E’ MORTO CALISTO TANZI
Fondò l’impero Parmalat, e lo affondò in un crac da 14 miliardi

1/1/2021 – È morto a 83 anni Calisto Tanzi, fra i principali e più potenti imprenditori italiani della seconda metà del Novecento, fondatore e distruttore dell’ impero Parmalat di Collecchio, che arrivò ad avere 130 stabilimenti in tutta Italia, impero travolto nel 2003 dal più grande crac industriale della storia europea. E’ spirato all’ospedale Maggiore di Parma, dov’era ricoverato da metà dicembre per una grave infezione polmonare non Covid.

Calisto Tanzi

Calisto Tanzi era nato a Collecchio – la cittadina a due passi da Parma dove costruì il suo impero – il 17 novembre 1938. Diplomato in ragioneria, interruppe gli studi alla morte del padre per sostituirlo nella direzione di una piccola azienda familiare di salumi e conserve. Cavaliere del lavoro nel 1984 (poi ‘declassato’ da Napolitano), investì nella sua città risorse ingenti per sponsorizzazioni e restauri.

Aveva appena 22 anni quando fondò nel 1961 la sua impresa del latte prendendo la vecchia azienda del nonno, a conduzione familiare, e trasformandola in una multinazionale con oltre 130 stabilimenti in tutto il mondo. Tanzi aveva di fatto inventato il latte a lunga conservazione, ma l’ambizione lo portò ad allargarsi dal settore alimentare (non solo latte ma conserve, merendine, yogurt) al turismo, alla tv, e sino al calcio. Proprio negli anni Ottanta l’acquisto del Parma Calcio,che nella sua gestione conquistò i suoi più grandi successi, tra cui la Coppa delle Coppe del 1993.

Negli anni Novanta la Borsa, poi le acquisizioni, il ricorso al mercato dei titoli e infine il crac. Parmalat, secondo la definizione degli inquirenti, era diventata “la più grande fabbrica di debiti della storia del capitalismo europeo“.

Dagli anni del boom economico l’impresa di Calisto Tanzi crebbe vertiginosamente: dall’Australia al Sudafrica, dal Portogallo alla Colombia, dal Canada alla Romania. Nel 1973 il giro d’affari era pari a 20 miliardi di lire, ma dieci anni dopo, nel 1983 erano ben 550 miliardi.

Noti i legami a doppio filo anche con il mondo della politica e della finanza, soprattutto nell’ambiente cattolico.

Negli anni Novanta arriva la quotazione in Borsa che di fatto riesce a occultare le prime difficoltà industriali e finanziarie, ma permette anche una impressionante campagna di acquisizioni con un massiccio ricorso al credito e ai collocamenti obbligazionari che hanno coinvolto, e in molti casi ridotto sul lastrico, migliaia di piccoli risparmiatori. Nella galassia di Calisto Tanzi girano una serie di società, come Parmatour, Parma Calcio, Odeon Tv, e quando mancano i soldi è la cassa di Parmalat a sborsare liquidi.

Le difficoltà maggiori per Tanzi cominciano nel 1999 quando acquisisce Eurolat dal gruppo Cirio di Sergio Cragnotti per un prezzo esorbitante, oltre 700 miliardi di lire, per consentire a Cragnotti di rientrare dei debiti con la Banca di Roma di Cesare Geronzi. Uno schema che, secondo gli inquirenti, si ripete anche quando nel 2002 Tanzi decide di comprare le acque minerali da Giuseppe Ciarrapico, anche lui indebitato con Banca di Roma. Si pagano debiti contraendo altri debiti e nel 2003 Tanzi chiama al capezzale di Parmalat Enrico Bondi con lo scopo di risanare il gruppo, ma il super-consulente subito si rende conto che Parmalat non potrà fare fronte al bond di 150 milioni di euro in scadenza di lì a poco. Le notizie sul crac e della sistematica falsificazione dei bilanci (poi denunciata e spiegata da Fausto Tonna) diventano sempre più drammatiche nell’autunno 2003, tanto che a Parma – che per Tanzi nutre un’autentica venerazione – non si riesce a credere alle dimensioni epocali del disastro: per settimane la Gazzetta di Parma confina il crac a pagina 40.

Il 27 dicembre dello stesso anno Tanzi viene arrestato e comincia così, dopo l’avventura economica, anche la vicenda giudiziaria, accompagnata dall’ingresso del gruppo Parmalat in regime di amministrazione straordinaria in base alla legge Prodi (con lo stesso Enrico Bondi commissario). A dicembre 2010 la condanna per Tanzi a 18 anni di reclusione per un crac da 14 miliardi di euro.

Be Sociable, Share!

3 risposte a E’ MORTO CALISTO TANZI
Fondò l’impero Parmalat, e lo affondò in un crac da 14 miliardi

  1. Massa Rispondi

    02/01/2022 alle 08:54

    A moltissimi non mancherà…anche ai reggianotti..

  2. A tema Rispondi

    02/01/2022 alle 13:53

    Manchera’ ai dirigenti di calcio.

  3. L'Eretico Rispondi

    02/01/2022 alle 18:21

    A Parma la Parmalat e a Reggio Emilia i geni delle cooperative di costruzione.
    Almeno a Parma hanno salvato la Cassa di Risparmio con l’operazione Credit Agricole, a Reggio Emilia neppure quella.

    Lo scettro aspetta comunque a Parma. Il buco della sola Parmalat è un multiplo delle cooperative di Reggio + Cassa di Risparmio.

    E’ un peccato aver chiuso le miniere. Potremmo avere manodopera in abbondanza a costo zero.

    Sempre Buon Anno!

Rispondi a L'Eretico Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.