Casi di pedofilia, accuse a Ratzinger Camisasca durissimo: una manovra da settori liberal della Chiesa
“Nessuno ha fatto quanto lui contro lo scandalo, e Papa Francesco continua sulla sua linea”

23/1/2022 – La tragedia pedofilia nella Chiesa tedesca: le accuse di sottovalutazione rivolte al papa Emerito Joseph Ratzinger, per alcuni casi avvenuti quando era arcivescovo della diocesi bavarese, hanno fatto insorgere Massimo Camisasca, da alcuni giorni amministratore apostolico della Diocesi di Reggio Emilia in attesa dell’ingresso del nuovo vescovo Giacomo Morandi: “E’ una manovra contro Ratzinger e viene da dentro la Chiesa – ha dichiarato il vescovo scrittore, autore della storia di Comunione e Liberazione e per 10 anni vescovo di Reggio, in una intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera – La Chiesa ha preso coscienza dell’estensione numerica di questi delitti sempre più ampiamente, durante gli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II. E fu proprio il cardinal Ratzinger a evidenziarne per primo la gravità — solo tra i leader mondiali, politici e culturali — e a prendere provvedimenti”. Fece grande impressione, del resto, la dura sferzata con la “sporcizia” nella Chiesa dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, vivente papa Wojtyla, durante la via Crucis al Colosseo.

Aldo Cazzullo e il vescovo Camisasca

“Divenuto Papa Benedetto XVI – ricorda Camisasca nell’intervista – Ratzinger compì atti di grande determinazione: la lettera durissima nei confronti della Chiesa irlandese, la richiesta di penitenza e conversione, l’aperta solidarietà verso le vittime. Inasprì le pene e diede alla Congregazione della Fede poteri inquirenti, nuovi ed ampi. Nessuno ha fatto come lui, prima di lui. Papa Francesco ha continuato questa linea con numerosi interventi e mostrando la sua vicinanza alle vittime, chiedendo alle Chiese locali di dotarsi di una commissione diocesana di ascolto delle vittime e di formazione degli educatori”.

In definitiva, afferma il prelato, “nessun organismo mondiale ha fatto quanto sta facendo la Chiesa cattolica. È una coscienza nuova che si è imposta lungo i decenni. Non solo la Chiesa, anche la società civile deve compiere un lungo cammino. Gli abusi avvengono soprattutto nelle famiglie, nel mondo dello sport e dell’associazionismo giovanile“.

Il Papa emerito Joseph Ratzinger e Papa Francesco

E allora perché questo accanimento contro Ratzinger per fatti avvenuti 40 anni fa? “L’unica ragione mi sembra l’insofferenza dei settori liberal della Chiesa e della società” risponde. Vale a dire coloro che si rispecchiano nelle derive del sinodo tedesco. Coloro che non hanno mai accettato il pontificato di Benedetto XVI, la sua umiltà, la sua chiarezza, la sua teologia profondamente aperta e nello stesso tempo radicata nella tradizione, l’acutezza della sua lettura del presente, la sua battaglia contro la riduzione della ragione, la sottolineatura del valore sociale della fede, l’apertura del diritto a un fondamento etico e veritativo”.

Chiede Cazzullo: qual è il ruolo di papa Francesco in tutto questo?. Camisasca risponde: “Assolutamente nessuno. Non c’è nessuna trama di papa Francesco contro Benedetto. Francesco ha una profonda stima e affetto per il suo predecessore”.

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