Il tartufo diventa Patrimonio immateriale dell’Umanità: anche Reggio e Modena nell’elenco
Fiorini: “Vittoria Lega, grazie alla sottosegretaria Borgonzoni”

16/12/2021 – La tradizionale pratica della Cerca e cavatura del tartufo in Italia entra nella Lista Unesco del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità .

Dal Comitato dell’Organizzazione mondiale per l’educazione, la scienza e la cultura, a Parigi, il sì ufficiale al riconoscimento della candidatura che valorizza una pratica rurale nei numerosi territori tartufigeni italiani. Un iter avviato dall’istanza delle associazioni dei tartufai ai ministeri della Cultura e dell’Agricoltura otto anni fa, fino alla presentazione a marzo 2020 dalla Farnesina della candidatura illustrata dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni.

La proclamazione – da parte della XVI sessione del Comitato Intergovernativo della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale – dell’iscrizione nella Lista Rappresentativa Unesco della “Cerca e cavatura del tartufo è “un’ottima notizia”, commenta Borgonzoni, sottolineando come “con questa iscrizione salgono a 15 gli elementi italiani che fanno parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco”.

Il percorso di patrimonializzazione e l’iter istruttorio di candidatura sono stati seguiti e coordinati dal Servizio II- Ufficio Unesco del Segretariato Generale del Ministero della Cultura con la partecipazione attiva della comunità di detentori e praticanti, rappresentati dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo e dalla Federazione Nazionale dei Tartufai.

Si tratta della prima candidatura nazionale del patrimonio immateriale che rappresenta il tema della biodiversità culturale come fattore chiave per l’identificazione di un elemento capace di unire ai tratti storici ed antropologici millenari la dimensione della trasmissione intergenerazionale non-formale e l’interdipendenza tra uomo e natura nei diversi habitat naturali e territori vocati. Una rete che unisce circa 70.000 tartufai, 14 Regioni Italiane e numerosi comuni anche di aree interne e che alimenta un fiorente mercato. In particolare, il tartufo bianco col suo profumo unico è ricercato in tutto il mondo per l’alta cucina, tant’è vero che le quotazioni sono da sempre elevatissime. E quest’anno anche di più: 5 mila euro al chilogrammo il tartufo bianco di Alba. Non è da meno per la sua eccezionale qualità, paragonabile e in certe annate migliore di quello delle Langhe e del Monferrato, il tartufo dell’appennino reggiano.

Il riconoscimento Unesco è frutto della pluriennale cooperazione tra il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), la Rappresentanza Permanente Italiana presso l’Unesco e la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

L’on. Benedetta Fiorini e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni

Particolarmente soddisfatta la deputata reggiana Benedetta Fiorini che parla di “un successo targato Lega che grazie al lavoro del Sottosegretario Borgonzoni è diventato realtà“.

La “cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” – sottolinea la parlamentare della Commissione attività produttive è – stata ufficialmente dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel corso della sessione odierna del Comitato UNESCO. Un obiettivo che ci conferma, ancora una volta, quanto l’impegno e il lavoro di squadra consentano di raggiungere traguardi così ambiziosi. Un riconoscimento importante anche per Reggio Emilia e Modena, tra le localizzazioni geografiche ufficiali inserite nel dossier.
Continueremo a portare avanti le nostre battaglie per la tutela del Made in Italy, la difesa culturale delle tradizioni e patrimonio del nostro paese che sono la vera ricchezza delle comunità”

Lo dice in una nota la deputata della Lega Benedetta Fiorini, segretario Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo

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Una risposta a 1

  1. ironico Rispondi

    22/12/2021 alle 15:58

    Pensavo fosse in onore di Molière e del suo tartuffe, a meno che il nostro territorio assomigli sempre più al personaggio molierano.

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