Graniti Fiandre chiude la fabbrica di Viano
Natale d’angoscia per 60 famiglie
Tre giorni di sciopero, “senza escludere l’occupazione”

18/12/2021 – Graniti Fiandre chiude lo stabilimento di Viano, e per 60 lavoratori si fa nera: il rischio incombente è di finire mezzo a una strada alla vigilia di Natal . Davvero un bel regalo sotto l’albero per tante famiglie. L’ azienda, fra le più note del distretto ceramico, ha comunicato la chiusura con poche righe il 15 dicembre, smentendo le assicurazioni precedenti. Immediata e dura la risposta dei lavoratori: riuniti ieri in assemblea con i delegati della RSU e la Filctem-Cgil di Reggio Emilia, hanno deciso tre giorni di di sciopero consecutivi da lunedì, giorno in cui è in detto un presidio dalle 10 alle 12 davanti ai cancelli della sede di Viano in Via Gargola 4. E non escludono l’occupazione della fabbrica.

“I motivi della protesta – si legge in una nota sindacale – sono riconducibili alla decisione dell’azienda di cessarel’attività produttiva dello stabilimento di Viano a partire dal 24/12/2021.
Lo stabilimento ad oggi occupa 54 lavoratori a tempo indeterminato e 10 lavoratori con contratto di somministrazione, di cui la maggior parte residenti nella zona montana.
L’azienda nei mesi scorsi – continua la Filctem – ha sempre rassicurato le maestranze sulla continuità e l certezza
di un programma di produzione che garantisse fino al mese di aprile 2022 la

piena attività lavorativa, per poi disattendere quanto dichiarato con la comunicazione ufficiale di cessare definitivamente l’attività, inviata il 15 Dicembre.Le maestranze rivendicano un accordo collettivo che garantisca a tutti loro, la continuità

occupazionale, attraverso la ricollocazione negli altri stabilimenti delgruppo con il mantenimento delle attuali condizioni contrattuali,

non escludendo diversamente altre forme di protesta ivi compresa l’occupazione della fabbrica”
Una scelta, quella del gruppo Graniti Fiandre “che in ogni caso comporterà un ulteriore svuotamento ed impoverimento del tessuto economico sociale di un
territorio e di una comunità destinata ad essere sempre più fragile

“.

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