LUCIANO FANTUZZI
UNA VITA A FORZA 9

DI CESARE A. BELLENTANI

22/1/2022 – La parola che mi viene da dire, pensando al primo incontro avuto con Luciano Fantuzzi, è empatia. Questa è nata immediatamente fra di noi, per trasformarsi rapidamente in una vera e propria amicizia. È stato il Rotary a farci conoscere, e la nostra amicizia è andata ben oltre gli incontri rotariani.

Luciano Fantuzzi

Credo che l’aspetto fondamentale che mi ha colpito sia stato ciò che io avevo visto nell’uomo, come instancabile artefice, ancora prima che nell’imprenditore. Vedevo in lui la persona che aveva sempre lottato alla ricerca di nuove sfide e di nuovi traguardi, cosa che ha continuato a fare instancabilmente fino in fondo: questo ha destato la mia immediata ammirazione: non la sua posizione sociale, sicuramente significativa ma transitoria come tutte le vicende umane.

Invece la sua voglia di fare, la sua grandissima passione, quella è rimasta, anche oltre la fine del suo impero.

La stesura del libro che racconta la sua vita, una vita a forza 9, è stata l’occasione per entrare in una confidenza sempre maggiore.

Mi raccontava la sua vita che, accanto a grandissimi successi, alla conoscenza di uomini famosi (basti pensare che in Georgia fu ospite a casa di Eduard Shevardnadze, l’ultimo Ministro degli Esteri dell’Unione Sovietica), ha visto anche enormi dolori, prima fra tutto il vedere morire una figlia di quattro anni travolta da un camion, e, qualche anno dopo, vedere morire la propria moglie improvvisamente davanti alla televisione all’età di 47 anni.

Un altro aspetto che ho sempre ammirato in lui era quello di guardare gli altri esseri umani al suo stesso piano. Poteva parlare con Gianni Agnelli, come quando strinse un contratto per la FIAT per la costruzione dei carrelli, o con il più umile dei suoi manovali, ma il suo atteggiamento era sempre lo stesso: non guardava mai l’altra persona dall’alto al basso o viceversa, ma solo ed esclusivamente a un livello di parità, da essere umano a essere umano. E questo non posso dimenticarlo.

Lui è sempre andato avanti, nonostante tutto e contro tutte le avversità, anche quando la fortuna non gli era più favorevole. Questo ho sempre apprezzato e ammirato in lui. Indimenticabili le partite a burraco con lui, nelle quali, a sua detta, dava il peggio di sé. Giocavo sempre in coppia con lui: ricordo ancora quella volta in cui gli avversari chiusero lasciandomi con due pinelle in mano da pagare. Poco mancò che mi sbranasse vivo, e continuava a rinfacciarmelo nelle partite successive, per gli anni seguenti, con tono minaccioso!

Voglio anche portare un pensiero a Gemma, la donna che ha avuto accanto negli ultimi vent’anni, fino al suo ultimo minuto. Una donna che lo ha sempre accompagnato con un grandissimo amore, facendogli seguire una dieta rigorosa per mantenerlo in salute, e facendo in modo che non gli mancasse nulla, fino in fondo.

Ci eravamo sentiti solo tre o quattro giorni prima, e mi aveva raccontato che ogni giorno era regalato. Credo che Luciano e Gemma siano stati una coppia meravigliosa, e che averla incontrata sia stata una grande fortuna per lui: di questo, come amico, sono felice.

Come sempre il momento di quella che per me non è morte, ma che preferisco chiamare trasformazione, è per chi rimane occasione di grandi riflessioni. La vita di questa persona vulcanica, che ha creato e salvato posti di lavoro (basti pensare alle Reggiane, che al momento della sua acquisizione stavano per fallire), non è sicuramente trascorsa invano. Credo che lascerà alla sua città, Reggio Emilia, un ricordo meraviglioso e spero che questa città possa ricordarsi di lui come merita.

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2 risposte a LUCIANO FANTUZZI
UNA VITA A FORZA 9

  1. fausto poli Rispondi

    22/01/2022 alle 21:44

    Effettivamente, se così e’ come lo dipinge, sicuramente none era della politica, ma semplicemente era un imprenditore che aveva persone per bene al Suo fianco. Inutile ribadire che lo stesso Tanzi purtroppo morto pochi giorni fa, non ebbe gli stessi “alleati” giudizievoli come ebbe Fantuzzi. Il Rotary e’ solo una vetrina, per cercare di raccogleir soldi con cene, una sorta di night in pieno giorno. Che Lei abbia giocato a Burraco, o a golf, o a polo, il Fantuzzi mi e’ sempre apparso uomo delle imprese, e non uomo delle “bande” politiche! Bande pilitche, cioe’ coloro che rimangono irresponsabili, pur sapendo di peccare! Percio’ in territorio Reggiano, non si puo’ far altro che salutare una persona che ha dato da lavorare a tanti, e non si e’ lavato le mani come nei vari casi, Unieco e Coopsette su tutte. Conosco bene alcuni dirigenti, e capisco, quanto a fancazzismo e menefreghismo scellerato, gli stessi dirigenti cooperativistici, darebbero una lezione magistrale, ma gia’ hanno indottrinato i loro adepti fancazziasti pure loro. Le persone buone brave, e oneste, ormai a Reggio Emilia si contano solla punta delle dita. Se l’uomo della Mapei, non avesse comprato lo stadio di Reggio Emilia, fallimentare, sarebbe stato il solito scempio di risorse, mentre, da buon Bergamasco, ha dato il via a importanti persorsi di visibilita’ sul territorio, Reggiano. E si sperava succedesse qualcosa pure nell’ente fiere, mentre e’ imploso tutto… Allora, il Rotary, per me, e’ da non tenere in considerazione, anche se ancestrali idee di ricchezza e potenza porta a considerare la sala degli specchi del teatro Municipale o l’Hotel Posta, un luogo per eletti, invece sono solo perduti leccaculo di gente, come il Fantuzzi, che ha sgobbato come un cretino, e per consolazione veniva sistematicamente invitato al circolo dei Canali, al Rotary all’equitazione, pieno di fancazzisti viziati. Anche Berlusconi lo incenseranno così, quando non cis ara’ piu’, ma cazzo, quante ne ha dovute passare! Mentre gli alleati gli preparavano il servizio ! Ora poi si e’ tirato indietro, e ha mandato a cagare tutti, lasciandoli col cerino spento in mano. Tornando al Fantuzzi, e alla Sue famosa bandiera con la F, inutile ribadire che per me ci sarebbe da tenere lo stampo di cert persone. Che riposi in pace. Passo e chiudo!

  2. Poli Fausto Rispondi

    22/01/2022 alle 21:51

    Sarebbe stato meglio ci fosse andato Lui, o qualcuno dell’imprenditoria, a guidare i fancazzisti parlamentari. Che riposi in pace.

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