P-R: similari da decadenza
Spunta dichiarazione firmata dai consiglieri: l’affaire Bertinelli non è chiuso
Dead line a 6 mesi di stagionatura: il Consorzio consulta i soci

20/1/2022 -I formaggi con stagionatura superiore a 6 mesi sono da considerarsi comparabili e concorrenti del Parmigiano-Reggiano, di conseguenza la loro produzione, in base agli articoli 25 e 37 dello Statuto, determina la decadenza dal ruolo di amministratore del Consorzio. E’ questo l’orientamento assunto dal consiglio di amministrazionedi via Kennedy nel corso della lunga e a tratti drammatica seduta in cui il presidente Bertinelli è stato “assolto” per aver prodotto un “similare” a pasta dura del Re dei formaggi.

Più che un orientamento, appare comeun compromesso arzigogolato e al ribasso per salvare insieme a Bertinelli (che intanto ha potuto reintegrarsi just-in-time nelle presidenze Coldiretti) anche quasi la metà degli attuali consiglieri impastati di formaggi in qualche modo concorrenti col prodotto, quel celebrato Parmigiano Reggiano di Renatino e Los Amigos, che invece proprioloro dovrebbero tutelare da ogni attacco e da ogni falsificazione piccolao grande che sia.

La lista “segreta” dei consiglieri, produttori di presunti similari

Il cda, conscio della debolezza della propria deliberazione (assunta con un voto contrario di Paolo Benedusi e e due astensioni, tra cui il vicepresidente vicario Cristian Minelli) ha deciso di andare a consultare i soci in una serie di incontri e assemblee zonale, al fine di introdurre nello Statuto la dead line dei sei mesi. Evidente il tentativo di indorare il pillolone amaro di una deliberazione, quella su Bertinelli, che da giorni viene bersagliata di critiche nelle chat dei produttori della filiera Parmigiano-Reggiano.

In realtà la questione non è chiusa: il secondo tempo dell’affaire Bertinelliè ancora da giocare. Ed è il Comitato esecutivo, oggi tornato a riunirsi in via Kennedy, ad occuparsene. Il cda dell’assoluzione, infatti, aveva demandato proprio all’esecutivo l’esame di una corposa documentazione messa sul tavolo dal consigliere Paolo Benedusi, autore di una lettera-quesito, in realtà un atto d’accusa, indirizzata al collegio sindacale e allo stesso esecutivo. E fra questi documenti figura una dichiarazione sull’onore relativa proprio alla produzione di formaggi similari e concorrenti, firmata dai consiglieri (anche da Bertinelli?) all’atto del loro insediamento dopol’elezione.

La dichiarazione firmata dai consiglieri (fac simile)

Il testo è non lascia dubbi: i consiglieri dichiarano di conoscere gli articoli 27 e 37 sulle cause di ineleggibilità e decadenza, e che non sussistono a loro carico cause di ineleggibilità, incompatibilità o decadenza previste dai due articoli dello Statuto. Si obbligano inoltre a informare il consorzio di ogni cambiamento rispetto a tale condizione. A questo punto la domanda sorge spontanea: al momento di firmare quella dichiarazione, Bertinelli aveva già in produzione il suo similare a pasta dura? Questo naturalmente vale anche per i consiglieri i cui nomi compaiono nella famosa lista segreta dei caseifici presunti produttori di similari in zona di tutela, già pubblicata da Reggio Report. Lista che ripetiamo in questo articolo (vedere sopra), se mai qualcuno se la fosse persa.

IL COMUNICATO DEL CONSORZIO

“Nelle ultime settimane si è dibattuto sulla necessità di un’interpretazione chiara dello Statuto del Consorzio del Parmigiano Reggiano, in particolare degli articoli 27 e 37 che riguardano la produzione di formaggi appartenenti alla stessa tipologia merceologica del Parmigiano Reggiano e con questo comparabili e concorrenti da parte degli amministratori del Consorzio. Tali articoli, frutto di una visione lungimirante e unica nel panorama dei consorzi di tutela, sono nati a inizio anni ‘2000 con l’obiettivo di salvaguardare la produzione del Parmigiano Reggiano, impedendo l’ingresso nell’organo di governo del Consorzio di soggetti in palese conflitto di interessi con la DOP. Dopo 20 anni, la situazione di mercato e di produzione nei caseifici è cambiata radicalmente, pertanto il Consiglio di Amministrazione ha deciso di intervenire per definire un’interpretazione delle norme chiara capace di specificarne in modo rigoroso il perimetro di applicazione. Ai sensi degli art. 27 e 37 dello Statuto, il Consiglio ritiene di considerare i formaggi con stagionatura superiore a 6 mesi comparabili e quindi concorrenti al Parmigiano Reggiano. E pertanto è fatto divieto produrre altri formaggi che superino la stagionatura di 6 mesi, pena la decadenza da consigliere. Cogliendo la sensibilità della base, il Consiglio definirà interventi nello statuto e/o disciplinare per applicare quanto prima tale principio a tutti i produttori. E a questo fine, già nel mese di febbraio verranno attivate riunioni, incontri e Assemblee di zona per discuterne con tutti i soci. I consiglieri hanno deciso di sottoporsi da subito al rispetto di questo principio”.

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4 risposte a P-R: similari da decadenza
Spunta dichiarazione firmata dai consiglieri: l’affaire Bertinelli non è chiuso
Dead line a 6 mesi di stagionatura: il Consorzio consulta i soci

  1. L'Eretico Rispondi

    21/01/2022 alle 10:27

    Mi aspetto il prezzo del Parmigiano al pari di quello del Grana. Con questa manovra hanno abbassato il livello del Parmigiano ed alzato quelli degli altri formaggi duri.

    Si è persa l’occasione per dimostrare di essere seri, ligi ai principi della qualità. Sarebbe stata una bella pubblicità, gratuita. Occasione sprecata.

    Bravo Bertinelli, li hai messi nel sacco tutti. Sono critico sul tuo operato ma devo riconoscere che gestisci bene il potere.

    • Poli Fausto Rispondi

      23/01/2022 alle 13:45

      Mi pare che la Sua affermazione faccia acqua da tutte le parti. Il Bertinelli ha sgobbato duro per ritagliarsi la posizione che gli merita. Quando nei consorzi entra la politica, pure le vacche gli tolgono il saluto.

      • Poli Fausto Rispondi

        23/01/2022 alle 13:48

        Mi pare che la Sua affermazione faccia acqua da tutte le parti. Il Bertinelli ha operato per il bene di tutti i soci, ed ha anche organizzato nuovo business nel Suo sito produttivo, (ricettivita.). Addossate la colpa al consigliere politico/i che hanno drogato il consorzio.

        • L'Eretico Rispondi

          24/01/2022 alle 08:45

          Buongiorno,
          vuol far finta di non vedere l’elefante.
          Ha indubbie capacità ma ha esagerato, tipico difetto di chi pensa di essere intoccabile.
          Ha tentato, anche di recente, di trasformare il Consorzio da ente regolatore ad ente commerciale, nonostante lo Statuto vieti questo. Ha poi avuto la brillante idea di commercializzare il Parmigiano non marchiato (questa è la verità). Infine ha abboccato all’esca della Coldiretti che voleva schierare il “Presidente del Consorzio del Parmigiano”, a prescindere dal nome. Sono decenni che la Coldiretti mira ad avere nei suoi organi nazionali il Presidente del Consorzio, per accreditarsi autorevolezza che sta perdendo. Lui ha abboccato.
          In un assise internazionale è l’unico presentabile ma questo non può costituire ostaggio per consentire tutto il resto.
          Saluti.

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