Processo strage di Bologna, Maurizia Bonini in aula
L’ex moglie di Bellini: “L’alibi era falso, il 2 agosto Paolo arrivò tardi a Rimini”
“Mio suocero disse di mentire sull’orario”
Negato il confronto diretto con l’imputato

10/12/2021 -“Nel 2010 sono stata male e ho avuto una crisi di coscienza dopo un percorso spirituale. In quel momento mi vennero i dubbi. Perché Paolo arrivò tardi a Rimini, e in auto accese la radio e disse vediamo che è successo, poi mi guardò con occhi non sinceri”. Lo ha detto
Maurizia Bonini, ex moglie di Paolo Bellini, il killer della Mucciatella, collaboratore di giustizia dal 1999, oggi principale imputato nel nuovo processo sulla strage del 2 agosto 1980 in corso davanti alla corte d’Assisde Felsinea presieduta da Francesco Maria Caruso, il magistrato già presidente del Tribunale di Reggio Emilia e del processo Aemilia.

Paolo Bellini

Maurizia Bonini è tornata oggi in aula, a Bologna, dopo la sua testimonianza dello scorso 21 luglio, e ha confermato quanto già detto in quell’occasione, sugli spostamenti dell’ex marito la
mattina del 2 agosto. Rispondendo alle domande del presidente Caruso, Bonini ha ribadito di aver mentito quando fu sentita dagli inquirenti nel 1983, quando fornì un alibi all’ex dicendo che la mattina della strage si videro alle 9.30 a Rimini, per poi ripartire verso il Passo del Tonale.

L’imputato, sostiene ora la donna, sarebbe arrivato a Rimini attorno alle 13, orario compatibile con la sua eventuale presenza a Bologna all’ora della strage in stazione. Nel corso del suo interrogatorio, durato tre udienze, l’ex Primula Nera reggiana ha insinuato il dubbio che l’ex-moglie ha cambiato versione perchè qualcuno avrebbe fatto “tintinnare le manette”.
Ma nel nuovo esame in aula, ottenuto dalla difesa contro il parere della Procura, Bonini si è mostrata ferma nelle sue posizioni, e ha nuovamente spiegato: “Mi suocero Aldo Bellini mi aveva detto di dire di stare al sicuro sull’orario, perché c’erano stati articoli sul giornale che dicevano che Paolo era stato a Bologna”. Bonini ha poi accusato l’ex marito di calunnia, in merito a quanto detto in aula da Paolo Bellini su una sua presunta relazione con il cognato, Guido Bellini, nella seconda metà degli anni ’70. Infine, ha dichiarato che non le risulta che l’ex marito abbia passato la notte tra l’1 e il 2 agosto in ospedale, a Parma, dove era ricoverato il fratello.

Su quest’ultima circostanza è stata sentita anche Marina Bonini (anche lei già ascoltata il 21
luglio), vedova di Guido Bellini, che a sua volta ha affermato di non aver mai saputo che il cognato avesse trascorso la notte con suo fratello: “Non so se Paolo andò in ospedale la notte
tra il primo e il 2 agosto, Guido non mi disse nulla, nel modo più assoluto. Io non l’ho visto comunque”. Marina però, ha confermato di aver consegnato la figlia Daniela a Paolo Bellini
la mattina del 2 agosto, verso le 6-6.30 del mattino, a Scandiano, da dove poi zio e nipote avrebbero dovuto raggiungere il resto della famiglia a Rimini.
“Con mia figlia non ne abbiamo mai parlato di quel viaggio, lei non mi ha mai detto nulla. Io non sapevo comunque che fossero arrivati tardi all’appuntamento”. Resta perciò il
dubbio, nel caso in cui Bellini si fosse fermato a Bologna in stazione, su dove e a chi avesse lasciato la nipote in quelle ore, prima di ripartire per Rimini. Un buco nero nella ricostruzione dei movimenti di quella mattina, che solo Daniela a questo punto potrebbe rischiarare. Perchè solo lei sa cosa è effettivamente accaduto, se vi sia stata o no una tappa a Bologna nel viaggio di gtrasferimento da Reggio a Rimini. Ma Daniela Bellini, chiamata a testimoniare nelle prime fasi del processo, si era già avvalsa della facoltà di non rispondere, e ora il collegio presieduto da Caruso non ha ammesso il nuovo esame richiesto dalla difesa.


I legali dell’imputato, avvocati Capitella e Fiormonti, nel corso dell’udienza, hanno chiesto
poi due diversi confronti tra Maurizia Bonini, Marina Bonini e Paolo Bellini, richieste però respinte dalla Corte d’Assise.
Infine è stato sentito nuovamente anche Michele Bonini, fratello di Maurizia. Il testimone ha ribadito che sua madre, la mattina del 2 agosto, dopo aver accompagnato la sorella Maurizia con i due figli a Rimini all’appuntamento con Paolo Bellini, rientrò tardi in albergo a Torre Pedrera, dopo le 13.30. Una dichiarazione che sostanzialmente conferma quanto sostenuto ora dall’ex moglie dell’imputato.

CHIAMATI A TESTIMONIARE IL CAPITANO DEI ROS DE LELLIS E GIOVANNI VIGNALI, AUTORE DEL LIBRO SU BELLINI

Nelle prossime due udienze, in programma il 17 e il 22 dicembre, saranno infatti sentiti in Corte d’Assise il giornalista reggiano Giovanni Vignali, portavoce del sindaco di Reggio Emilia, e l’ufficiale del Ros dei carabinieri Francesco De Lellis. Vignali, autore del libro ‘L’uomo nero e le stragi‘ (incentrato sulla figura di Paolo Bellini) sarà sentito sulle fonti utilizzate per la stesura del
volume.

De Lellis, invece, la cui testimonianza è stata chiesta dai legali di parte civile, dovrà riferire delle indagini svolte a metà degli anni 2000 sull’imprenditore legato ad ambienti dell’estrema destra, Gennaro Mokbel.

In una intercettazione ambientale, infatti, Mokbel affermò di aver pagato per far uscire dal carcere gli ex Nar Fioravanti e Mambro (ma Fioravanti ha sempre smentito questa ricostruzione) e già in una precedente udienza il collegio di parte civile sottolineò “i rapporti diretti”, in quegli anni, tra Francesca Mambro, Valerio Fioravanti, la moglie di Mokbel e lo stesso imprenditore per il progetto politico ‘Alleanza federalista‘.
La deposizione di De Lellis è fissata per venerdì prossimo, insieme a quella di alcuni consulenti della Procura generale, mentre Vignali dovrebbe essere sentito il 22 dicembre. Nel caso in cui i consulenti non riescano a testimoniare nel corso della prossima udienza, anche Vignali sarà ascoltato il 17 dicembre.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.