Fondi pubblici per 100 mila euro a 4 imprenditori “contigui” alla ‘ndrangheta
Inchiesta GdF nella bassa reggiana

13/12/2018 – Hanno indebitamente percepito o tentato di ottenere contributi pubblici a fondo perduto per 100.000 euro (previsti dai decreti “Rilancio” e “Liquidità”), destinati alle aziende per fronteggiare l’emergenza Covid.

Ma le loro attività erano state tutte colpite da interdittive antimafia, perché indiziate di vicinanza alle cosche di ‘ndrangheta. Per questo la Guardia di Finanza di Reggio Emilia ha denunciato per indebite percezioni di erogazioni in danno dello Stato quattro imprenditori di origine calabrese, operanti nella Bassa nei settori dell’autotrasporto, dell’edilizia e dei servizi.

I controlli, scattati nell’ambito di un più vasto piano nazionale, hanno evidenziato i versamenti dei contributi tra il 2020 e il 2021 alle ditte, che non avrebbero però potuto riceverli sulla base della “contiguità” dei loro titolari ad un’organizzazione di stampo mafioso.

(Fonte: Agenzia Dire)

IL PLAUSO DEL PREFETTO IOLANDA ROLLI ALLA GUARDIA DI FINANZA

È di oggi la notizia che la Guardia di Finanza, all’esito di appositi controlli, ha segnalato quattro imprenditori alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia per indebite percezioni di erogazioni in danno dello Stato.

In particolare, la Tenenza di Guastalla, nel verificare i requisiti necessari per l’accesso ai contributi pubblici a fondo perduto previsti Decreto Rilancio e ai finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato, previsti dal Decreto Liquidità, ha rilevato come quattro società attive nella bassa reggiana non avrebbero potuto ottenere il contributo (per un importo pari ad oltre 100.000 euro), in quanto destinatarie di provvedimenti interdittivi antimafia adottati, tra il 2020 e il 2021, dalla Prefettura, sulla base degli elementi informativi circa la loro contiguità ad ambienti legati alla criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetista

Il Prefetto, Iolanda Rolli ha elogiato elogiato il lavoro dei militari della Guardia di Finanza, fondamentale per assicurare che le risorse dello Stato non siano dirottate nelle mani sbagliate, e ha espresso soddisfazione e vivo apprezzamento per la brillante operazione, che si inserisce a pieno titolo nella lotta alla criminalità organizzata condotta dalla Prefettura e da tutte le Forze di polizia.

«Questa operazione – ha evidenziato il Prefetto – è emblematica del lavoro che la “squadra-istituzioni” sta portando avanti in questo territorio, volto a tutelare il tessuto produttivo sano dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. Gli effetti delle interdittive, d’altronde, devono esplicarsi anche e soprattutto in relazione alle risorse che lo Stato sta mettendo a disposizione per favorire la ripresa economica, e che dobbiamo essere sicuri che arrivino esclusivamente all’economia legale».

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