“Parlateci dell’accordo Virtus Lab”
Coalizione civica: “Consiglio comunale snobbato, ora basta”
Tremila giovani in arrivo, quali garanzie? Domande al sindaco e a Unindustria

DI DARIO DE LUCIA E FABRIZIO AGUZZOLI*

16/12/2021 Premettiamo che siamo a Reggio Emilia, a noi emiliani insegnano fin da piccoli che se vuoi andare lontano devi lavorare insieme e avere la massima condivisione possibile.

Come possa pensare Unidustria che portare 3.000 persone sul territorio, per una azione di formazione lodevole sia chiaro, non sia un tema di rilevanza pubblica e che ci siano questioni pratiche (queste persone avranno bisogno di alloggio, vitto, mobilità, conoscere la città, servizi…) che devono essere viste insieme.
Anche perché l’obiettivo, ci sembra di capire, è che questi lavoratori si fermino a lavorare, ma anche a vivere sul territorio reggiano.

Bene, nessuna votazione sull’accordo in aula, nessuna commissione, nessuna informazione è stata data ai consiglieri comunali. Sappiamo solo che Il Sindaco Luca Vecchi e l’assessora Curioni sono stati invitati a incontri pubblici, l’ultimo quello del 14 Dicembre dove la Curioni ha partecipato, con Unindustria, ma non hanno relazionato nulla all’aula.



“Non è un problema solo di forma ma anche di sostanza, come Presidente della Commissione Affari generali ed istituzionali, amministrazione e bilancio richiederò una commissione dove avvenga la presentazione pubblica del progetto Virtus Lab coinvolgendo oltre che Unindustria anche, se lo vorranno, le parti sindacali di cui ho apprezzato le proposte e i temi.” dice il consigliere Fabrizio Aguzzoli.

Pensiamo anche che le tre domande di CGIL, CISL e UIL siano corrette, le faremo nostre in Sala del Tricolore e vogliamo farle nostre per avere chiarimenti e partire subito con il piede giusto.

LE DOMANDE SUL PROGETTO VIRTUS LAB
 

1.     Il progetto è stato pubblicizzato come prioritariamente rivolto ai giovani inoccupati del centro sud. Ciò significa che sul nostro territorio non ci sono potenziali giovani da inserire? È stata fatta una analisi in tal senso?

2.     Si parla di 800 ore di corsi di formazione gratuita, di cui un terzo circa di stage. Se un giovane si trasferisse, come auspicato, dal Centro Sud dovrebbe garantirsi vitto e alloggio a sue spese per alcuni mesi? I periodi di stage presso le imprese saranno retribuiti? Se sì come.

3.     Viene dichiarato che al termine dei corsi vi saranno concrete chance di occupazione. Concrete possibilità di occupazione non sono certezza di occupazione: cosa dovrebbe spingere i “candidati” a lasciare la propria famiglia, a frequentare corsi di formazione sobbarcandosi potenzialmente costi, senza alcuna garanzia? E al termine dell’iter formativo quale tipologia di assunzione verrà proposta a questi candidati? Entreranno a tempo indeterminato da subito oppure no?

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5 risposte a “Parlateci dell’accordo Virtus Lab”
Coalizione civica: “Consiglio comunale snobbato, ora basta”
Tremila giovani in arrivo, quali garanzie? Domande al sindaco e a Unindustria

  1. mosè Rispondi

    16/12/2021 alle 15:47

    Temo che all’origine del progetto Virtus Lab ci sia molta presunzione e superficialità. Prima di tutto non pensare che l’attuale fabbisogno ( ???) di personale da parte delle aziende reggiane non sia solo un fenomeno temporaneo con problemi enormi per il futuro per la stessa occupazione; in secondo luogo il trasferimento di persone da luoghi dopo vivono, depauperandoli, senza pensare di spostare in quei luoghi l’attività: mi sembra quasi che si considerino questi lavoratori come macchine da trasferire ed usare alla bisogna; terzo i problemi sociali relativi alle abitazioni ed all’inserimento nel nostro tessuto. Quando gli economisti parlano di “fine del lavoro” qui si ragiona ancora come un secolo fa.
    La presunzione e la superficialità sono brutte malattie che mi sembrano all’origine di questo progetto.
    Piuttosto preoccupiamoci del domani e del futuro di tante imprese anche reggiane , specie metalmeccaniche, che potrebbero avere in futuro grossi problemi per la rivoluzione in atto post industriale.

  2. mosé Rispondi

    16/12/2021 alle 16:01

    Ed ancora: perchè, in accordo con Comuni, non si offre istruzione e lavoro ai diversi extracomunitari , tra l’altro giovani, che abbondano, come questuanti, agli angoli della vie e nelle attività più assurde ?
    Occorrerebbe anche la norma svedese che obbliga le imprese che necessitano di nuovo personale, specie immigrato, di mettere a loro disposizione un’abitazione. altrimenti spostare l’attività o contenerla.
    Quanto poi alla carenza di quadri specializzati, è dovere delle aziende e delle loro associazioni di organizzare corsi di aggiornamento e di qualificazione ulteriore al proprio personale già occupato.
    A meno che col progetto Virtus si pensi di fare un territorio di nomadi che corrono da una parte e dall’altra del Paese per cercare un’occupazione più qualificante e retribuita!

  3. gianni Rispondi

    16/12/2021 alle 16:08

    Terzo: 3000 nuovi lavoratori significa portare qui anche le famiglie e quindi almeno 10/12000 persone, con tutte le problematiche relative: casa, sanità, scuole ecc.
    Prima di tutto perché Unindustria non fa un esame approfondito della realtà imprenditoriale reggiana e cercare di capire quali cambiamenti anche negativi avverranno nel futuro a breve ?

  4. Dino Angelini Rispondi

    16/12/2021 alle 18:05

    E’ possibile sapere da dove giungono i finanzamenti per questi corsi?

  5. giorgio Rispondi

    17/12/2021 alle 07:10

    Quindi potrebbe essere una grossa bufala con l’obiettivo di incassare finanziamenti europei ! Se è così, è pazzesco. Unindustria si presta a tanto ?

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