FESTIVAL VERDI
Il Regio di Parma ridotto a Cenerentola
Così la politica prende a schiaffi orchestra, coro e città

DI CORRADO GUERRA

31/1/2022 – C’ è poco da esultare: l’orgoglio parmigiano, per dirla con l’Otello, sepolto è già nel mare della politica, colonizzato dai nuovi invasori. Il Teatro del Maggio di Firenze e il Teatro Comunale di Bologna si preparano a fare la parte del leone nella prossima edizione del Festival Verdi, relegando i complessi artistici del teatro Regio di Parma, orchestra e coro, a poco più di un ruolo di comparsa.

Il cartellone 2022 del Festival Verdi, tra settembre e ottobre prossimi, sarà presentato il 7 febbraio, ma i giochi sono fatti: l’apertura sarà appaltata al Comune di Bologna che allestirà con il suo personale al Regio di Parma La Forza del Destino di Verdi; da Firenze, diretto da Daniele Gatti, arriverà poi il complesso del Teatro del Maggio che eseguirà i Quattro Pezzi Sacri sempre di Verdi; ai complessi artistici del Regio di Parma, finora protagonisti indiscussi delle produzioni realizzate per il festival e per questo più volte premiati a livello nazionale, il programma di quest’anno riserva solo un Simon Boccanegra in versione originale, quindi per palati fini o nicchia di spettatori che dir si voglia, ma nemmeno in apertura di rassegna.

Uno smacco per la città di Parma, che di Verdi finora si è vantata di essere l’unica depositaria di una originale, autentica vena interpretativa perché custode dei luoghi e delle atmosfere di Verdi: la scommessa, iniziata 22 anni fa, di dedicare a Verdi un festival stava proprio nella difesa a oltranza di una esclusiva genuinità esecutiva, dal momento che in realtà Verdi viene eseguito ovunque e comunque in tutto il mondo.

Quest’anno, a casa Verdi, saranno di scena altri, prestigiosi complessi artistici relegando chi, in questi anni, ha tenuta alta la bandiera del maestro di Busseto, a un ruolo marginale. Il “sacco” di Parma è stato deciso a tavolino con il complice, assordante silenzio della Regione, in questi ultimi mesi, favorendo un’operazione che presenta un conto salato: posti di lavoro destinati inesorabilmente a saltare e un patrimonio artistico che andrà disperdendosi. Un progetto, per di più, a lungo termine, se è vero come è vero che il coinvolgimento delle maestranze del Regio per gli anni a venire sono, al momento, sempre più marginali.

L’orchestra e il coro del Teatro Regio di Parma

Nessuno, a dire il vero, che abbia mosso un dito quando, sottotraccia, questo progetto di svuotamento del Teatro Regio di Parma, stava prendendo corpo. Fu proprio il sovrintendente del Comunale di Bologna, Fulvio Macciardi, a lanciare l’idea di un “sovrateatro” dell’Emilia Romagna nel corso di un’udienza alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nell’ottobre scorso. Non era una “provocazione” quella di una fondazione lirico-sinfonica che unisse i complessi artistici di Bologna e Parma, dove però Parma finiva per essere il vaso di coccio di tutta l’operazione. E nonostante il sindaco di Parma Federico Pizzarotti in consiglio comunale si sia poi precipitato a dichiarare che “non c’è accordo per un’ unione tra il Comunale di Bologna e il Regio di Parma, sono considerazioni da bar”, era già tutto fatto, tutto vero. In regìa, molto attenta ad operazioni di marketing più che a salvaguardare la qualità di una struttura teatrale da fuoriclasse nonostante il teatro Regio di Parma non sia un ente stabile, la sua direttrice, Anna Maria Meo, che in questi mesi ha tirato le fila di tutto travolgendo quel comune sentire che unisce il teatro, la città e i suoi preziosi sponsor. In vista della presentazione del nuovo cartellone del Festival Verdi si annunciano mobilitazioni del personale artistico del Regio. Sul tavolo, in calce a una toccante lettera, c’è l’annuncio delle dimissioni del Maestro del coro del teatro, Martino Faggiani, per protesta contro l’impoverimento artistico del progetto.

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6 risposte a FESTIVAL VERDI
Il Regio di Parma ridotto a Cenerentola
Così la politica prende a schiaffi orchestra, coro e città

  1. ROBERTO ZAFFONATO Rispondi

    01/02/2022 alle 16:41

    Da amante del bel canto non posso che esprimere la mia solidarietà a tutti voi!

  2. Rosa lodi Rispondi

    01/02/2022 alle 16:56

    È una cosa indegna
    Questa signora con la complicità del sindaco ha distrutto in poco tempo il lavoro di anni.
    E Bologna che ha sempre osteggiato parma ora fa la parte del leone.
    Rosa lodi

  3. Amneris Rispondi

    02/02/2022 alle 15:05

    È una vergogna e tutti i parmigiani dovrebbero insorgere!

  4. Ilaria guidi Rispondi

    03/02/2022 alle 14:42

    Ma come e’ che i vittafini di Psrma lo hanno permesso??

  5. Camilla Rispondi

    03/02/2022 alle 20:37

    Si resta molto amareggiati leggendo l’articolo. La difesa della prestigiosa tradizione del Teatro Regio di Parma, del Coro e dell’Orchestra, che con la loro eccellenza ci regalano sempre forti emozioni, deve essere prioritaria rispetto a qualsiasi altro obiettivo.

  6. Camilla Rispondi

    03/02/2022 alle 20:46

    Si resta amareggiati leggendo l’articolo. La difesa della prestigiosa tradizione del Teatro Regio di Parma, del Coro e dell’Orchestra, che con la loro eccellenza ci regalano sempre forti emozioni, deve essere prioritaria rispetto a qualsiasi altro obiettivo.

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