Affare Bertinelli , in rivolta la base del Consorzio Parmigiano Reggiano
Dura lettera del consigliere Benedusi
E Bertani del Villa Aiola chiede assemblea dei soci

DI PIERLUIGI GHIGGINI

16/1/2022 – L’affare del Senza, vale a dire il formaggio al viagra vegetale che prima era molle e poi è diventato a pasta dura, formaggio “similare” prodotto dal caseificio del presidente del Consorzio Parmigiano-Reggiano Nicola Bertinelli, continua ad agitare il mondo del Re dei Formaggi: pressioni e tentativi in atto da giorni per smorzare i boatos provocati dal servizio di Report (RaiTre) e confinare il tutto a un peccatuccio veniale, ampiamente scusabile e passibile al massimo di una tirata d’orecchi, non hanno ottenuto al momento i risultati attesi. Anzi. I giudizi negativi si sono moltiplicati di fronte al rischio che le norme del regolamento del Consorzio che vietano tassativamente ai consiglieri di amministrazione, pena la decadenza, la produzioni di formaggi “similari del P-R, finiscano più o meno elegantemente in un cassetto.

E ancora di più alla luce dell’elenco di ben 13 consiglieri di amministrazione su 28, reso noto da Reggio Report – pubblichiamo di seguito anche la dettagliata “lista segreta” circolata in rete – che si troverebbero di fatto nelle medesime condizioni del presidente Bertinelli.

Domani alle 10 in via Kennedy è convocato il cda con all’ ordine del giorno un aggiornamento rispetto al servizio di Report, con valutazioni conseguenti e comunicazioni del Presidente. E’ noto che i Sindaci revisori e il Comitato Esecutivo, col coraggio di don Abbondio, hanno rimpallato la patata bollente al plenum del Consiglio di amministrazione, il quale tuttavia – sempre che vengano certificate le situazioni segnalate dalla velina sui consiglieri “impastati” di formaggi similari del P-R – sarebbe di fatto delegittimato a decidere. O meglio: avrebbero il diritto morale di decidere solo i consiglieri esenti dal “peccatuccio” di quella valanga di similari immessi sul mercato italiano e internazionale. Gli altri farebbero meglio ad autosospendersi, in primis Bertinelli.

Ma non sarà una passeggiata, la riunione di lunedì mattina. Perchè ci sono consiglieri che hanno deciso di alzare la voce. Così il consigliere Paolo Benedusi, che è anche consigliere della sezione di Mantova del P-R, – presidente del caseificio “Latteria Agricola di Quistello” e titolare di un secondo caseificio a Correggio, l’ex casello di Mandrio – ha inviato venerdì 14 ai Sindaci revisori e al Comitato esecutivo un quesito articolato in tre pagine, scritte in punta di fatto e di diritto, nella quale si chiedono spiegazioni e chiarimenti sulla situazione, in vista proprio del cda di lunedì. Pubblichiamo la lettera in questo articolo.

Letta in filigrana, appare come un atto d’accusa in piena regola – e Benedusi non ha avuto timore di esprimere la propria posizione in merito, nelle chat dei produttori di latte e formaggi – in cui viene citato l’articolo 4 ultimo comma dello Statuto del Consorzio, relativo al divieto “ai soggetti componenti la filiera di fare uso, depositare, registrare, utilizzare in qualsiasi modo, sia in Italia che all’estero, denominazioni, marchi e altri segni distintivi, ivi compresi nomi o dominio, che possano in qualche modo imitare, evocare, richiamare o comunque confondersi o recare confusione con i marchi, i segni distintivi, i nomi di cui il consorzio è titolare, ovvero di usare denominazioni confondibili e comunque che in qualsiasi modo possano usurpare, imitare o evocare la Dop Parmigiano Reggiano e sfruttarne la reputazione, ovvero traduzioni, dialettismi abbreviazioni etc. di questa denominazione“.

