Anche i bambini dell’asilo Gulliver hanno pulito il monumento ai Caduti di San Maurizio
“W Stalin, W le foibe: a Reggio un fiume carsico di odio fratricida”

13/1/2021 – I bambini della scuola dell’infanzia ‘Gulliver‘ di Reggio Emilia hanno contribuito a pulire il monumento partigiano di San Maurizio che era stato imbrattato nella notte della Vigilia di Natale e nuovamente vandalizzato una settimana fa, con scritte inneggianti a Stalin e alle Foibe.


    Sono stati i reggiani più giovani a dare il loro contributo al ripristino del memoriale ai caduti di via Pasteur, vicino all’ingresso complesso storico del Mauriziano, custode delle memorie dell’Ariosto.

“Ritornati a scuola dopo le vacanze, i bambini si sono accorti di quanto accaduto e ne abbiamo parlato insieme – hanno raccontato le maestre Elisa Degani e Rosalba Pennino – Queste riflessioni hanno generato nei bambini e nelle insegnanti il desiderio di sostenere i valori della memoria, storia, rispetto e senso civico. I bambini avrebbero voluto ripulire immediatamente il Monumento. Così una mattina, dalla finestra abbiamo visto gli operai della ditta incaricata di rimuovere le scritte e abbiamo chiesto loro se potevamo dare un piccolo aiuto simbolico nella pulitura”.

CASOLARI (FRATELLI D’ITALIA): “SOTTO DI NOI SCORRE UN FIUME CARSICO DI ODIO FRATRICIDA”

I reiterati vandalismi al Monumento ai Caduti di San Maurizio hanno una curiosa correlazione temporale con il periodo delle vacanze scolastiche natalizie, se si osservasse superficialmente la situazione si potrebbe quindi essere portati a pensare che la ripresa della routine quotidiana distoglierà i vandali dai loro raid notturni. Riteniamo però semplicistico e finanche pericoloso non cogliere i segnali che queste manifestazioni di disagio fanno emergere periodicamente: quella vernice è la rappresentazione plastica dell’incapacità di fare i conti con i drammi del ‘900 che da oltre 70 anni caratterizza il territorio reggiano.

In quello strato di vernice sui Caduti per la Patria durante il primo conflitto mondiale, il cui sacrificio ci valse l’integrità del territorio italiano e il completamento del risorgimento, si condensa l’incapacità di trasferire a molti nostri concittadini un barlume di amor Patrio e di rispetto per i ragazzi che non tornarono dalla trincea.

Il richiamo alla peggiore pagina della storia nazionale, ovvero i massacri delle foibe e l’esodo Istriano-Dalmata, vergato sulle foto dei reggiani che vestirono con onore una divisa durante l’ultima guerra, ci ricorda che sotto i nostri piedi scorre un fiume carsico di odio fratricida, tuttora alimentato da coloro che hanno trasformato la storia della guerra civile in mastice dalle molteplici utilità politiche. Nemmeno il riquadro dedicato alle vittime civili è rimasto indenne, segno della totale incapacità di provare la seppur minima empatia per quei morti innocenti e i loro discendenti.

Riteniamo che solo una ferrea e reale comune volontà di riconoscere pari dignità a tutti gli Italiani caduti per la Patria potrà portare finalmente a rendere solo uno squallido ricordo questi gesti gravi e irrazionali. Il nostro auspicio è che dal vilipendio gratuito possa nascere un nuovo percorso di rispetto reciproco.

(Alessandro Casolari – Responsabile provinciale Fratelli d’Italia rapporti con le Associazioni d’Arma)

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