Bufera sul Consorzio Parmigiano Reggiano
Affaire Bertinelli, spunta lista segreta di consiglieri “incompatibili”. I NOMI

DI PIERLUIGI GHIGGINI

12/1/2022 – Oggi è il giorno della verità per l‘affaire Bertinelli, il brillante imprenditore presidente del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano messo in graticola da un servizio di Report (RaiTre) in quanto produttore di un formaggio a grana dura con caglio vegitale ritenuto “similare” del Parmigiano Reggiano Dop, e per questa ragione – a norma di Stratuto – incompatibile con la carica di presidente.

Bertinelli, al centro di una polemica dilagata ben oltre i confini della zona di produzione del Re dei Formaggi, si è autosospeso dalle presidenze cumulate in Coldiretti (di cui è vicepresidente vicario nazionale), ma non da quella del Parmigiano-Reggiano.

Oggi dunque è convocato il Comitato esecutivo del Consorzio, che tuttavia passerà la patata bollente ai Sindaci Revisori. I quali, prevedibilmente, prima di decidere sull’incompatibilità o meno di Bertinelli, si affideranno a fior di avvocati per un parere pro veritate.

Ciò detto, secondo autorevoli osservatori, la sorte del presidente appare comunque segnata. L’irregolarità c’è, e la norma consortile in proposito è tassativa: “E’ causa di incompatibilità con la carica di consigliere e ne determina la decadenza la produzione di prodotti appartenenti alla stessa tipologia merceologica del Parmigiano Reggiano“.

Nicola Bertinelli

Tuttavia la situazione è molto più complicata e spinosa di quando non appaia. Perchè sui social è deflagrata un’altra bomba ad alto potenzial: un elenco definito “supersegreto” di caseifici che producono sformaggi “similari” del Parmigiano Reggiano e che fanno capo a consiglieri del consorzio, i quali a loro volta si troverebbero nella condizione di decadere dalla carica.

L’elenco comprende ben 13 nomi su un totale di 28 consiglieri di via Kennedy. Almeno due sono citati impropriamente per il “tosone” (che è un prodotto tradizionale, originato dalla stondatura delle forme). Ma per gli altri è citata in dettaglio la produzione, appunto, di similari. In almeno 7 casi si tratterebbe di “forme bianche” molto simili al Parmigiano Reggiano, però prodotte con procedure non consentite dal disciplinare ( ad esempio dopo le 11 del mattino) e di conseguenza non punzonate. Niente di illegale, sia chiaro, salvoc he tali produzione farebbero automaticamente scattere l’incompatibilità del consiglieri.

La lista “supersegreta”è aperta dal nome di Nicola Bertinelli per la produzione dell’ormai celebre formaggio “Senza” a caglio vegetale, realizzato nel caseificio di Noceto e comprato dalla giornalista Rosamaria Aquino nello store Bertinelli al Centro Torri di Parma.

Ma l’elenco comprende altri caseifici di Parma, del reggiano ,di Modena e uno del mantovano, rappresentati da altrettanti consiglieri di amministrazione: oltre a Bertinelli, nella lista compaiono De Luca (caseificio Dismano), Gelfi (Coop casearia Agrinascente per il formaggio a marchio Verdiano), Araldi per la Araldi Pietro e Luigi soc. agricola, Corradi della Latteria Santo Stefano, Bonati del Consorzio produttori latte, Cristian Odini presidente della sezione di Mantova (Caseificio Frizza), Benassi del caseificio Sociale Casello, Emilio Braghin presidente della sezione di Modena (cooperativa casearia Castelnovese), il cui nome compare anche come consigliere di Granterre, che controlla ParmaReggio. E Nascimbeni del caseificio 4 Madonne, pluripremiato a livello internazionale.

L’elenco potrebbe contenere delle imprecisioni, certamente è incompleto. Perchè in una posizione dubbia potrebbe trovarsi anche il vicepresidente vicario del consorzio Kristian Minelli, destinato ad assumere le redini del Consorzio in caso di dimissioni o decadenza di Bertinelli. Minelli è vicepresidente del Gruppo Granterre, e GranTerre controlla ParmaReggio, che ha legato indissolubilmente il proprio nome commerciale al prodotto Dop (è diventata un cult la pubblicità con la famiglia di topi che parlano con la erre arrotata), ma sua volta distribuisce il similare a pasta dura “Grandi Pascoli” col marchio Quattro Colli.

A conti fatti, almeno un terzo del consiglio di amministrazione si troverebbe nelle stesse condizioni di Bertinelli. E su nove membri del Comitato esecutivo – l’organismo che dovrà decidere oggi le sorti del presidente – ben quattro potrebbero trovarsi in condizioni di incompatibilità: oltre al presidente consortile Bertinelli, il presidente della sezione di Modena Emilio Braghin, il presidente della sezione di Mantova Cristian Odini e il vicepresidente vicario del Consorzio Kristian Minelli. Ce n’è abbastanza, se tali presunte incompatibilità fossero accertate, per azzerare la situazione e sciogliere gli organi dirigenti del Consorzio, con commissariamento governativo sino a nuove elezioni.

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Una risposta a 1

  1. gio' Rispondi

    12/01/2022 alle 15:40

    Che bella funzione di ” tutela ” del Parmeggiano-reggiano hanno i rappresentanti del Consorzio !!!! Vanno a gara con quelli del Padano !
    Mi sbaglio: E’ tutela verso i terzi e non verso se stessi !!!!!!!

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