Montecchio, nella ex Coop i nuovi laboratori dell’istituto D’Arzo

11/12/2021 – Al posto dell’ex Coop di Montecchio, l’istituto D’Arzo può contare da oggi su 4 moderni laboratori per l’indirizzo tecnico-meccatronico. Realizzati dalla Provincia di Reggio Emilia per un costo di 1 milione e 650.000 euro – finanziato con i fondi nazionali del Piano triennale edilizia scolastica 2015-2017 – sono stati inaugurati questa mattina dal presidente Giorgio Zanni insieme  al sindaco di Montecchio Fausto Torelli, al dirigente dell’ufficio scolastico Paolo Bernardi e alla dirigente del D’Arzo Maria Sala. Un’operazione intelligente di riuso di una struttura commerciale obsoleta, acquisita da Alleanza 3.0.

Taglio del nastro dei nuovi laboratori

“In questi ultimi due anni abbiamo compreso quanto lo studio e la ricerca siano fondamentali per affrontare difficoltà inaspettate come è stata la pandemia. In luoghi come questo, oltre alla didattica, si costruisce una comunità: e lo si fa partendo dalle nuove generazioni – ha detto il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – Ci troviamo in un contesto economico che cerca manodopera, perché la domanda è tanta e il nostro territorio è in ripresa, manodopera di qualità che sia non solo un ingranaggio di una catena di montaggio, ma soprattutto un tassello della comunità, per lo sviluppo del territorio dal punto di vista sociale oltre che economico. Questa sfida va raccolta insieme a tutti i protagonisti in campo: grazie all’impegno della dirigente, all’amministrazione comunale che ha fortemente creduto nel progetto attraverso un accordo di programma e ai ragazzi che sono sicuro daranno il meglio per sfruttare questi ambienti per guardare oltre la pandemia. Oggi è una giornata di festa.”

Dopo la presentazione della nuova sede da parte dell’ingegner Azio Gatti della Provincia e del professor Alessandro Casappa del D’Arzo e il tradizionale taglio del nastro, sono stati gli stessi studenti a svolgere un’attività dimostrativa nei nuovi laboratori, a cui ha fatto seguito un rinfresco a cura dell’istituto Motti di Reggio.

A disposizione dell’indirizzo tecnico-meccatronico, sono stati allestiti un laboratorio informatica CAD 3D (86 mq), un laboratorio tecnologico (130 mq), un laboratorio di sistemi e automazione (130 mq) e un laboratorio FMS (Flexible Manufacturing Systems) di 188 mq, tutti dotati di macchine necessarie all’apprendimento e di tecnologia di supporto di ultima generazione. Questa soluzione consente di approfondire le conoscenze derivanti dal percorso scolastico e sviluppare le competenze richieste dal mondo del lavoro. In particolare, il laboratorio FMS si pone come naturale elemento di raccordo tra la didattica tradizionale e la richiesta delle aziende del territorio riguardo le macchine utensili.  
Completano la nuova sede del D’Arzo ulteriori 175 mq di spazi di distribuzione, per personale scolastico e servizi igienici.

L’idea di trasformare l’ex Coop di Montecchio in laboratori scolastici nasce quasi una decina di anni fa con un primo studio di fattibilità, cui fa seguito un protocollo d’intesa tra la Provincia di Reggio e il Comune di Montecchio, che cede a Palazzo Allende parte del fabbricato di sua proprietà, vincolandolo ad uso scolastico per il vicino istituto D’Arzo. L’intervento progettato dalla Provincia ha comportato una messa in sicurezza sismica dell’edificio fino al 100% e una rifunzionalizzazione degli spazi mediante l’apertura di grosse pareti finestrate e il rifacimento di tutta l’impiantistica.

Le funzioni interne sono state individuate grazie al lavoro svolto dalla Provincia insieme alla direzione scolastica, in particolare la dirigente Maria Sala e lo staff tecnico della scuola coordinato dal geometra Ennio Zoppi.
La gara di appalto per l’esecuzione dell’opera si è svolta nella seconda metà del 2019 ed è stata aggiudicata al Consorzio Stabile Unyon di Roma che ha indicato come Impresa esecutrice la ditta Milkorì di Corato (BA). Causa lockdown , il cantiere è potuto iniziare solamente a luglio dello scorso anno ed ha subito purtroppo inevitabili rallentamenti causati dalle misure restrittive anti-Covid19, nonché da problematiche derivanti dal mercato italiano ed europeo dei materiali da costruzione.

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