Gisport asso pigliatutto
La gara per il campo di Roncocesi e un scomodo accesso agli atti
Impianto tolto a Davide per darlo a Golia: perché?

16/12/2021 – Continua a far discutere l’aggiudicazione della gestione dell’impianto sportivo di Roncocesi al colosso reggiano GISPORT srl che gestisce lo stadio Mirabello, le palestre Zavaroni, la piscina Dall’Aglio di via Filippo Re, oltre all’impianto storico Multisport di via Terrachini. E sino alla chiusura per lavori aveva gestito anche il PalaBigi.

La Fondazione Sport del comune di Reggio ha così tolto di mezzo da Roncocesi l’Associazione sportiva dilettantistica “Virtus Libertas Social”, attualmente responsabile dell’impianto fino al 31 dicembre 2021, società che aveva sostenuto egregiamente la gestione, anche impegnandosi per risolvere diversi problemi ereditati dalla precedente gestione, e soprattutto accontentandosi di un contributo annuo di 20mila euro; la metà dei 40 mila riconosciuti dal Comune col nuovo bando a Gisport, che fra l’altro avrà in gestione Roncocesi per un periodo ben più lungo: quattro anni e mezzo.

L’impianto sportivo di Roncocesi

La questione, definita, “indecorosa” – ne ha già parlato Reggio Report – è stata sollevata da Fratelli d’Italia con un documento firmato da Gianluca Tortora, responsabile Cultura, e dal responsabile Sport Federico Predieri, che è anche candidato alle elezioni del consiglio provinciale di domenica 18 dicembre.

Ora la Virtus Libertas vuole vederci chiaro nella vicenda di Roncocesi, e si è rivolta ad un legale che il 22 novembre ha presentato richiesta di accesso agli atti relativa alla documentazione della gara vinta da Gisport.

Ma è successo qualcosa di inconsueto: il Comune ha anteposto il consenso della stessa Gisport (la societa aggiudicatrice) a concedere integralmente gli atti: un’ interprestazione quanto meno singolare (qualcuno lo chiamerebbe “rito reggiano“) dei principi di trasparenza amministrativa. Con una conferma indiretta, questa sì trasparente, che tra Gisport srl, fondazione e Comune esiste un solido rapporto di fiducia, per non dire privilegiato.

Tant’è vero che il legale della Virtus Libertas ha dovuto rinnovare la richiesta di documentazione, con annessa diffida. A quel punto la Fondazione ha fatto un passo indietro e il giorno dopo, come richiesto, ha fornito i documenti del caso.

Dall’esame delle carte, in particolare nell’istanza di partecipazione al bando per Roncocesi, emerge che GISPORT srl avrebbe fatto ricorso ai servizi di una cooperativa sociale , essendo per sua stessa ammissione “un’impresa di gestione, cioè un soggetto diverso da un’Associazione o società sportiva”. La cooperativa in questione è la CORESS, soggetto di primo piano a Reggio nell’inserimento di persone disabile e con difficoltà, che fra l’altro ha sede in via Terrachini 44 a Reggio, allo stesso indirizzo della sede legale della struttura Multisport, fondata da Ivan Bertocchi e gestita dalla GISPORT di cui lo stesso Bertocchi è presidente.

L’impianto Beriv Multisport (da Facebook)

Nell’istanza del 28 agosto scorso, emerge dunque che GISPORT srl, in quanto società con fine di lucro sin dalla propria costituzione, si impegna “…dietro indicazione della Fondazione della Sport o dei Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Reggio Emilia, a farsi carico dei costi per favorire programmi di reinserimento, sostegno, recupero sociale…. A favore di un numero di 3 persone con situazioni sociali ed economiche di indigenza…”.

In buona sostanza, è proprio ciò che l’attuale gestore (sino al 31 dicembre) di Roncocesi ha fatto abitualmente per i pochi anni in cui ha potuto dedicarsi interamente al sociale, dal momento che in questo triennio causa pandemia molte iniziative sono state precluse.

Peraltro l’impianto fu assegnato a Virtus Libertas dopo una breve parentesi di gestione da parte del costruttore Rizzo, e ha visto l’attuale associazione impegnata a rimediare ad una serie di irregolarità e disastri precedenti: problemi che.una volta sistemati, consentiranno a GISPORT srl di fare economia di scala e e quindi produrre utili grazie all’importante contributo comunale previsto dal bando.

“Nella vicenda di Roncocesi – viene fatto notare – si è ostacolato (ma bisognerebbe dire calpestato) il diritto nell’accesso agli atti di un’associazione che dopo aver ben lavorato, è stata accantonata nelle selezione, senza chiarezza sulla valutazione compiuta dalla Fondazione per aggiudicare la gara a GISPORT srl”. E “viene calpestato il principio dell’affidare a delle associazioni dei fondi pubblici per conseguire attività a scopo sociale, in quanto si assegna a una SRL un progetto da cui quest’ultima conseguirà degli utili che distribuirà ai soci e non alla collettività. Infatti nell’istanza di partecipazione al bando di gare la stessa GISPORT deve precisa l’impegno che ha assunto precedentemente con il Comune e la Fondazione per riservare tre percorsi per soggetti bisognosi. Un impegno che l’attuale associazione come tutte le associazioni svolgono per naturale impegno verso la collettività e senza limitazioni”.

Si attendono spiegazioni esaurienti.

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