Strage di Bologna
Concluso l’interrogatorio di Bellini
L’ex moglie tornerà in aula, ma non la nipote: testimonianza negata

3/12/2012 – Si è concluso oggi alla quarta udienza, con le domande del presidente della Corte d’Assise di Bologna, Francesco Caruso, e le ultime richieste di precisazioni da parte dei legali di parte civile, l’interrogatorio in aula di Paolo Bellini, principale imputato nel nuovo processo per la strage alla stazione 2 agosto 1980. Nell’esaminare il killer reggiano, collaboratore di giustizia dal 1999, Caruso si è soffermato principalmente sugli spostamenti di Bellini tra il luglio del 1980 e il 3 agosto, il giorno successivo all’attentato. In particolare ha chiesto all’imputato dei chiarimenti su ciò che fece nella notte tra l’1 e il 2 agosto: già nell’udienza precedente Bellini aveva raccontato di aver trascorso in ospedale a Parma, dove era ricoverato il fratello Guido per un melanoma.

Versione confermata anche oggi dall’ex ‘Primula nera’, che ha ribadito di essere poi partito per Rimini nelle prime ore del mattino per raggiungere la famiglia e recarsi al passo del Tonale per le vacanze. “Quella notte- ha dichiarato Bellini- ci siamo chiariti sul fatto che avevo visto lui (il fratello Guido, ndr) e Maurizia (Bonini, all’epoca moglie di Bellini) in atteggiamenti intimi, e parlammo del fatto che era stato l’amante di mia moglie”.

Paolo Bellini

Infine, Bellini è tornato sulla sua scelta, fatta alla fine degli anni ’90, di collaborare con la giustizia: “Quando ero carcerato e cominciai a collaborare la signora Bonini (che in questo processo ha smontato dopo 40 anni l’alibi fornito all’ex marito per la mattina del 2 agosto 1980, ndr) mi disse di smettere di collaborare, perché era preoccupata. Io – aggiunge – le consigliai di chiedere il cambio di cognome e ripudiarmi. I miei familiari non volevano che collaborassi”.

I parenti di Bellini – l’ex moglie Maurizia Bonini, i cognati Michele e Marina Bonini, e la nipote Daniela Bellini – torneranno in aula venerdì prossimo 10 dicembre per un nuovo esame, convocati dalla difesa dell’imputato. al termine dell ‘interrogatorio, La corte ha sciolto la riserva e ha respinto la richiesta di non ammettere tre testi chiamati da Bellini, avanzata nell’udienza di mercoledì dal Procuratore Generale Candi. Motivando la decisione, il presidente Caruso ha spiegato che, nonostante i familiari dell’imputato abbiano già testimoniato il 21 luglio nell’esame promosso dall’accusa, i tempi di prova su cui hanno già deposto sono meritevoli di un ulteriore approfondimento. Non ha ammesso invece – sempre su richiesta dell’accusa – la testimonianza della nipote Daniela Bellini, in viaggio con l’ex primula nera la mattina del 2 agosto: all’epoca aveva 9 anni, fu prelevata all’incrocio di Puianello prima delle 9 e dunque lei sa se Bellini si fosse fermato a Bologna prima di andare a Rimini. Tuttavia, la nipote si è avvalsa della facoltà di non rispondere, e il non aver ammesso un nuovo esame da parte della difesa toglie definitivamente dalla scena una teste che poteva rivelarsi decisiva.

E’ comunque particolarmente attesa testimonianza di Maurizia Bonini che dopo dopo aver fornito negli anni ’80 un alibi a Bellini per la mattina del 2 agosto, affermando che l’ex marito era in viaggio con lei, con i due figli e con la nipote al momento della strage, dopo 40 anni ha invece dichiarato che l’imputato partì da Rimini con lei e con i bambini intorno all’ora di pranzo, dunque in un orario compatibile con la possibile presenza di Bellini in stazione a Bologna alle 10.25, ora in cui scoppiò la bomba.

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