi soffermo sulla sostanza. Non ne abbiamo avuto abbastanza con la vicenda degli affidi alle coppie lesbo? Insistiamo? Con tutti i problemi che abbiamo, il consiglio comunale si occupa di queste cose?

    Non sono razzista e neppure contro le coppie di fatto. Lo sono nel momento in cui queste situazioni vanno ad invadere la libertà altrui, imponendo regolamenti, leggi e norme al servizio di pochi e a scapito di molti.

    Non potete rompere di continuo con le vicende LGBT. Lasciateci stare, non molestateci più.

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