“Progetto Virtus Lab: il sindaco risponda”
L’arrivo di tremila persone non è un fatto privato

Rubertelli: “Finitela con queste gestioni semiclandestine”

DI CINZIA RUBERTELLI*

Cinzia Rubertelli

10/12/2021 – In merito al dibattito scaturito sul progetto “Virtus Lab“, messo in piedi da Unindustria in sinergia con il Comune di Reggio e la Fondazione Augurusa, ritengo si debbano avere chiarimenti proprio sull’impegno preso dal Sindaco nell’iniziativa.

La stampa locale da giorni riporta le dichiarazioni di Unindustria e del commissario della Camera di Commercio riferite a un progetto volto a favorire l’insediamento di tremila giovani lavoratori provenienti prevalentemente dal Mezzogiorno

Internet è molto ricco di informazioni su questo progetto denominato Virtus Lab Reggio Emilia. Sono infatti decine gli articoli che illustrano chi sono gli attori di questa iniziativa, ovvero “gli imprenditori, gli enti locali, la Diocesi e le realtà del terzo settore”, sia le modalità organizzative, ovvero “garantire ai giovani in arrivo a Reggio Emilia non solo uno stipendio dignitoso, ma anche sicurezza e tutele, come l’aiuto per trovare casa per sé e, se presente, per la famiglia, le soluzioni abitative studiate ad hoc e a condizioni economiche sostenibili, nonché i trasporti dall’abitazione al posto di lavoro e attività e sostegni per il tempo libero e la ristorazione”.

Non è mia intenzione entrare nel merito di questa iniziativa che si propone di dare soluzione a una carenza di manodopera ormai strutturale anticipando, nello stesso tempo, l’ulteriore shock che il mercato del lavoro reggiano potrebbe subire qualora fosse avviata, se mai lo sarà, l’attività produttiva di Silk-FAW a Prato di Gavassa

La questione sulla quale m’interrogo, così come molti cittadini reggiani, è riferita al metodo con cui questo progetto si è andato definendo. In altri termini sono convinta che una questione importante e socialmente sensibile, come l’arrivo di oltre tremila persone in città, non possa essere considerata un fatto “privato”, riconducibile cioè allo specifico delle imprese, ma debba essere assunta come un evento pubblico che chiama in causa il governo del capoluogo e del territorio.

Ancora una volta ci vediamo obbligati a denunciare un fatto molto grave: le opposizioni – che pure concorrono al governo della città – hanno appreso di questa iniziativa non in sede istituzionale bensì attraverso le dichiarazioni di personalità espressione dalle categorie economiche e attraverso articoli pubblicati on line e su testate nazionali, come Famiglia Cristiana e Avvenire.

Il Sindaco Luca Vecchi e la giunta sono chiamati a rispondere di questo politicamente semiclandestino stato di cose.

Reggio Emilia attende e ricerca tremila nuovi cittadini? 

Quale è il ruolo del Comune in questo progetto? 

In quale sede si è dibattuta e decisa questa rilevante iniziativa? 

Quali oneri sarà chiamato a sostenere il Comune?

Dove saranno ospitati i giovani selezionati?

Chi controllerà l’utilizzo dei fondi europei indispensabili per la formazione dei giovani? 

Se e come sarà regolata la compartecipazione tra pubblico e privato? 

Anche in questo caso l’amministrazione Vecchi conferma la sua scarsa trasparenza in merito alle maggiori iniziative comunali, come il recente accordo con Unimore per il cosiddetto Quarto Polo universitario, come la gestione di STU Reggiane con le sue nebbiose e mai ampiamente discusse strategie di recupero delle ex Officine Reggiane.

Rimaniamo in attesa che il Sindaco risponda.

*Capogruppo Alleanza Civica Reggio Emilia

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