Ferrarini, confermato sit-in a Milano
contro Banca Intesa. Ma con il no dei sindacati

1/12/2021 – Vendita all’asta della villa e del prosciuttificio di Rivaltella: i dipendenti Ferrarini confermano la manifestazione di domani, 2 dicembre, dalle 9,30 alle 14 in piazza della Scala a Milano, in prossimità della sede direzionale di Banca Intesa (dove ha gli uffici l’amministratore delegato del gruppo bancario, Carlo Messina). Manifestazione ribadita con un documento di questa mattina dalla “maggioranza delle Rsu aziendali dell’azienda Ferrarini Spa di Reggio Emilia”, nonostante la contrarietà dei sindacati nazionali alimentaristi di Cgil, Cisl e Uil: “Riteniamo che la decisione di alcuni dipendenti di organizzare un’iniziativa di presidio sotto la sede di Banca Intesa non sia condivisibile, perché non coerente col percorso assunto in sede di coordinamento di gruppo“, scrivono da Roma Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che confermano invece al richiesta del tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo Economico, come richiesto dal coordinamento sindacale del Gruppo Ferrarini.



Ma ecco cosa scrive la “maggioranza” della Rsu Ferrarini, in una lettera-invito rivolta ai media locali, nazionali e web.

“Perché manifesteremo? Perché siamo preoccupati per il nostro futuro. La nostra azienda è in concordato preventivo da luglio 2018, e l’iter concordatario finora è stato particolarmente travagliato a causa delle azioni di disturbo create da elementi / società esterne.
Nonostante tutto questo l’azienda lavora a pieno ritmo ed è assolutamente in attivo, ben oltre le aspettative descritte nel piano concordatario.
Come lavoratori in questi anni non abbiamo avuto problemi e non abbiamo mai fatto un giorno di cassa integrazione.

In particolare, tornando agli elementi di disturbo dovete sapere che il primo oppositore della buona riuscita del nostro piano di salvataggio si chiama Banca Intesa.
Da tre anni, in modo diretto o indiretto, attacca la nostra azienda con ricorsi in tribunale, alla Corte di Cassazione, etc… e tutto ciò che ha portato a casa è stato solo ritardare tutto l’iter concordatario e l’adunanza dei creditori fissata ora per maggio 2022.

Ora tutti noi dipendenti siamo da un lato sereni perché vediamo il piano andare avanti e l’azienda funzionare a gonfie vele, ma siamo anche preoccupati perché il 14 dicembre la sede produttiva della nostra azienda ( la villa di Rivaltella) andrà all’asta.
Guarda caso l’unico soggetto richiedente l’asta ad oggi è la sola Banca Intesa ( e per questo siamo ancora più preoccupati).
A prescindere dalle vicende intercorse o che intercorrono tra questa Banca e la proprietà dell’azienda, è assolutamente chiaro che l’unico interesse di noi lavoratori è il mantenimento di tutti i nostri posti di lavoro.
A tal proposito abbiamo scritto più volte via Pec all’Amministratore Delegato di Banca Intesa a firma della maggioranza delle Rsu aziendali per essere convocati per un incontro per spiegare le nostre ragioni, ed anche per spiegare che siamo molto perplessi che Banca Intesa , istituto che annovera tra le proprie “mission” la responsabilità sociale del territorio, non tenga in considerazione che la richiesta dell’asta abbia come conseguenza l’arresto occupazionale di 215 persone che lavorano nella nostra sede”.

“Visto l’approccio che la Banca ha tenuto finora – prosegue la maggioranza della Rsu Ferrarini – e prendendo atto che la risposta ricevuta dalla Banca è di natura del tutto insoddisfacente anzi esacerbante i nostri dubbi e preoccupazioni, la nostra intenzione (della assoluta maggioranza dei dipendenti) è quella di fare sentire la nostra voce con una manifestazione pacifica nella piena legalità domani giovedì 2 dicembre dalle ore 9.30 alle ore 14 circa a Piazza della Scala a Milano nelle zone adiacenti la sede di Banca Intesa”.