La lettera di Benedusi rileva inoltre che “esaminato il prodotto “IL SENZA” reperito presso il punto vendita dell’Azienda Agricola Bertinelli in Parma si evince che, effettivamente, si tratta di formaggio a pasta dura con stagionatura superiore ai 12 mesi rispetto alla data della sua produzione, e che con ogni evidenza è stato realizzato dalla stessa mentre il presidente Bertinelli era già amministratore e legale rappresentante di questo Consorzio“.

In conclusione, il consigliere rilancia la palla aiSsindaci revisori – che si sono rifiutati di esprimere il parere richiesto dall’esecutivo – e all’Esecutivo stesso, chiedendo una risposta scritta prima del cda di lunedì 17 “in modo tale da pormi nelle condizioni di avere il quadro della vicenda il più completo possibile“.

Non sappiamo se Sindaci e Comitato abbiano trovato il tempo di rispondere al quesito del consigliere. Di certo la lettera sarà sul tavolo del cda di domani.

Così come ci saranno le valutazioni di altri consiglieri decisi a non lasciar correre, portavoce di imprenditori, presidenti e produttori di Parmigiano-Reggiano sconcertati dalla situazione e che vedono, in questo profilarsi di una raffica di incompatibilità, un pericolo non trascurabile per la reputazione del formaggio più apprezzato al mondo.

Significativa in proposito la presa di posizione di Giuseppe Bertani, del caseificio Villa Aiola, che in una mail inviata ai consiglieri di amministrazione del Consorzio, pur valutando Bertinelli come il miglior presidente degli ultimi anni, afferma che “anche a lui e a tutti i consiglieri, è richiesto il rispetto delle regole“. E per questo chiede la convocazione “di un’assemblea per coinvolgere tutti i soci su un problema reale che interessa tutti, e conoscere così la loro opinione in merito, per trovare una situazione condivisa”. Bertani descrive in poche righe una situazione sconcertante, per le cause che l’hanno generata e per le sue dimensioni: “E’ innegabile che l’alto costo della contribuzione aggiuntiva, con una minima riassegnazione, e l’eccessivo prezzo delle quote di produzione, sono l’abbinamento letale che porta lla produzione crescente del “bianco”. Forme identiche per dimensione, lavorazione e stagionatura del ns. Parmigiano Reggiano, vendute a un prezzo inferiore, prodotte solo per aggirare un Piano produttivo inadeguato, sono la logica conseguenza di scelte errate che sottraggono risorse al comparto…”.

Il rispetto di disciplinare e Statuto – conclude Bertani – deve essere unDogma irrinunciabile” per qualsiasi produttore di Parmigiano Reggiano, a maggior ragione per gli amministratori del Consorzio!“.

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3 risposte a Affare Bertinelli , in rivolta la base del Consorzio Parmigiano Reggiano
Dura lettera del consigliere Benedusi
E Bertani del Villa Aiola chiede assemblea dei soci

  1. Luciano Rispondi

    16/01/2022 alle 17:19

    sono perfettamente d’accordo

  2. L'Eretico Rispondi

    16/01/2022 alle 21:12

    Guardando l’elenco dei caseifici rilevo che i soggetti imprenditoriali, non che consiglieri, pur essendo anche cooperative sarebbero quelli “illuminati”. Coloro che guardano avanti e che nelle riunioni sono dotati di una buona capacità oratoria che fa si di essere classificati come i “più svegli”.

    In realtà sono quelli che minano la qualità del prodotto, del comprensorio intero. Io credo che un minimo di pulizia debba essere fatto. La scusa che “non sappiamo chi metterci” non regge più. Fuori i monelli, dentro gente seria e deleghe al management che dovrà essere misurato sui risultati.

    Saluti.

  3. Paolo Rispondi

    17/01/2022 alle 09:31

    Una bella crisi d’ identità di genere, di quelle che oggi vanno tanto di moda, speculazioni comprese.

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