I SINDACATI NAZIONALI: “UN ERRORE IL PRESIDIO SOTTO BANCA INTESA”

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nazionali “nel sottolineare la complessità della situazione in cui verte la società Ferrarini coinvolta in una procedura concorsuale e interessata tra l’altro dalla messa all’ asta della villa in cui si colloca l’attività produttiva, ribadiscono la necessità di trovare soluzioni che garantiscano la continuità produttiva ed il mantenimento dell’occupazione su tutti i siti i della galassia Ferrarini”.
“Con questo obiettivo – prosegue la nota sindacale – lo stesso Coordinamento di Gruppo ha ritenuto strategico richiedere un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di chiarire la situazione in cui si trova la Ferrarini e approfondire in sede ministeriale gli eventuali sviluppi relativi alla messa all’asta del sito produttivo”.
“Crediamo – osservano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – che in un momento delicato come questo, sia necessario mantenere la più ampia condivisione degli obiettivi e dei percorsi da introdurre, per far sì che non si abbiano ricadute occupazionali di fronte ad una situazione che, dopo l’omologa di Vismara, può dare qualche speranza in più alle tante lavoratrici e lavoratori del Gruppo. Comprendiamo appieno le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori che, ormai da più di tre anni, si trovano in una situazione di estrema incertezza in relazione al futuro del proprio posto di lavoro, preoccupazioni spesso alimentate anche da informazioni mediatiche infondate e altre pressioni che finiscono col generare ulteriore confusione e un clima di tensione. Riteniamo però che la decisione di alcuni dipendenti di organizzare un’iniziativa di presidio sotto la sede di Banca Intesa non sia condivisibile, perché non coerente col percorso assunto in sede di coordinamento di gruppo. Ribadiamo invece, con ferma convinzione, la necessità di riattivare il tavolo istituzionale affinché si possa arrivare ad una soluzione positiva di questa complicata vertenza”.

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4 risposte a Ferrarini, confermato sit-in a Milano
contro Banca Intesa. Ma con il no dei sindacati

  1. Mascetti Rispondi

    01/12/2021 alle 14:23

    Mossa disperata. I lavoratori usati come scudi umani. Lavoratori eterodiretti che invece di andare a protestare contro chi ha fatto sparire i milioni vengono usati come clava nei confronti di chi ha diritto a riavere i propri soldi. Ma il commissario giudiziale non dice niente? Eppure dovrebbe tutelare i creditori, che non saranno contenti di apprendere che, sotto Natale, gli stabilimenti vengano chiusi. E Unindustria, preferisce tacere? Solo in Italia posso capitare cose di questo genere

    • Fabio Rispondi

      01/12/2021 alle 22:25

      Buona sera sig.Mascetti,secondo me qui c’è qualche altra persona che è disperata nel scrivere commenti del genere.Intanto ognuno è libero di manifestare liberamente e dove vuole, purché sia in maniera educata e civile e ancor di più se si ha il permesso dalle autorità competenti..non ho bisogno di avere la balia per dire cosa devo o non devo fare. Secondo me in giro c’è qualcuno che la clava l’ha presa in testa non che siamo noi usati…. Se dice così offende tt noi dipendenti perché ci ritiene incapaci di intendere e volere e non decidere con la propria mente… Ultimamente ne escono di ogni,ci sono in giro talpe sbagliate che secondo me hanno mangiato o si sono fumati l’erba gatta ai pesticidi… Prima di sparare cose in aria tanto per dire qualcosa, bisogna pensare…. Cmq ha ragione lei… Siamo in Italia… Da quando in qua in Italia funziona qualcosa… Pensi… Lo stato forse dovrà pagarmi la cassa integrazione con soldi pubblici quando io il lavoro in realtà c’è l’ho e c’è lo avrei..e a una persona onestà che sono non mi va a genio..se esistono crediti debiti che sia tra le controparti non è compito mio, ma che mi si venga togliere il mio posto di lavoro quando si potrebbe trovare una forma alternativa, li non ci sto, quindi capisce il perché del manifestare?un saluto.

  2. Alessandro Rispondi

    01/12/2021 alle 17:07

    Bene, è ora che la direzione Pini/ Amco si renda conto con chi avranno a che fare in futuro…
    Chissà se sono contenti di questa operazione: io scommetto proprio di no.

  3. L'Eretico Rispondi

    01/12/2021 alle 22:16

    Vendere!
    Smuovere questo pantano. Vediamo chi compra, sono curioso.

    Saluti

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